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Vladimir Rozanskij

  • Anche Georgia e Polonia contro Epifanyj di Kiev

    Le divisioni fra Chiese ortodosse si approfondiscono nel timore di perdere fedeli. Per il metropolita georgiano Nikolaj, è importante leggere il Tomos dell’autocefalia in lingua originale. Per Savva, metropolita di Varsavia, Epifanyj è “un semplice laico” di una Chiesa scismatica. In Ucraina, decine di parrocchie ortodosse moscovite, sono passate sotto il patriarcato di Kiev.

  • Autocefalia ucraina osteggiata nel mondo ortodosso

    Il prossimo 3 febbraio, la cerimonia di intronizzazione di Epifanyj. È anche il giorno del suo compleanno. Il patriarca ecumenico Bartolomeo promette di visitare l’Ucraina nelle prossime settimane. Le Chiese ortodosse vicine a quella di Mosca – Cipro, Siria, Bulgaria - sono contrarie all’autocefalia di Kiev. Fra i sostenitori, oltre a Costantinopoli: Grecia, Egitto e forse Albania e Romania.

  • Nasce la nuova Chiesa ucraina, e l’Ortodossia si divide

    La cerimonia della consegna del Tomos dell’autocefalia ieri a Istanbul ha avuto un carattere fortemente “nazionale”, con Poroshenko seduto affianco all’altare, insieme alla famiglia e vari ministri. Per Ilarion e Chaplin del patriarcato di Mosca, Bartolomeo è “scismatico” e “eretico”. Il possibile rifiuto delle Chiese ortodosse polacche, serbe, ceca. In Ucraina la religione si mescola alla politica nazionale, come in Russia. Oggi il Natale festeggiato nella cattedrale di Kiev. Timori per possibili lotte per il possesso delle strutture ecclesiastiche.

  • Kirill: Bartolomeo non sarà più il patriarca ecumenico di tutta l’Ortodossia

    Con una lettera inviata il 30 dicembre, il patriarca di Mosca condanna la decisione presa per l’autocefalia in Ucraina. Kirill contesta l’autorità di Bartolomeo, che avrebbe agito troppo in fretta. Accuse anche a Filaret di Kiev e a Makarij, “l’avventuriero”. Lo scisma si diffonde nel mondo: Mosca istituirà diocesi e parrocchie proprie dove sono presenti strutture del patriarcato di Costantinopoli.

  • Poroshenko: la guerra, le elezioni, le Chiese

    Interrotto controvoglia lo stato di guerra. Ma il presidente ucraino continua a denunciare le minacce militari russe e chiede all’Occidente di intervenire. L’opposizione sospetta che sia tutta una manovra elettorale. Il partito di Poroshenko scende all’11% delle preferenze. Il 6 gennaio il presidente si recherà a Costantinopoli per ricevere il Tomos dell’autocefalia.

  • Il futuro della Siria e dei cristiani, se le truppe Usa si ritirano

    La Russia potrebbe divenire la protettrice del Paese e dei cristiani. Ma intanto potenze internazionali - come Gran Bretagna e Francia - e regionali - come Turchia e Israele – rivendicano zone di influenze, aprendo nuovi fronti di scontro e di insicurezza per la sua popolazione e la Siria. Due giorni fa aerei israeliani hanno attaccato una base militare siriana a Qatifah, a circa 40 km a nord-est di Damasco.

  • La prima intervista di Epifanyj, metropolita di Kiev

    Non appena riceverà il Tomos dell’autocefalia, la nuova Chiesa affronterà vari temi: gli organi direttivi, la data del Natale (25 dicembre e/o 7 gennaio); la situazione della Crimea; i rapporti con le altre Chiese ortodosse. Il patriarca di Mosca Kirill spinge all’isolamento della Chiesa ucraina. La resa dei conti fra Costantinopoli e Mosca.

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