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Vladimir Rozanskij

  • Lavrov a Erevan e il difficile equilibrio russo-armeno

    Cortei di portesta durante la visita del ministro degli Esteri di Mosca, a cui molti armeni imputano il mancato sostegno contro gli azeri. Le rassicurazioni russe sull'importanza delle "relazioni di alleanza" tra i due Paesi anche per contrastare il riavvicinamento con l'Europa. Erevan non intende comunque annullare gli accordi in forza dei quali fa parte della Ctso.

  • Il volto quotidiano della repressione politica in Georgia

    Zurab Džaparidze, uno dei leader della “Coalizione per i cambiamenti” che si oppone al regime del Sogno Georgiano, è stato arrestato per non aver pagato una multa comminatagli per la mancata comparizione davanti a una commissione di inchiesta del parlamento da lui ritenuto "illegittimo" per i brogli nelle elezioni. "Se la gente si rifiutasse di vivere nella menzogna, il regime crollerebbe all’istante”, ha dichiarato.

  • San Nicola della primavera in Russia

    “L’opera di Dio sa trasformare anche le azioni umane più insensate in qualcosa di buono”, ha detto in questi giorni il patriarca Kirill celebrando la festa di San Nicola che tradizionalmente in maggio promette un buon raccolto per la stagione agricola. E mai come oggi questa benedizione serve a sperare in una nuova stagione di pace, per i campi e le terre devastate dalla guerra.

  • Sarikoni Milli, imprese insieme per l'economia tagika

    Alcuni importanti gruppi del Paese hanno formato una rete per affermare che la collaborazione è più produttiva della concorrenza e stanno cercando strade comuni per rafforzare l’intera economia del Paese. Partendo da progetti sociali come l’aiuto alle famiglie a basso reddito, il sostegno alle scuole e agli ostelli.

  • L'oltraggio alla memoria della strage di Andižan

    Mirziyoyev vuol far costruire un grande centro commerciale sul luogo dove nel 2005 centinaia di dimostranti che avevano occupato un carcere di massima sicurezza in protesta contro un'ondata di arresti furono uccisi dall'intervento dell'esercito.Le autorità hanno ripetuto per anni che i dimostranti vennero sterminati "dai terroristi islamici".

  • La crescita economica della Georgia

    Il governo di Tbilisci sbandiera i dati floridi del Pil, il cui incremento è cresciuto di tre volte negli ultimi anni, attribuendolo alle proprie misure. Ma il fattore determinante sono stati gli effetti indiretti dell'invasione dell'Ucraina, con 100mila russi giunti nel Paese per fuggire alla mobilitazione di Putin. E il boom di settori nascosti dell'economia come le triangolazioni per aggirare l'embrago a Mosca e le cliniche per la maternità surrogata.

  • L'incerto futuro (climatico) della Crimea

    Nella penisola si intensificano ormai di anno in anno gli effetti del cambiamento climatico che vanno a intrecciarsi con la carenza idrica per il mancato flusso dell’acqua del Dnipro, dopo la separazione dall’Ucraina. Pesanti le conseguenze per l'agricoltura locale, che punta il dito contro l'utilizzo dell'acqua nelle piscine e nei villaggi turistici a sostegno del turismo in forte crisi a causa della guerra.

  • Il dialogo della Russia con il mondo islamico

    Nella capitale della repubblica russa del Tatarstan si è tenuta la XVI edizione del Kazan Forum, piattaforma di collaborazione tra Mosca e i Paesi dell'Oic. Tra i temi discussi i sistemi finanziari digitali per favorire l'utilizzo delle valute nazionali nell'islamic banking e l'uso della tecnologia per la diffusione della cultura islamica.

  • La "famiglia turanica" e le province azere sotto Teheran

    Il presidente dell'Azerbaigian Aliev continua a insistere sul "Mondo Turco come nostra famiglia”. Una prospettiva che ammicca alla tendenza nazionalista crescente nelle zone a maggioranza azera rimaste al di là del confine con l'Iran, galvanizzata anche dal tifo per la suqadra di calcio di Tabriz. Un fenomeno represso con durezza dalle autorità di Teheran.

  • Le terre rare dell'Asia Centrale

    Nela regione si trovano grandi riserve di questi minerali oggi ricercatissimi per l'industria high-tech. Il Kazakistan parla di "giacimenti senza eguali". L'Unione europea sta cercando di promuovere partnership adeguate come possibile alternativa alla Cina nei rifornimenti. Ma su queste politiche pesa il ritardo nelle infrastrutture tecnologiche, che rallenta le possibilità concrete di sviluppo.

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