Indian Mandala

Ogni venerdì il nostro sguardo sull'India e sul subcontinente per capire le trasformazioni e le contraddizioni del Paese più popoloso al mondo

  • La battaglia della madre per Nimisha, infermiera cristiana condannata a morte in Yemen

    Nei giorni scorsi l'Alta corte di Delhi ha concesso a Prema Kumari di recarsi in Yemen per tentare di liberare la figlia. A causa di una dose elevata di sedativi la donna è accusata di aver ucciso Talal Abdo Mahdi, che l'ha aiutata a fondare una clinica ma le ha poi ritirato il passaporto, impedendole di fuggire. Anche la comunità di origine di Nimisha in Kerala si è mobilitata per la causa.

  • Traffico illegale di organi: un'inchiesta accusa un ospedale indiano

    Questa settimana il Telegraph ha scritto di aver scoperto un racket di compravendita di reni che coinvolge cittadini del Myanmar come donatori e una struttura sanitaria privata di Delhi, in cui sarebbero avvenuti i trapianti. Il fenomeno in realtà non è nuovo: nonostante decenni di sensibilizzazione (partita dal Tamil Nadu) in India continua a esserci una carenza di donatori e un numero troppo alto di persone che avrebbero bisogno di almeno un rene. Sono soprattutto i poveri che hanno bisogno di saldare i debiti a finire vittima dei traffici illeciti, ma negli ultimi anni sono aumentate anche le truffe online.

  • L'offensiva in Myanmar infiamma di nuovo anche il Manipur

    Con la campgna dei ribelli in corso contro l'esercito birmano stanno esplodendo nuove tensioni alla frontiera anche tra i Meitei e le milizie Chin, che appartengono allo stesso gruppo etnico dei Kuki. Un birmano in cura presso un ospedale di Imphal ucciso in un assalto contro "l'invasore". Intanto la Commissione di inchiesta sulle violenze voluta da Delhi da giugno a oggi non ha ancora effettuato alcuna audizione.

  • Pellegrinaggi indù e difesa contro la Cina: nel tunnel crollato lo specchio dell'India di oggi

    Il crollo di un tratto di strada che attraversa l'Himalaya e che vede tuttora intrappolati 40 lavoratori racchiude molti volti dello sviluppo propugnato da Modi. La struttura fa parte di un'autostrada per sviluppare il turismo indù nella regione, ma può anche dispiegare velocemente le truppe dell'esercito in caso di scontro con Pechino. I problemi ambientali, però, spesso ignorati, rischiano di aggravarsi.

  • Lavoratori indiani al posto dei palestinesi nel settore edile? Per ora nulla di certo

    A inizio mese il vice presidente dell'Associazione dei costruttori edili israeliani aveva dichiarato di essere in attesa di una decisione del governo dello Stato ebraico per "importare" dai 50 ai 100mila indiani. Le affermazioni al momento non sono state confermate da Delhi, però accordi di questo tipo sono stati negoziati in diversi mesi e in anni recenti hanno convolto anche i cinesi. Nel frattempo però il settore continua a essere il più pericoloso, mentre l'India, stringendo sempre più i legami con Israele, ha vietato le proteste pro-Palestina in Kashmir.

  • Maharashtra: agitazioni per l'ampliamento delle quote riservate alle classi svantaggiate

    Ieri l'attivista Manoj Jarange Patil ha messo fine a uno dei suoi recenti scioperi della fame, ma ha annunciato che continuerà l'agitazione politica finché tutta la comunità Maratha non otterrà i benefici previsti dal governo. Il problema riguarda i minori rendimenti agricoli di una parte della popolazione e le percentuali che la legislazione riserva alle caste sfavorite.

  • Il lato oscuro dello sbiancamento della pelle in India

    Dopo lo scandalo legato agli sciroppi, sospetti sull'utilizzo di sostanze tossiche per la salute anche nell'industria dei cosmetici. Ma il mercato, e soprattutto le vendite online, sono in costante crescita. Nonostante l'India abbia vietato le pubblicità fuorvianti e imposto la presentazione di prescrizione per alcune creme utilizzate a scopi di bellezza, poco è cambiato. Al contrario, la domanda per prodotti che schiariscono la pelle continua ad aumentare nonostante diverse indagini sottolineino gli effetti collaterali a lungo termine.

  • A differenza della Cina, l'immobiliare indiano traina l'economia

    Dati e previsioni sottolineano una robusta crescita, anche se è difficile prevedere come evolverà il mercato nel lungo periodo. A favorirlo la crescita del benessere tra la popolazione e una serie di politiche economiche varate dal primo ministro Narendra Modi. Anche gli investitori stranieri stanno abbandonando Pechino per New Delhi.

  • Dalla Palestina agli accordi con Israele: il riposizionamento dell'India in Medio Oriente

    Il primo ministro indiano ha subito condannato le azioni terroristiche di Hamas (che non gode di simpatie tra i musulmani indiani), segnalando apertamente un cambio di rotta nei rapporti diplomatici. Secondo il professor P.R. Kumaraswamy, docente all'Università Jawaharlal Nehru, le premesse per il cambiamento c'erano già decine di anni fa: "L'India aveva un'importante comunità ebraica ma non c'è mai stato antismeitismo". Tra Delhi e Tel Aviv molti gli accordi commerciali su armi e hi-tech, ma il primo settore di cooperazione bilaterale resta l'agricoltura.

  • Il Mizoram si rifiuta di raccogliere i dati biometrici dei profughi dal Myanmar

    Lo Stato nord-orientale indiano considera i Chin in fuga parte della stessa famiglia, ma la questione ha anche una rilevanza politica perché entro la fine dell'anno si terranno le elezioni locali, e il premier Zoramthanga è alla ricerca di un altro mandato. Si stima che almeno 30mila rifugiati birmani siano presenti in Mizoram, il gruppo più consistente in Italia. Un atteggiamento opposto rispetto a quello del Manipur e agli ordini del governo centrale di Delhi.

  • La crisi idrica riaccende lo scontro tra Karnataka e Tamil Nadu sul fiume Kaveri

    Nonostante siano in vigore diversi accordi, a causa delle scarse precipitazione monsoniche gli agricoltori del Karnataka stanno chiedendo al governo locale di non rilasciare le acque al Tamil Nadu. Quest'ultimo, però, dipende fortemente dal corso d'acqua per la sua produzione agricola cresciuta negli ultimi anni. Oggi le proteste hanno portato a scioperi e sospensione di diversi voli a Bengaluru. Chiesto un intervento del governo centrale.

  • Sanatana Dharma, l'ultima 'arma' dei nazionalisti indù verso il voto del 2024

    Un ministro del governo Modi in un comizio minaccia di "strappare la lingua e cavare gli occhi" a chi minaccia l'ordine indù, dopo che un esponente dell'opposizione invitata a "sradicarlo come la dengue" per superare le distinzioni di casta. P. Joseph ad AsiaNews: "Bancarotta politica, la vera tradizione dell'India è il pluralismo". Intanto da lunedì una sessione speciale del parlamento che potrebbe accorpare il voto nazionale a quello locale.

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