Teheran verso il voto per l'assemblea degli "Esperti", la vera sede del potere
Sono coloro che eleggono, consigliano e controllano la Guida Suprema, l'uomo che ha l'ultima parola su tutte le decisioni politiche, religiose e strategiche.
Sono coloro che eleggono, consigliano e controllano la Guida Suprema, l'uomo che ha l'ultima parola su tutte le decisioni politiche, religiose e strategiche.
Autorità politiche e giurisdizionali dicono che se proseguirà la sfida occidentale sul nucleare, Teheran potrebbe rispondere rimuovendo gli attuali ostacoli che pone ai narcotrafficanti.
La pretestuosa chiusura del quotidiano riformista "Iran" conferma la diffidenza del regime verso l'informazione. Norme poco chiare lasciano spazio ad abusi e spingono anche i giornalisti stranieri all'autocensura.
La polizia religiosa combatte la resistenza alla islamizzazione della società, che dovrebbe trovare espressione anche nella futura legge sui vestiti. Non credibile l'ipotesi di segni distintivi a seconda della religione.
Ci si domanda se, accanto al previsto monito a convertirsi all'islam, il presidente parlerà a Benedetto XVI della penosa condizione giuridica e sociale dei discriminati cristiani iraniani.
Sebbene abbia firmato la convenzione per i diritti del bambino, che lo vieta, Teheran continua a mettere a morte anche i minori. Tra sei e otto lo scorso anno; forse già due nel 2006.
Laureato alla Sorbona e ad Harvard. I servizi segreti lo accusano di "relazioni con stranieri", ma il vero scopo è spaventare i critici del regime.
Milioni di arabi, curdi e baluchi non hanno alcun riconoscimento culturale, ma forte presenza di esercito, polizia e servizi segreti. Accuse a Usa, Gran Bretagna e Israele, mentre si ignorano frustrazione e violazione di diritti umani.
Mullah e designer in Parlamento per disegnare il vestito iraniano, che sarà obbligatorio per gli uomini, come lo è già quello delle donne. Divieto di fumo anche in automobile e niente donne allo stadio, perché gli ayatollah hanno bloccato la concessione di Ahmadinejad.
Più che un vero messaggio politico o religioso, la lettera è un appello rituale che lascia intravedere un'attitudine fanatica e conferma un pensiero di natura messianica o apocalittica che anima il presidente iraniano e che costituisce una delle sfide maggiori per i pragmatici e i riformisti in Iran e per la comunità internazionale.
Nella tradizione sciita, la simulazione è lecita e secondo alcuni obbligatoria quando è in difesa della fede. Ahmadinejad scrive a Bush per proporre "nuove soluzioni" e il parlamento di Teheran minaccia di chiedere il ritiro dell'Iran dal Trattato di non proliferazione.
Le restrizioni alla libertà d'espressione, pur tradizionali, aumentano. Per essere ammessi, bisogna aver pubblicato 40 libri nei dodici mesi passati, ma nessun editore "progressista" ha ricevuto 40 autorizzazioni dei censori. Un espositore europeo: ci fanno sentire che non siamo i benvenuti.
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