Lanterne rosse

L'approfondimento del giovedì sulla "grande Cina": le trasformazioni e le contraddizioni di Pechino, Shanghai e delle province cinesi, la libertà soffocata a Hong Kong, le sfide e il futuro di Taiwan e Macao

  • Metropoli del Nord: Hong Kong accelera sulla 'nuova città' più vicina a Shenzhen

    Nel suo annuale discorso programmatico il capo del governo John Lee ha annunciato una legislazione ad hoc per far decollare l'avveniristico progetto della metropoli del futuro nei Nuovi Territori, l'area più vicina alla Cina Continentale. Obiettivo portare 2,5 milioni di nuovi abitanti con al centro un grande polo tecnologico. Disegno anche politico per "voltare pagina" in un grande crocevia dell'Asia che dai fatti del 2020 ha smesso di crescere.

  • Pechino: in due nuove leggi la repressione linguistica delle minoranze

    Il Comitato permanente dell’Assemblea nazionale del popolo ha esaminato un nuovo quadro normativo che impone l'utilizzo del mandarino in tutti i settori. Si rischia la scompaia della possibilità del bilinguismo, soprattutto in Tibet e Xinjiang, due regioni in cui vengono invitati sempre più influncer internazionali per promuovere una visione positiva contro i rapporti delle organizzazioni internazionali che criticano le violazioni dei diritti umani.

  • Putin e Xi parlano di immortalità, ma i trapianti forzati in Cina restano un problema

    Nel dialogo captato con il presidente russo Vladimir Putin, Xi Jinping ha parlato della possibilità che grazie ai trapianti di organi si possa vivere anche fino a 150 anni. Ma Pechino non ha mai adottato un sistema chiaro e trasparente sulla donazioni di organi. E nonostante l'approvazione di diversi regolamenti nel corso degli anni, continuano a circolare informazioni sui prelievi forzati a scapito soprattutto delle minoranze.

  • Taiwan alle urne sul nucleare (e la sua sicurezza energetica)

    Nel referendum del 23 agosto voluto dall'opposizione si chiede la riattivazione del reattore di Maanshan, l'ultimo del Paese spento a maggio dopo 40 anni di attività. Dopo Fukushima il fronte ambientalista ha ottenuto il progressivo azzeramento. Ma i timori di un blocco di Pechino all'approvigionamento di gas naturale oggi stanno riaprendo la questione. Mentre la Cina ha ben 33 impianti in costruzione.

  • Le 'vacanze forzate' imposte da Pechino ai dissidenti cinesi

    Il governo cinese costringe attivisti e difensori dei diritti umani a lasciare le loro case, sotto scorta di polizia, per evitare proteste o interviste durante eventi politicamente sensibili. Un rapporto di Safeguard Defenders documenta la pratica, di fatto una forma di detenzione che viola i diritti umani e che, dopo il Covid-19, è diventata meno "lussuosa" a causa delle difficoltà economiche della Cina, ma non meno oppressiva.

  • Pechino punta il rame afghano, nonostante i dubbi su sicurezza e affidabilità dei talebani

    La compagnia statale China Metallurgical Group Corporationha annunciato l’avvio dei lavori nella miniera di Mes Aynak, uno dei più grandi giacimenti di rame al mondo. Ma la zona è ancora minata, mancano infrastrutture, e i rischi per la sicurezza restano alti. Il regime di Kabul cerca legittimità puntando sugli investimenti cinesi e Pechino procede, ma con cautela.

  • La 'fabbrica della morte' in Myanmar: il ruolo nascosto di Pechino nella produzione di bombe

    Un nuovo rapporto accusa aziende statali cinesi di sostenere da oltre un decennio la produzione di armi della giunta golpista birmana, in particolare nell’impianto militare DI 21, dove vengono pordotte bombe aeree usate contro la popolazione. Un sostegno costante che include know-how e componenti essenziali per fabbricare armamenti. Gli esperti chiedono alla comunità internazionale di fare pressione su Pechino per fermare l’assistenza militare e avviare un vero processo di pace.

  • 'Migranti illegali' per un pellegrinaggio: nuovi arresti tra i cattolici clandestini di Wenzhou

    Nel provincia cinese dello Zhejiang - per convincere il vescovo sotterraneo Shao Zhumin a registrarsi - nelle ultime settimane sono stati presi di mira duramente anche sacerdoti, suore e fedeli che l'anno scorso avevano partecipato a un viaggio all'estero. Nel mirino anche i luoghi di culto e i familiari dei preti clandestini. "Vogliamo solo seguire la nostra coscienza senza dover sottostare a richieste politiche del Partito".

  • Gli 80 anni dalla Seconda guerra mondiale in Asia: Pechino prepara la parata, Okinawa chiede pace

    Il 3 settembre la Cina metterà in scena una dimostrazione di forza in occasione dell'anniversario della vittoria sul Giappone. Un evento dal forte valore simbolico, ma anche politico, che guarda alla rivalità strategica con Washington e gli altri Paesi dell'Asia Pacifico. Dalla città giapponese di Okinawa, che nei giorni scorsi ha commemorato la battaglia in cui persero la vita circa 200mila persone, è invece arrivato un messaggio opposto, quello di raccontare il passato per costruire la pace, anziché i conflitti di domani.

  • Il ruolo della Cina nella questione del debito dei Paesi poveri

    Un rapporto del Lowy Institute mette in luce che Pechino nel 2025 dovrebbe incassare 22 miliardi di dollari di interessi sul debito dai Paesi che l'Onu classifica come più fragili. Una cifra molto più alta di quanto concede in nuovi prestiti. In 54 nazioni la Cina detiene più interessi da debito bilaterale di tutti i Paesi del Club di Parigi messi insieme. Dati significativi anche in rapporto all'appello alla cancellazione che papa Francesco aveva lanciato in occasione del Giubileo.

  • Pressioni e solitudine: la dura vita quotidiana di un liceale cinese

    Nove ore di lezioni al giorno più i compiti alla sera, le attese dei genitori, l'ansia per il gaokao, l'esame che apre le porte delle migliori università. Da un recente studio emerge la capillare diffusione della sensazione di non essere mai all'altezza. Il conto dei lunghi anni della politica del "figlio unico" affiora anche nelle difficioltà relazionali degli adolescenti di oggi.

  • Il 'secondo tempo' della Cina nell'economia globale

    Anche a Pechino si riflette sulle implicazioni della stagione aperta dallo scontro commerciale innescato da Trump. L'analisi del sociologo Sun Liping: "È tempo di superare l'ossessione di una società in cui tutto è in funzione della produzione, per far crescere invece i consumi interni".

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