Hong Kong, la veglia del 4 giugno per i martiri di Tiananmen (foto)
Hong Kong, la veglia del 4 giugno per i martiri di Tiananmen (foto)
Hong Kong, la veglia del 4 giugno per i martiri di Tiananmen (foto)
Nove sono stati ordinati dal vescovo illecito Ma Yinglin di Kunming: sono tutti membri di minoranze etniche. Il vescovo di Yuncheng (Shanxi), mons. Wu Junwei, ha ordinato nella cattedrale di Jinzhong p. Han Bo; il vescovo di Wanzhou, mons. He Zeqing, ha ordinato p. Peng Yueyu di Chongqing.
Nel mese di Maggio vi sono stati pellegrinaggi anche da Ningbo e Taiyuan. Molto diffusi i gruppi web di preghiera. Assente mons. Taddeo Ma Daqin, agli arresti domiciliari dal 2012. Il pellegrinaggio solenne della diocesi di Shanghai.
I suoi fedeli lo definiscono un’immagine del “buon pastore”. Era stato ordinato vescovo sotterraneo nel 1981. Nel 2004 è stato riconosciuto dal governo, ma è riuscito a rifiutare l’iscrizione all’Associazione patriottica. Sotto la sua guida la diocesi è cresciuta. A tutt’oggi vi sono 31 sacerdoti, 120 suore, 50mila fedeli. La Chiesa è impegnata nell’evangelizzazione e nell’offrire cure mediche alla popolazione.
Il p. Yang appartiene alla comunità cattolica non riconosciuta dal governo cinese. Era con il suo istruttore di guida e alcuni laici cattolici, anche loro nella stessa area: la numero 3 della contea Dingxing. Fra le 12 e le 12.30 – dicono alcuni sacerdoti dell’area – il suo telefono è stato staccato. La polizia non apre alcuna inchiesta.
Il presule non ufficiale aveva 96 anni, di cui almeno 23 passati in carcere per la sua fedeltà al papa e alla Chiesa universale. Caduto per terra, ha battuto la testa ed è stato ricoverato senza possibilità di incontrare nessuno. Poco dopo è morto. La diocesi di Yujiang è stata fatta confluire dal governo in quella di Nanchang. I funerali si terranno il prossimo 6 aprile. Il governo ha permesso ai fedeli di esporre il corpo per quattro giorni.
È l’auspicio espresso da mons. Stephen Lee Bun-sang, durante la cerimonia di installazione nella sua nuova diocesi. L’impegno pastorale “partirà dalla famiglia e l’educazione dei giovani, chiave per una società armoniosa”. I rapporti fra Cina e Vaticano “non fanno parte del mio compito, ma li terrò d’occhio. La Chiesa di Macao è e continuerà ad essere un aiuto per i cattolici di Cina”.
Oltre alla cattedrale, sono stati designati tre luoghi di pellegrinaggi e le chiese dove sono nati i martiri di Taiyuan, uccisi nel 1900 e canonizzati da Giovanni Paolo II nel 2000. Almeno 10mila fedeli hanno partecipato all’apertura della Porta Santa al santuario della Porziuncola a Banshishan, a 1700 metri di altezza e con temperature sotto i meno 16 gradi. Fra le opere di misericordia: la cura dei genitori e dei vicini, l’aiuto ai bisognosi. Le speranze della missione.
Migliaia di persone si sono riunite nei luoghi simbolo della protesta per commemorare il primo lancio di lacrimogeni contro i dimostranti, avvenuto un anno fa. I cattolici celebrano una messa per “chiedere al Signore la forza necessaria a continuare nella battaglia per la democrazia”. Sostegno anche ai cristiani di Wenzhou, vittime della demolizione forzata di chiese e croci.
Seguendo l’appello del card. Tong, il card. Zen celebrerà domani una messa per la “salvaguardia della fede e la salvaguardia della Croce”, organizzata dalla Commissione diocesana di giustizia e pace. Cristiani cattolici e protestanti manifestano davanti all’ufficio rappresentativo della Cina ad Hong Kong.
Prima dell’inizio della marcia, cattolici e protestanti hanno dato vita a un momento di preghiera nel Victoria Park. Il cardinale Zen ha detto che la riforma politica è stata respinta da voti “pan-democratici” e che ciò ha salvaguardato la dignità delle persone, ma non ha portato avanti il vero suffragio.
All'incontro di preghiera che ha preceduto la veglia al Victoria Park, mons. Ha invita i cattolici ad ascoltare la voce della coscienza: "Non va misurata dal rumore che fa, ma dalla persistenza con cui parla. Ovvero fino a che non viene ascoltata". Un appello ai leader della Cina: "E" arrivato il momento di assumersi la responsabilita' di quanto avvenne 26 anni fa"
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