Un gruppo di persone si ferma in preghiera alla Galleria di Milano. I vigili, chiamati, dicono di non poterli interrompere. Ma tutte le manifestazioini in strada vanno autorizzate e la legge deve essere al di sopra di tutto.
E’ la via per superare il contrasto tra versetti del Corano e detti della Sunna (tradizione) del profeta dell’Islam che talvolta non vanno nello stesso senso. Alcuni elogiano la donna o ne parlano in modo neutrale, altri dicono che sono le tentatrici e che l’inferno è popolato di donne. Inoltre, alcuni versetti parlano di uguaglianza tra uomo e donna, altri di disuguaglianza. Che oggi è giuridica, non culturale.
Il governo britannico ha proibito l’entrata nel Paese al parlamentare olandese, a causa delle sue controverse opinioni sull’Islam. Per alcuni i diritti umani in occidente vengono messi da parte per non dispiacere all’Islam; per altri il silenzio è meglio delle provocazioni. Ma il problema del legame fra Islam e violenza rimane una questione che nessuno vuole affrontare. Un commento dell’islamologo p. Samir Khalil Samir.
Il Gesù del Corano è proprio quello dei Vangeli? E i cristiani debbono ritenere Maometto un profeta? Alcuni esperti sauditi vogliono costruire il dialogo sul ricatto (una chiesa in Arabia saudita in cambio della professione di fede sul profeta Muhammad). Ma cristianesimo e islam sono diversi e talvolta opposti. Invece del sincretismo o del ricatto, l’unica via è il rispetto reciproco.
Il battesimo cattolico del noto giornalista Magdi Allam, egiziano e musulmano non praticante, suscita critiche e disprezzo nel mondo islamico. Vi è pure imbarazzo nel mondo cristiano, timoroso di vedere la Chiesa e Benedetto XVI lanciare una nuova crociata. Invece, come per il discorso di Regensburg, questo battesimo è un messaggio per difendere la libertà religiosa, l’evangelizzazione e la convivenza fra religioni.
Il p. Samir Khalil Samir, gesuita egiziano ed esperto di Islam, commenta ad AsiaNews la creazione della nuova Commissione di dialogo e spiega: è una strada lunga, ma che deve essere percorsa. Importante inoltre creare una realtà simile per gli sciiti, ramo importante dell’islam. Da non dimenticare: tutto è partito dal discorso di Benedetto XVI a Regensburg.
Fa discutere la proposta di Rowan Williams, primate anglicano, di inserire parti della sharia nella legislazione britannica. Per integrare i musulmani in Europa, meglio la pratica dell’ospitalità. Gli europei sembrano abbandonare gli ideali umanisti che invece attraggono molti musulmani e non.
Rappresentanti vaticani e dotti musulmani si incontreranno a Roma in marzo prossimo per mettere a punto alcune piste per il dialogo fra cristiani e musulmani. Si rischia il vuoto o la falsità se il dialogo non affronta non solo la teologia, ma i problemi concreti delle due comunità.
C’è molto di buono nel documento inviato a Benedetto XVI e ai capi cristiani: maggiore convergenza fra correnti musulmane; attenzione al vocabolario cristiano; desiderio di dialogo. Vi è anche qualche ambiguità e difficoltà. Ma è un primo passo: è tuttora necessario aprire il dialogo anche con il mondo secolare. La grande sura della tolleranza. Un’ampia analisi del nostro esperto sull’Islam.
Alcune teorie sulla conversione del mondo all’Islam sono un mito. Ma la propaganda costante e una specie di colonizzazione sociale e culturale dell’Islam in occidente è vera. L’Arabia Saudita dà il sostegno finanziario; la scristianizzazione dà il motivo religioso; l’ignoranza e l’impaccio dei governi in occidente fa il resto. La Terza (e ultima) parte di un’analisi di p. Samir Khalil Samir, gesuita egiziano, esperto di Islam.
Mohammad Ahmad Hegazi, il giovane egiziano convertito al cristianesimo, che vuole essere riconosciuto tale anche dal punto di vista legale, rischia una condanna a morte per apostasia. Il mondo islamico si difende dalle conversioni anche con leggi che esaltano la propaganda musulmana e proibiscono quella delle altre religioni. Almeno 10 mila cristiani ogni anno divengono musulmani. Ma quasi nessuno per motivi religiosi. La malattia dell’Islam: la mancanza di spiritualità e la riduzione della religione a elemento etnico, sociologico, politico. La Seconda parte di un’analisi di p. Samir Khalil Samir, gesuita egiziano, esperto di Islam.
Il caso di Mohammad Hegazi, giovane egiziano convertito al cristianesimo, che vuole essere riconosciuto tale anche dal punto di vista legale, ha aperto nel mondo islamico un nuovo dibattito sulle conversioni, viste spesso come un’azione di apostasia che merita la morte. È emersa anche una vera e propria ossessione dell’Islam per le conversioni personali, essendo questa religione ridotta più a una sottomissione di tipo etnico e sociologico. Vi è chi parla perfino di un disegno per convertire all’Islam l’Europa e il mondo, al quale i governi europei danno una mano. La Prima parte di un’analisi di p. Samir Khalil Samir, gesuita egiziano, esperto di Islam.