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Vladimir Rozanskij

  • Mosca e la Nato sul Baltico

    Le autorità dell’Estonia hanno più volte ribadito che “la Russia rimane la più grande minaccia per la nostra sicurezza” e hanno comunicato l’intenzione di aprire una nuova base militare a Narva, la città divisa a metà dal fiume omonimo, uno dei punti più sensibili. Ma tra la popolazione europea è sempre più diffusa la convinzione sulla “inopportunità di una difesa della Nato ai confini con la Russia”, tesi di fatto sostenuta anche dall'amministrazione di Donald Trump.

  • I migranti kirghisi nel traffico di droga in Russia

    A Biškek circolano avvisi in cui si promette di guadagnare fino a 1.000 dollari alla settimana, due volte di più dello stipendio medio mensile di un lavoratore kirghiso, per "lavori" che nascondo in realtà il reclutamento di corrieri della droga. L’accusa di traffico di stupefacenti in Russia può comportare da 20 anni di prigione all’ergastolo. E molti dalle carceri finiscono direttamente al fronte in Ucraina.

  • La crisi dei docenti nelle scuole russe

    Tra i diplomati degli istituti pedagogici solo il 42% va a lavorare nella scuola e sono numerosi anche gli insegnanti che abbandonano la professione. Pesano le disparità nelle retribuzioni tra Mosca e le periferie del Paese ma anche l'impostazione sempre più ideologica dell'intero ordinamento.

  • L'Ue e Dušanbe a confronto sul radicalismo in Asia Centrale

    Un seminario promosso nei giorni scorsi dalla rappresentanza dell'Unione europea e dal governo del Tagikistan ha visto insieme politici, specialisti delle forze dell’ordine e rappresentanti della società civile, per scambiarsi conoscenze e rafforzare la collaborazione per reagire alle minacce crescenti di azioni violente con motivazioni estremistiche.

  • Il turismo religioso in Russia

    In seguito alla rottura con l'Occidente una grande percentuale di viaggiatori russi si è riversata sul turismo interno, dove le mete religiose e quelle artistiche ad esse collegate assumono sempre più importanza. In questo quadro gli operatori locali stanno rilanciando le vie dei pellegrinaggi a piedi a partire da quella di 70 chilometri che unisce Mosca alla Lavra della Trinità di San Sergio.

  • L'offensiva social contro i 'detrattori' del Turkmenistan

    Il governo dei Berdymukhamedov si mobilita per per contrastare “i centri esteri di sabotaggio ideologico” che suo avviso alimenterebbero le proteste. Funzionari pubblici dovranno andare casa per casa nei villaggi a raccogliere racconti su quanto si viva bene nel Paese. Con a fianco artisti che potranno aggiungere dimostrazioni delle proprie capacità cantando o suonando qualche strumento tradizionale.

  • La russificazione della cultura in Crimea

    Terra tradizionalmente multiculturale, la penisola strappata da Mosca a Kiev nel 2014 oggi vede colpito in maniera sistematica tutto ciò che non è russo. Nonostante anche le autorità legate a Mosca riconoscano sulla carta tre “lingue di Stato” - il russo, l’ucraino e il tataro crimeano - l'istruzione nelle lingue native è sparita quasi del tutto dalle scuole.

  • Le riforme kazake e i rapporti con Pechino

    A un incontro sulle relazioni tra Asia centrale e Cina il governo di Astana ha esaltato l'avvicinamento tra i "due polmoni dell'Asia" che avanza di pari passo con le trasformazioni interne avviate da Tokaev. Mentre il presidente, nonostante le proteste di alcuni oppositori e attivisti, vuole mostrare un’immagine di “democrazia inclusiva” lasciando le luci della ribalta ad alcuni suoi collaboratori.

  • Il catechismo russo del metropolita Tikhon

    Dall'anno scolastico 2026/2027 nelle scuole della Russia saranno introdotte come nuova materia di studio le “Fondamenta della cultura morale e spirituale della Russia”. E la stesura del manuale è stata affidata al metropolita di Crimea, noto come il "padre spirituale" di Putin.

  • Le moschee cecene in Europa

    Secondo diverse stime, nei Paesi europei vivono ormai almeno 200mila ceceni e dal Belgio alla Norvegia, passando per Francia, Austria e Germania, le moschee di questa diaspora alimentata dalle guerre oltre che luoghi di preghiera sono importanti centri dove si tramandano la lingua e le tradizioni di questo popolo.

  • Gli ortodossi ucraini di Onufryj non rompono il legame con Mosca

    Nel suo Sinodo la Chiesa Upz ha nuovamente evitato di prendere posizione sull'autocefalia. Tra i vescovi cresce la personalità del metropolita di Čerkassk, Feodosij, sostenitore della “fedeltà nella sottomissione alla Chiesa-madre di Mosca”. E pur avendo perso numerose parrocchie ai danni della Chiesa ortodossa di Filaret (riconosciuto come patriarca "autonomo" da Costantinopoli) è difficile oggi dire quale dei due gruppi abbia realmente il primato tra i fedeli.

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