Lanterne rosse

L'approfondimento del giovedì sulla "grande Cina": le trasformazioni e le contraddizioni di Pechino, Shanghai e delle province cinesi, la libertà soffocata a Hong Kong, le sfide e il futuro di Taiwan e Macao

  • Hong Kong: al via il processo contro le veglie per piazza Tiananmen

    Il sindacalista Lee Cheuk-yan, l'avvocatessa Chow Hang-tung e l'ex membro del Consiglio legislativo Albert Ho, in carcere da più di quattro anni, sono comparsi questa mattina in tribunale per la prima udienza di uno dei processi simbolo della battaglia per la democrazia a Hong Kong. Accusati di sovversione rischiano una condanna fino a 10 anni. La procura: “Non esistono mezzi legittimi per chiedere la fine della leadership del Partito Comunista in Cina”.

  • Dalle "mamme digitali" ai rider: la Cina che ha rotto il silenzio nel 2025

    Il sito internet 'Yesterday' che dall'estero rilancia le notizie sulle proteste in Cina ha selezionato le 10 iniziative collettive più rilevanti dell'anno appena concluso: uno spaccato dell’attivismo cinese che vede come protagonisti “eroi senza volto” che si mettono insieme per difendere i propri diritti di lavoratori, genitori, studenti, commercianti spesso sfidando la repressione.

  • La crisi abitativa dietro l'incendio di Hong Kong e il rischio di nuove tensioni con Pechino

    Con il devastante rogo che ha distrutto gran parte di un complesso popolare a Tai Po affiora tutta la fragilità del sistema abitativo di Hong Kong: sovraffollamento, cantieri gestiti in modo negligente e migliaia di anziani e lavoratrici domestiche bloccati in grattacieli difficili da evacuare. P. Franco Mella, missionario del Pime, denuncia la gestione pubblica lontana dai bisogni reali della popolazione. Nel frattempo cresce il timore che la tragedia possa riaccendere le tensioni con Pechino, proprio alla vigilia delle elezioni locali del 7 dicembre.

  • I Labubu cuciti nelle campagne e il boom del lavoro precario delle donne in Cina

    Dai pupazzetti divenuti un fenomeno globale alle grandi fabbriche tecnologiche e al settore del delivery, va sempre più diffondendosi in Cina un sistema che si regge sulla capacità di trasformare bisogni individuali e obblighi familiari in una disponibilità al lavoro praticamente senza limiti. Con le donne stesse spinte ad abbandonare contratti stabili (e garantiti solo sulla carta) per passare a forme di impiego temporaneo e stagionale.

  • Metropoli del Nord: Hong Kong accelera sulla 'nuova città' più vicina a Shenzhen

    Nel suo annuale discorso programmatico il capo del governo John Lee ha annunciato una legislazione ad hoc per far decollare l'avveniristico progetto della metropoli del futuro nei Nuovi Territori, l'area più vicina alla Cina Continentale. Obiettivo portare 2,5 milioni di nuovi abitanti con al centro un grande polo tecnologico. Disegno anche politico per "voltare pagina" in un grande crocevia dell'Asia che dai fatti del 2020 ha smesso di crescere.

  • Pechino: in due nuove leggi la repressione linguistica delle minoranze

    Il Comitato permanente dell’Assemblea nazionale del popolo ha esaminato un nuovo quadro normativo che impone l'utilizzo del mandarino in tutti i settori. Si rischia la scompaia della possibilità del bilinguismo, soprattutto in Tibet e Xinjiang, due regioni in cui vengono invitati sempre più influncer internazionali per promuovere una visione positiva contro i rapporti delle organizzazioni internazionali che criticano le violazioni dei diritti umani.

  • Putin e Xi parlano di immortalità, ma i trapianti forzati in Cina restano un problema

    Nel dialogo captato con il presidente russo Vladimir Putin, Xi Jinping ha parlato della possibilità che grazie ai trapianti di organi si possa vivere anche fino a 150 anni. Ma Pechino non ha mai adottato un sistema chiaro e trasparente sulla donazioni di organi. E nonostante l'approvazione di diversi regolamenti nel corso degli anni, continuano a circolare informazioni sui prelievi forzati a scapito soprattutto delle minoranze.

  • Taiwan alle urne sul nucleare (e la sua sicurezza energetica)

    Nel referendum del 23 agosto voluto dall'opposizione si chiede la riattivazione del reattore di Maanshan, l'ultimo del Paese spento a maggio dopo 40 anni di attività. Dopo Fukushima il fronte ambientalista ha ottenuto il progressivo azzeramento. Ma i timori di un blocco di Pechino all'approvigionamento di gas naturale oggi stanno riaprendo la questione. Mentre la Cina ha ben 33 impianti in costruzione.

  • Le 'vacanze forzate' imposte da Pechino ai dissidenti cinesi

    Il governo cinese costringe attivisti e difensori dei diritti umani a lasciare le loro case, sotto scorta di polizia, per evitare proteste o interviste durante eventi politicamente sensibili. Un rapporto di Safeguard Defenders documenta la pratica, di fatto una forma di detenzione che viola i diritti umani e che, dopo il Covid-19, è diventata meno "lussuosa" a causa delle difficoltà economiche della Cina, ma non meno oppressiva.

  • Pechino punta il rame afghano, nonostante i dubbi su sicurezza e affidabilità dei talebani

    La compagnia statale China Metallurgical Group Corporationha annunciato l’avvio dei lavori nella miniera di Mes Aynak, uno dei più grandi giacimenti di rame al mondo. Ma la zona è ancora minata, mancano infrastrutture, e i rischi per la sicurezza restano alti. Il regime di Kabul cerca legittimità puntando sugli investimenti cinesi e Pechino procede, ma con cautela.

  • La 'fabbrica della morte' in Myanmar: il ruolo nascosto di Pechino nella produzione di bombe

    Un nuovo rapporto accusa aziende statali cinesi di sostenere da oltre un decennio la produzione di armi della giunta golpista birmana, in particolare nell’impianto militare DI 21, dove vengono pordotte bombe aeree usate contro la popolazione. Un sostegno costante che include know-how e componenti essenziali per fabbricare armamenti. Gli esperti chiedono alla comunità internazionale di fare pressione su Pechino per fermare l’assistenza militare e avviare un vero processo di pace.

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