Le mille difficoltà create dal contrasto tra Mosca e Costantinopoli sul futuro dell’ortodossia in Ucraina. Quale che sarà la soluzione, l’immagine e la composizione dell’Ortodossia ne risulteranno profondamente modificata.
Le chiese ortodosse russe in Europa sono lasciate libere di aderire all’Ortodossia russa, dopo le tensioni fra Mosca e Costantinopoli legate all’autocefalia ucraina. Le Chiese russe in Europa si erano formate nei primi decenni del ‘900, attorno agli esuli russi della Rivoluzione. Fra essi sono annoverate grandi personalità come Berdjaev, Bulgakov, Losskij. All’Istituto di teologia ortodossa “S. Sergio” di Parigi hanno lavorato i più noti teologi russi del ‘900, come Florovskij, Afanasev, Schmemann, Evdokimov, Clement.
Il numero 2 della Chiesa ortodossa russa si è recato nei Paesi dell’estremo oriente. A Pechino ha ricordato i 222 martiri cinesi uccisi durante la Rivolta dei Boxer (1900). Un regalo a Kim Jong-un da parte del patriarca Kirill. La collaborazione fra la Chiesa e diplomatici russi all’estero.
Manifestazioni all’ambasciata russa a Kiev; bruciata un’auto diplomatica. Raduno d’emergenza del Consiglio di sicurezza dell’Onu. I russi parlando di “sconfinamento” delle navi ucraine nelle acque territoriali russe; ma i Paesi dell’Onu non riconoscono l’occupazione russa della Crimea.
Shinzo Abe sembra voler aprire a Vladimir Putin sulle isole, contese fra Russia e Giappone da decenni. Ma l’avvicinamento sembra più esteso: Tokyo potrebbe arrivare a rivedere lo storico accordo militare con gli Stati Uniti. Pesa l’opposizione interna a entrambi i leader.
I fedeli russi in Turchia non hanno più chiese dove andare a pregare perché esistono solo chiese del “patriarcato scismatico”. In Ucraina si attende il Tomos dell’autocefalia per la fine di novembre. Il presidente ucraino punta su Simeon come nuovo patriarca unificato.
Alla posa della prima pietra hanno partecipato la presidente della città-Stato, Halimah Yakob, il presidente Putin e il ministro russo degli Esteri Sergej Lavrov. Le relazioni “umanitarie” e quelle economiche. Putin intende proporre una zona di libero commercio tra Singapore e l’Unione economica eurasiatica. L’incontro dell’Asean.
L’Organizzazione del trattato di sicurezza collettiva comprende Armenia, Bielorussia, Kazakhstan, Kirghizistan, Russia e Tagikistan. L’Ucraina ne è uscita lo scorso maggio. Nessun accordo sul nuovo segretario: rimandata la decisione a dicembre, a San Pietroburgo. I progetti spaziali del Kazakhstan.
E’ scontro aperto fra Rawil Gaynetdin, capo del Consiglio dei mufti, e Kamil Samigullin, Mufti tataro di Kazan. Per il primo non vi è persecuzione degli uiguri in Cina; l’altro lo accusa di fare da cassa di risonanza del governo cinese. Divisioni anche sulle verifiche del cibo halal e sui rapporti con le comunità musulmane straniere.
Decisa la collaborazione allo scopo di creare una Chiesa ortodossa indipendente in Ucraina. Il patriarca di Costantinopoli redigerà il Tomos di autocefalia e lo consegnerà al primate eletto da un sinodo locale. Ribadita l’importanza del primato di Costantinopoli sulle Chiese ortodosse. Le reazioni di Mosca.
A Mosca, 1000 persone si sono radunate davanti alla Lubianka. Manifestazioni anche a San Pietroburgo, Penza, Novosibirsk, Nižnij Novgorod, Rostov. I loro figli sono considerati pericolosi per la sicurezza dello Stato, accusati di “terrorismo”. Affianco a gente comune, erano presenti dissidenti famosi, attori, scrittori e artisti. Tutti temono un ritorno ai controlli stalinisti.
La rottura della comunione fra i due patriarcati ha portato alla chiusura dei pellegrinaggi al Monte Athos da parte dei pellegrini russi. La “Società dell’Athos russo”, di cui fa parte anche Putin, avevano donato finora fino a 500 milioni di dollari. Poroshenko si prepara a trasferire a Costantinopoli la giurisdizione sulle Grotte dei monaci Antonij e Feodosij a Kiev.