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Vladimir Rozanskij

  • Il futuro delle migrazioni dal Tagikistan

    Secondo un'analisi della Banca eurasiatica per lo sviluppo per il più povero tra i Paesi dell'Asia Centrale ci vorranno ancora trent'anni per fermare l'esodo dei propri giovani in cerca di lavoro. Ma anche a Dushanbe i cambiamenti demografici e le tensioni xenofobe in Russia stanno inizando a frenare il fenomeno, con cambiamenti che potrebbero iniziare a vedersi entro una decina d'anni.

  • Il valzer della politica estera ad Astana

    L'ex ambasciatore a Mosca Eremek Košerbaev nominato come nuovo ministro degli Esteri, con l'intento di "recuperare" le relazioni con i russi dopo le aperture all'Occidente. Licenziato anche l’ambasciatore kazaco negli Stati Uniti, Eražan Ašikbaev, molto legato al precedente ministro Murat Nurtleu. Ma nelle scelte ha pesato anche l'eccesso di assistenti e consiglieri, da tagliare nell'ambito della lotta alla corruzione.

  • Le due velocità dell'economia di guerra russa

    Il settore legato alle forniture militari cresce e prospera con continui flussi di risorse, materie prime, finanze e tecnologie. Le aziende medio-piccole e il ramo dei consumi devono fare i conti con le restrizioni dovute alle sanzioni, all’aumento delle tasse e all’accesso limitato ai capitali. L'economia di Mosca si è già radicata in un modello che anche in futuro non sarà facile cambiare.

  • I presidenti dell'Asia Centrale all'Onu

    Alla sessione per gli 80 anni delle Nazioni Unite tutti i cinque i capi di Stato hanno sottolineato nei loro interventi come questa regione, per secoli lacerata da conflitti di confine, oggi si posiziona come una delle più pacifiche del mondo con la cooperazione economica in crescita. Posizione comune anche sull'Afghanistan per una fine dell'isolamento attraverso un pragmatismo senza riconoscimenti ufficiali per i talebani.

  • I presidenti 'ritoccati' dell'Asia Centrale

    Postura ideale, sorriso bianco, viso liscio abbinato a folti capelli grigi, o ancora neri e brillanti: dal Turkmenistan all'Uzbekistan o al Kazakistan i capi di Stato appaiono sempre in perfetta forma e pieni di vitalità nelle immagini ufficiali. E c'è anche chi con photoshop fa aggiungere centimetri per non sfigurare accanto alla stazza di Donald Trump.

  • La carenza di acqua potabile del Tagikistan

    Nonostante oltre la metà delle risorse idriche dell'Asia centrale provenga dalle montagne del Tagikistan, la maggior parte dei residenti del Paese non ha ancora accesso all'acqua potabile. Ora il governo di Dušanbe ha varato un programma per arrivare entro il 2029 a fornirla al 72% della popolazione. Ma rimane aperta la domanda sui donatori internazionali in grado di finanziare davvero questo piano.

  • La Forza della Siberia non prende forza

    Nonostante gli annunci Pechino continua a prendere tempo per la realizzazione del gasdotto che rappresenterebbe l'ancora di salvezza per Gazprom. Considerazioni politiche e finanziarie rendono piuttosto complicato l’accordo sui parametri del contratto da concludere. Mentre per soddisfare il suo fabbisogno che crescerà dopo il 2030 la Cina guarda anche ad altri fornitori.

  • La lotta di Tashkent agli sprechi alimentari

    Nell'ambito di un piano quinquennale per aumentare la "sicurezza alimentare" del Paese il governo dell'Uzbekistan ha emanato nuove norme che impongono a cittadini e aziende inziative ambiziose per ridurre l'enorme accumulo di rifiuti alimentari. Ma come ovunque in Asia Centrale sarà da verificare l'effettiva attuazione di questa "rivoluzione" calata dall'alto.

  • L’anti-Eurovision dei cantanti in stile sovietico

    Alla Live Arena di Mosca si è tenuta la nuova edizione della "Intervidenie", la manifestazione canora che già negli anni dell'Urss riuniva i Paesi del blocco orientale. Rispolverata dopo l'esclusione dei cantanti russi dalla manifestazione occidentale a causa dell'invasione dell'Ucraina, ha riunito artisti di 22 nazioni "amiche" decretando alla fne la vittoria di Dyk Fuk, un rapper di Hanoi.

  • Il nepotismo onorario in Asia centrale

    Il presidente Emomali Rakhmon ha asssegnato nei giorni scorsi alla figlia Ozoda il titolo onorifico di "Lavoratore esemplare del Tagikistan". Ennesimo esempio dell'abitudine dei satrapi dell'Asia Centrale a distribuire con grande generosità ai mebri della propria famiglia alte onorificenze, medaglie e premi di ogni genere.

  • La fine dell'impero energetico russo

    Gli ultimi dati dell'Agenzia internazionale per l'energia confermano la forte riduzione degli introiti di Mosca per la vendita di gas e petrolio, per l'effetto dei forti sconti imposti da Cina e India. Secondo l'economista Michael Bernstam "il mercato si sta rivelando più efficace delle sanzioni".

  • Gli orizzonti cinesi del Tagikistan

    La Cina è diventata quest’anno per la prima volta il principale partner commerciale del Tagikistan, con un bilancio che supera i 3 miliardi di dollari. E al recente vertice della Sco tenutosi a Tianjin si è parlato anche dell'istituzione di un centro per la lotta al narcotraffico a Dušanbe e sono stati firmati accordi bilaterali su economia digitale, energie rinnovabili e trasporti.

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