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Francis Khoo Thwe

  • Due persone uccise a Miytkyina; raid notturni a Yangon

    Le due vittime colpite alla testa con armi da fuoco. La polizia sparava granate stordenti e proiettili di gas lacrimogeno. Oltre a Miytkiyna, quest’oggi vi sono state manifestazioni a Yangon, Mandalay, Dawei, Monywa. Chiese, moschee, monasteri hanno subito raid e perquisizioni. Oltre 600 poliziotti hanno abbandonato le armi per aderire alla campagna di disobbedienza civile. Funerali di Khin Maung Latt, collaboratore di Aung San Suu Kyi. E’ morto in prigione e con ogni probabilità è stato torturato.

  • Yangon, ancora proteste. La giunta ricorre a violenza e blackout

    Sono in atto dimostrazioni a Yangon, Lashio, Loikaw, Myitkyina, Dawei, Myeik, Kyaikto, Myingyan. La polizia usa gas lacrimogeni, granate, pestaggi. L’economia rischia di fermarsi. È difficile anche prelevare contanti dai bancomat. Imprenditori stranieri “con le valigie pronte”. Possibile un lockdown totale come tentativo estremo di soffocare movimenti, comunicazioni e piattaforme social. L’inviata speciale dell’Onu in Myanmar, Christine Schraner Burgener mette in guardia dal garantire legittimità alla giunta.

  • Onu: almeno 38 uccisi nel giorno più sanguinoso (FOTO-VIDEO)

    Attenzione: l’articolo contiene immagini molto crude che possono disturbare i lettori. Soldati e polizia usano proiettili letali e sparano sulla folla senza alcun avvertimento. Secondo alcuni testimoni, sono state usate anche mitragliatrici leggere. Il pestaggio di tre volontari per l’emergenza sanitaria. Domani si raduna il Consiglio di sicurezza dell’Onu. Il disprezzo della giunta: “Siamo abituati alle sanzioni”.

  • Yangon, le forze di sicurezza uccidono altri 10 dimostranti

    Il bilancio di oggi: 5 morti a Monywa; 2 a Mandalay, colpiti uno al petto e l’altro alla testa; 2 a Myingyan; uno a Magway; uno a Yangon. Sciopero e disobbedienza civile si diffondono nel Paese. Arrestati anche 34 giornalisti, accusati di “diffondere false notizie”. Arrestate migliaia di persone. Nessun risultato nell’incontro coi ministri dell’Asean.

  • Yangon, oggi ancora proteste. Onu: ieri 18 uccisi e oltre 30 feriti

    Dimostrazioni a Yangon e Lashio. L’Onu condanna l’uso di proiettili letali, di gas lacrimogeni e granate assordanti contro i manifestanti. Aung San Suu Kyi in tribunale. Un capo della polizia di Yangon, Tin Min Tun, dichiara di “non voler servire sotto il presente regime militare”. Tom Andrews, esperto Onu per i diritti umani in Myanmar: Le parole non bastano. Bisogna agire.

  • Yangon: uccisa una donna incinta, un altro morto e numerosi feriti. Proseguono le proteste (FOTO)

    La donna uccisa era un’insegnante che manifestava. Manifestazioni anche a Mandalay, a Lashio (Stato Shan), a Myitkyina (Stato Kachin). A Mandalay sono sfilati cattolici e buddisti. A Myitkyina una suora ha supplicato, sola, davanti ai militari. La nuova giunta licenzia l’ambasciatore birmano all’Onu, Kyaw Moe Tun, che ha chiesto l’aiuto della comunità internazionale.

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