Indian Mandala

Ogni venerdì il nostro sguardo sull'India e sul subcontinente per capire le trasformazioni e le contraddizioni del Paese più popoloso al mondo

  • L'India potenza navale: il contrasto alla pirateria e la sfida alla Cina

    Delhi ha schierato una decina di navi da guerra nel Mar Arabico e nel Golfo di Aden per mostrarsi "proattiva", dicono gli esperti, anche senza partecipare alla task force a guida statunitense contro gli attacchi degli Houthi nel Mar Rosso. La Marina ha confermato un aumento degli episodi di pirateria dall'inizio dell'anno, verso cui l'India ha adottato un approccio aggressivo. Ma la rivale numero uno resta sempre Pechino.

  • La scommessa sulle Laccadive dietro lo scontro tra le Maldive e l'India

    Da quando a novembre è salito al potere il presidente Mohamed Muizzu, l'arcipelago dell'Oceano indiano si è avvicinato alla sfera di influenza cinese. I recenti post del primo ministro indiano Narendra Modi alle Lakshadweep sono stati letti come un modo per ridurre il turismo verso le Maldive. Ma da tempo Delhi sta lavorando per favorire lo sviluppo del proprio arcipelago.

  • Ayodhya, il tempio di Ram e le minacce dei finti musulmani

    Fermati dalle forze speciali indiane due indù che - fingendosi musulmani - inviavano messaggi in cui annunciacano attentati al tempio nel sito sacro conteso dell'Uttarv Pradesh che verrà inaugurato da Modi il 22 gennaio. Dai loro profili social emersi legami con il Bharatiya Janata Party. Il vescovo di Lucknow: "Grave creare ulteriore tensione su linee religiose". Intanto ad Ayodhya si prepara la consacrazione del primo ministro più che del luogo sacro.

  • Delhi, i sikh e le relazioni con Washington

    Dopo il Canada, anche gli Stati Uniti hanno rivelato di avere informazioni secondo cui funzionari e cittadini indiani sono coinvolti nel programmare l'assassinio di attivisti che si battono per la creazione del Khalistan, uno Stato indipendente per i sikh. Modi in questi giorni ha replicato utilizzando toni più cauti, ma sottolineando anche la crescente radicalizzazione della diaspora sikh. La figura chiave di Gurpatwant Singh Pannun.

  • La battaglia della madre per Nimisha, infermiera cristiana condannata a morte in Yemen

    Nei giorni scorsi l'Alta corte di Delhi ha concesso a Prema Kumari di recarsi in Yemen per tentare di liberare la figlia. A causa di una dose elevata di sedativi la donna è accusata di aver ucciso Talal Abdo Mahdi, che l'ha aiutata a fondare una clinica ma le ha poi ritirato il passaporto, impedendole di fuggire. Anche la comunità di origine di Nimisha in Kerala si è mobilitata per la causa.

  • Traffico illegale di organi: un'inchiesta accusa un ospedale indiano

    Questa settimana il Telegraph ha scritto di aver scoperto un racket di compravendita di reni che coinvolge cittadini del Myanmar come donatori e una struttura sanitaria privata di Delhi, in cui sarebbero avvenuti i trapianti. Il fenomeno in realtà non è nuovo: nonostante decenni di sensibilizzazione (partita dal Tamil Nadu) in India continua a esserci una carenza di donatori e un numero troppo alto di persone che avrebbero bisogno di almeno un rene. Sono soprattutto i poveri che hanno bisogno di saldare i debiti a finire vittima dei traffici illeciti, ma negli ultimi anni sono aumentate anche le truffe online.

  • L'offensiva in Myanmar infiamma di nuovo anche il Manipur

    Con la campgna dei ribelli in corso contro l'esercito birmano stanno esplodendo nuove tensioni alla frontiera anche tra i Meitei e le milizie Chin, che appartengono allo stesso gruppo etnico dei Kuki. Un birmano in cura presso un ospedale di Imphal ucciso in un assalto contro "l'invasore". Intanto la Commissione di inchiesta sulle violenze voluta da Delhi da giugno a oggi non ha ancora effettuato alcuna audizione.

  • Pellegrinaggi indù e difesa contro la Cina: nel tunnel crollato lo specchio dell'India di oggi

    Il crollo di un tratto di strada che attraversa l'Himalaya e che vede tuttora intrappolati 40 lavoratori racchiude molti volti dello sviluppo propugnato da Modi. La struttura fa parte di un'autostrada per sviluppare il turismo indù nella regione, ma può anche dispiegare velocemente le truppe dell'esercito in caso di scontro con Pechino. I problemi ambientali, però, spesso ignorati, rischiano di aggravarsi.

  • Lavoratori indiani al posto dei palestinesi nel settore edile? Per ora nulla di certo

    A inizio mese il vice presidente dell'Associazione dei costruttori edili israeliani aveva dichiarato di essere in attesa di una decisione del governo dello Stato ebraico per "importare" dai 50 ai 100mila indiani. Le affermazioni al momento non sono state confermate da Delhi, però accordi di questo tipo sono stati negoziati in diversi mesi e in anni recenti hanno convolto anche i cinesi. Nel frattempo però il settore continua a essere il più pericoloso, mentre l'India, stringendo sempre più i legami con Israele, ha vietato le proteste pro-Palestina in Kashmir.

  • Maharashtra: agitazioni per l'ampliamento delle quote riservate alle classi svantaggiate

    Ieri l'attivista Manoj Jarange Patil ha messo fine a uno dei suoi recenti scioperi della fame, ma ha annunciato che continuerà l'agitazione politica finché tutta la comunità Maratha non otterrà i benefici previsti dal governo. Il problema riguarda i minori rendimenti agricoli di una parte della popolazione e le percentuali che la legislazione riserva alle caste sfavorite.

  • Il lato oscuro dello sbiancamento della pelle in India

    Dopo lo scandalo legato agli sciroppi, sospetti sull'utilizzo di sostanze tossiche per la salute anche nell'industria dei cosmetici. Ma il mercato, e soprattutto le vendite online, sono in costante crescita. Nonostante l'India abbia vietato le pubblicità fuorvianti e imposto la presentazione di prescrizione per alcune creme utilizzate a scopi di bellezza, poco è cambiato. Al contrario, la domanda per prodotti che schiariscono la pelle continua ad aumentare nonostante diverse indagini sottolineino gli effetti collaterali a lungo termine.

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