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Melani Manel Perera

  • Si dimette il consigliere presidenziale per il processo di pace

    La decisione di Dhanapala è stata giustificata da un generico “motivi personali” e arriva dopo l’annuncio dell’uscita del governo dal cessate-il-fuoco con i ribelli. Sta per chiudere anche la Sri Lanka Monitoring Mission, che in questi anni ha continuato a denunciare gli abusi commessi nelle aree del conflitto. Secondo un parlamentare tamil “Colombo non vuole testimoni del massacro che si prepara a compiere nel nord”.

  • Leader cristiani: per il governo, un "dovere" giungere a una pace negoziata

    L’arcivescovo cattolico di Colombo e quello anglicano dello Sri Lanka inviano messaggi di cordoglio per la morte del politico tamil all’opposizione e l’attentato del 2 gennaio nella capitale. Entrambi ricordano ai politici l'urgenza di trovare una soluzione negoziata alla guerra civile e mettere fine alle violenze. Ma il governo ha già annunciato il ritiro dal cessate-il-fuoco con le Tigri.

  • Bomba a Colombo, almeno 4 morti e 24 feriti

    L’attentato contro un autobus militare avviene all’indomani dell’assassinio di un parlamentare tamil, critico del governo centrale. Il politico è stato ucciso all’interno di un tempio indù. Da settimane, nonostante le minacce ricevute, Colombo gli aveva diminuito la scorta.

  • Jaffna è ormai una “prigione, retta da un governo militare”

    In un’intervista ad AsiaNews il superiore provinciale OMI in Sri Lanka, p. S.M. Selvaratnam, racconta la drammatica situazione dei tamil nel nord del Paese: la diffusa cultura della guerra, la paralisi dell’istruzione, l’impossibilità perfino di attraversare la strada senza il permesso dell’esercito, l’assenza di un’autorità che garantisca i diritti dei cittadini. La generale miseria spinge al suicidio padri di famiglia che non possono pagare le medicine per i figli.

  • Un "secondo tsunami" sui pescatori dello Sri Lanka

    Lo denunciano alcune organizzazioni impegnate nella difesa di questa categoria, tra le più emarginate del Paese. Le politiche di sviluppo del governo, che privilegia l’industria del turismo e stipula accordi con grandi compagnie straniere per lo sfruttamento delle acque, ha gettato i piccoli pescatori sull’orlo della miseria. E mentre si costruiscono superstrade e alberghi, migliaia di famiglie vivono ancora in abitazioni provvisorie.

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