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Silvia Torriti

  • Yiwu: la mecca del consumismo 'made in China'

    la Città internazionale del commercio nella provincia sudorientale dello Zhejiang è il luogo di provenienza della maggior parte degli addobbi natalizi venduti in queste settimane in tutto il mondo. Un gigantesco mercato all'ingrosso da 6,4 milioni di metri quadri aperto sette giorni su sette per operatori di tutto il mondo che nel 2024 sono tornati ad arrivare in massa.

  • Le presidenziali Usa e l’assenza della ‘carta cinese’ dal dibattito elettorale

    Trump mostra un approccio più aggressivo e isolazionista, la Harris è più prudente e incline alla stabilità. Verso Pechino prevale sulla sponda Usa la volontà di tutelare gli interessi nazionali. Negli anni la Cina ha ammorbidito i toni della “diplomazia del lupo guerriero”. E guarda al voto del 5 novembre senza esporsi ufficialmente, anche se pare puntare sulla candidata democratica.

  • Wai jia nü: la battaglia delle donne delle campagne cinesi per i loro diritti

    Nei villaggi ancora dominati dai capifamiglia, le donne che sposano un "forestiero" perdono l'accesso ai servizi locali e gli indennizzi per i terreni collettivi espropriati. Con l’aumento del livello di istruzione e le maggiori connessioni sociali crescono i casi in cui alcune di loro portano questo genere di controversie in tribunale. Ma la strada da percorrere per la loro tutela rimane in salita.

  • Pechino esalta gli olimpionici, i cinesi criticano spese e sprechi

    Si sono chiusi ieri i Giochi di Parigi, con la Cina seconda dietro gli Stati Uniti (129 a 91, ma 40 ori ciascuno) nel medagliere. Per il governo l’evento ha rappresentato una questione di immagine e la solita sfida con gli Usa. Ma i cittadini hanno snobbato le celebrazioni ufficiali, rilanciando in rete accuse e critiche per uno staff eccessivo, finanziamenti e sperpero di denaro pubblico.

  • Intelligenza artificiale: Pechino vuole la cooperazione, ma censurando i contenuti

    Nei modelli linguistici di grandi dimensioni la scure della censura esamina le risposte dei chatbot per "adeguarle" ai “valori socialisti fondamentali”. Bloccata anche la fruizione di Hugging Face, una popolare piattaforma open source usata dagli sviluppatori di AI di tutto il mondo per condividere modelli e dataset. E nonostante il gran numero di algoritmi autoctoni sviluppati, nelle stesse high-tech cinesi emergono dubbi sull'efficacia della cosiddetta "guerra dei cento modelli".

  • I netizen cinesi e l'attentato a Trump

    Anche sui social network della Repubblica popolare cinese la notizia e le immagini del tentato omicidio del Tycoon sono diventate subito virali. Magliette con l'iconico scatto col volto insanguinato già in vendita sulle piattaforme di e-commerce. Ma c'è anche chi ironizza sul pugno chiuso, rispolverando il nomignolo "Compagno Janguo" con cui Trump veniva schernito in Cina durante la sua presidenza.

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