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Maria Casadei

  • Bacino del Teesta: Dhaka cerca la sponda di Pechino

    Il progetto di gestione delle acque del fiume himalayano torna al centro delle discussioni tra Bangladesh, Cina e India. Il governo del Bangladesh oggi guidato da Tarique Rahman chiede sostegno a Pechino, riaccedendo le tensioni con New Delhi sulle risorse idriche e sull’influenza cinese nella regione. In gioco ci sono 1,5 milioni di tonnellate di riso all'anno che Dhaka perde per la scarsa irrigazione.

  • Il film 'Lalibazar' riapre la ferita della comunità badi, i dalit delle montagne del Nepal

    La sospensione temporanea del film da parte dell’Alta corte di Patan ha riacceso il dibattito sulla rappresentazione della comunità badi, storicamente emarginata e associata al lavoro sessuale. Mentre alcuni attivisti denunciano stereotipi offensivi e discriminatori, altri sostengono che la pellicola racconti una realtà ancora presente tra povertà, esclusione sociale e discriminazione di casta.

  • Orissa: nuovi treni per le miniere, nonostante le proteste dei tribali

    Via libera del governo a un corridoio ferroviario per collegare i giacimenti di bauxite di Sijimali e Kutrumali. La decisione arriva dopo violenti scontri con le comunità locali, che denunciano espropri, danni ambientali e violazioni dei loro diritti, sanciti anche dalla legge. Il governo difende il progetto in nome dello sviluppo, ma da tre anni non si ferma la mobilitazione contro l’espansione mineraria.

  • Kashmir, a un anno dall’attentato confiscate 58 scuole legate alla Jamaat-e-Islami

    La misura, adottata a pochi giorni dall’anniversario della strage a Pahalgam, colpisce istituti gestiti dall'organizzazione islamista bandita nel 2019. Il provvedimento si inserisce nella più ampia strategia di sicurezza avviata da Delhi dopo la revoca dell’autonomia del Jammu e Kashmir, ma suscita critiche per le possibili ripercussioni sul sistema educativo e per le violazioni dei diritti delle minoranze.

  • Maldive: referendum bocciato e municipalità all’opposizione, segnale d'allarme per Muizzu

    Il 68,7% degli elettori ha respinto la riforma costituzionale voluta dal presidente per unificare i processi elettorali, ma il partito di governo - affermatosi nel 2023 con una campagna anti-India - non ha conquistato nessuna città nelle amministrative. Decisivo il ruolo della società civile nella campagna per il “no”. L’esito evidenzia il malcontento urbano e apre interrogativi sulla tenuta politica dell’esecutivo a metà mandato.

  • Elezioni locali cruciali di aprile: il Bjp fa il pieno di finanziamenti

    Al voto nelle prossime settimane in Assam, Bengala Occidentale, Kerala, Tamil Nadu e Pondicherry 174 milioni di elettori. I risultati saranno annunciati in contemporanea il 4 maggio. Turno importante anche per gli equilibri nazionali perché si tratta in gran parte di aree meno favorevoli al partito di Modi. Mamata Banerjee cerca il quarto mandato, la corsa ad assicurarsi il voto dei cristiani in Kerala.

  • Delhi cancella le nuove norme antisismiche: sollievo per le imprese, allarme sicurezza

    La decisione del governo guidato da Narendra Modi di revocare un codice entrato in vigore a novembre per rafforzare la sicurezza delle infrastrutture nelle aree più a rischio, ha sollevato forti critiche dalla comunità scientifica, mentre i costruttori hanno accolto con favore la riduzione dei costi e dei vincoli normativi. Diversi nuovi progetti infrastrutturali dovrebbero sorgere in zone ad altissimo rischio come l’Himalaya e le isole Andamane-Nicobar.

  • Modi a Gerusalemme rilancia intese commerciali e militari

    Due giorni in Israele per rafforzare cooperazione tra New Delhi e Tel Aviv. Incontri con migranti e attività indiane, commercio e intese strategiche consolidano un’alleanza sempre più stretta tra i due Paesi, mantenendo volontariamente in secondo piano la questione palestinese. Affinità anche ideologiche tra il Bjp e la destra israeliana. Secondo i dati del Sipri l'India già oggi pesa per il 34% nell'export di armi israeliane.

  • Modi in Malaysia per ricucire i rapporti: Delhi punta su commercio e semiconduttori

    Dopo un anno di tensioni diplomatiche, la visita del premier indiano a Kuala Lumpur il 7 e l'8 febbraio ha segnato un riavvicinamento tra India e Malaysia, che ha portato alla firma di 11 accordi in vari settori. Modi ha anche ricordato l’importanza dei legami con i cittadini di origine indiana, terza comunità etnica in Malaysia. Rilanciati gli investimenti e la cooperazione tecnologica.

  • Delhi: la sentenza Vanshakti e le autorizzazioni ambientali retroattive

    Ribaltando un precedente verdetto che vietava le autorizzazioni ambientali retroattive la Corte suprema ha aperto la porta a progetti già avviati senza permessi preventivi, indebolendo la tutela giuridica dei territori e il principio di precauzione. La preoccupazione dei movimenti ambientalisti proprio nel momento in cui l'India annuncia piani ambiziosi sull'industria manifatturiera.

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