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John Ai

  • Shenzhen, una metropoli costruita su speranza e disperazione (Foto)

    Viaggio nel cuore economico della Cina meridionale. La megalopoli attrae milioni di lavoratori migranti, e le fabbriche offrono impieghi monotoni in condizioni faticose e a volte pericolose. Le industrie tendono a creare “mini-città” aziendali, dove gli operai spendono il salario facendolo tornare nelle tasche dei padroni. Il fenomeno dei giovani cinici, che cercano lavoro a giornata e passano il tempo negli internet-cafè e nelle sale bingo.

  • Pechino, Natale soffocato in nome della stabilità

    Il governo è preoccupato della crescita economica e vuole potenziare il controllo sociale. Nel terzo trimestre del 2018, l’economia cinese ha avuto una crescita del 6,5%, la più debole dalla crisi finanziaria del 2008. Niente festeggiamenti e addobbi natalizi a Langfang, Xian, Kunming e altre città. Il Natale è una festa “straniera” e “sporca” le città, oltre ad “inquinare” lo spirito.

  • Cattolici cinesi discutono l’accordo in mezzo alle persecuzioni

    L’Associazione patriottica esalta “l’indipendenza” della Chiesa; poi Liu Bainian esprime apprezzamento per l’accordo sino-vaticano. I fedeli si domandano se la disponibilità del Vaticano farà diminuire le violenze: croci e chiese distrutte; campagne per far abbandonare la fede a cristiani poveri, a studenti e insegnanti; case per anziani requisite e distrutte per far posto a nuovi progetti urbanistici.

  • Abusi e scandali nell’asilo di Pechino. Autorità e militari coinvolti, la censura sui social

    Video delle manifestazioni, critiche alle autorità, denunce, sono stati oscurati sul web. Genitori accusano anche molestie sessuali verso i loro figli: nudi, venivano “visitati” da “dottori” adulti, anch’essi nudi. Legami con l’esercito e con Meng Jianzhu, ex capo della Commissione per gli affari legali del Partito. Il governo ha deciso un’ispezione degli asili a livello nazionale.

  • Guangzhou, condannati tre sindacalisti: Hanno creato problemi sociali

    Le sentenze prevedono galera e libertà vigilata. Tutti membri di una Ong impegnata per i diritti dei lavoratori, sono stati accusati di “aver provocato danni” con scioperi e negoziati con le aziende. Si sono dichiarati tutti colpevoli e hanno rinunciato all’appello. Il capo, Zeng Feiyang, accusato di aver ricevuto fondi stranieri per colpire il governo cinese.

  • Tianjin, condannati un avvocato e un attivista per i diritti umani

    Fanno parte dei circa 300 attivisti arrestati a partire dal luglio 2015. Hu Shigen, leader di una Chiesa protestante sotterranea, è stato condannato a sette anni e mezzo di carcere per “sovversione”. Per Zhai Yanmin tre anni di galera. Wang Yu, che il primo agosto ha “confessato” in TV, è stata rilasciata in libertà vigilata.

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