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John Ai

  • Pechino conferma crescita al 5%, ma aumentano indebitati ed esclusi da previdenza sociale

    È l’obiettivo sul Pil fissato per il 2024 a conclusione della conferenza economica del Partito comunista cinese. Al centro dei lavori i timori legati al settore immobiliare e gli ostacoli alla ripresa. La propaganda funzionale al tentativo di rilancio dopo le nubi post-Covid. Oltre 8,5 milioni di persone sulla “lista nera” per non aver rimborsato i prestiti bancari, altri 19 milioni senza assistenza medica.

  • Da Mao a Xi: l’Esperienza di Fengqiao per il controllo sociale e la repressione

    Una pratica usata come strumento di lotta di classe durante la Rivoluzione culturale. Il presidente ha deciso di far rivivere il vecchio modello di governance sociale promosso da Mao 60 anni fa, mobilitando le masse per “risolvere i problemi a livello locale”. In realtà è una via per controllare il malcontento e la crisi economica. Timori di rafforzamento della sorveglianza.

  • Liangliang e Lijun: la crisi del debito cinese sulla pelle di una famiglia

    Le vicissitudini di una coppia dell'Henan tra gli argomenti più discussi sui social network cinesi. Dopo aver pagato un prezzo elevato per un appartamento non finito, sono stati picchiati per le loro denunce e i loro video sui social network censurati. Alla fine hanno deciso di tornare nella loro città natale. Un commento sul web - alludendo a un celebre slogan di Xi Jinping - dice con amarezza che "i cittadini più diligenti, rispettosi della legge e ottimisti non sono degni del sogno cinese".

  • Taipei, il fronte comune delle opposizioni per fermare l'erede di Tsai Ing-wen

    A poche ore dal termine per la presentazione delle candidature per il voto di gennaio il Kuomintang (su posizioni filo-Repubblica popolare cinese) e il partito dell'ex sindaco Ko Wen-je hanno raggiunto un'intesa apparsa a lungo difficile. La svolta potrebbe ribaltare i sondaggi che finore in testa l'attuale vice-presidente Lai Ching-te, candidato dell'autonomista Partito Democratico Progressista. Una corsa al voto seguita con apprensione tanto a Pechino quanto a Washington.

  • Xi e Biden tornano a parlarsi. Ma le distanze restano

    La ripresa dei colloqui militari il principale risultato del vertice tra il presidente degli Stati Uniti e quello cinese a San Francisco. Entrambi cercano di evitare il conflitto riprendendo la comunicazione; nessuna dichiarazione congiunta dopo l’incontro durato quattro ore. Nella città californiana lo scontro tra i sostenitori di Xi e i manifestanti per i diritti umani in Cina.

  • Pechino: deficit negli investimenti diretti esteri, nubi sul futuro delle imprese

    Per la prima volta dal 1998 il dato registra una flessione, mentre continua il deflusso di capitali legato alla strategia di de-risking adottato da Washington e Bruxelles. Persiste un clima di incertezza negli affari, alcune aziende internazionali si ritirano dal mercato cinese. Critiche alla China International Import Expo, considerata una “vetrina politica” e in calo a livello commerciale.

  • Pechino censura i messaggi di lutto per Li Keqiang

    Espressioni di cordoglio a Hefei, Zhengzhou e Shanghai. Centinaia di persone hanno posato bouquet di fiori e messaggi, alcuni dei quali sono poi scomparsi da Internet. Anche alcune persone che si erano travesite in modo che potesse essere letto come malcontento verso Xi Jinping sono state arrestate. Nel necrologio diffuso dalle autorità il nome del presidente appare cinque volte, a rimarcare la centralità dell'attuale leadership.

  • La morte di Li Keqiang, l'ultimo antagonista di Xi Jinping

    Primo ministro fino alla primavera scorsa, è stato stroncato da un infarto a 68 anni, un'età relativamente giovane per i leader del Partito Comunista Cinese. In rete le teorie del complotto, ma soprattutto i rimpianti per la sua politica economica. Il legame con l'ex presidente Hu Jintao, "giubilato" durante l'ultimo Congresso. Intanto sui media ufficiali cinesi oggi la morte di Li è meno importante dei discorsi di Xi.

  • Studentessa della Cina continentale scomparsa dopo aver ricordato Tiananmen a Hong Kong

    Zeng Yuxuan, 23 anni, aveva trascorso sei mesi in carcere per uno schizzo del “Pilastro della vergogna”, statua che omaggia le vittime del massacro. Rimpatriata come persona non gradita a Shenzhen, di lei si sono perse le tracce. Sparita anche la madre. Ultima storia di un lungo elenco di repressione dell’attivismo. Una pagina e una raccolta firme per sensibilizzare sulla sua sorte.

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