Mondo russo

Ogni sabato l'analisi di Stefano Caprio su quanto si muove a Mosca con un'attenzione particolare alle ripercussioni sulla società, sulla cultura e sulla religiosità russa della lunga e sanguinosa guerra in Ucraina

  • I 35 anni del nuovo Battesimo della Rus’

    La festa nazionale del Battesimo della Rus’ di Kiev, che si celebra il 28 luglio, diventa il resoconto di tutto il periodo post-sovietico, che in sette lustri - dall’unità universale dei popoli e delle Chiese - giunge oggi sull’orlo della terza guerra mondiale. Ritorna all'anno zero anelando un tempo di pace e perdono, come descritto dalle procedure dei giubilei vetero-testamentari.

  • Il turismo estremo della sacra Crimea

    I turisti hanno tardato quest'anno ad arrivare sul mare della Crimea, intimoriti dalle trincee e dai bombardamenti. Il governo russo ha cercato in ogni modo di favorirne e “precettarne” diverse categorie, dai gruppi di bambini e ragazzi fino ai dipendenti di aziende di Stato e di oligarchia. E non c’è dubbio che uno degli scopi degli attacchi ucraini sia diretto a far fallire la stagione, principale attività economica della regione.

  • La guerra psicologico-spirituale della Russia

    L'ex premier Sergej Kirienko - delfino eltsiniano riconvertito dal liberalismo filo-occidentale al putinismo - spiega ai giovani politologi russi che oggi non si tratta solo di conquistare terreni o difendere i propri, ma di lottare per il “senso del mondo”. Mentre Kirill non perde occasione per celebrare Aleksandr Nevskij, il grande santo delle vittorie sulla Neva.

  • Dov'è finita la Russia?

    Tutta l’incredibile vicenda degli ultimi giorni, la marcia e la fuga di Prigožin, il ritorno a casa e la vergogna dei generali e dei funzionari, è davvero una replica di tante pagine della letteratura russa. A partire dalle dimensioni grottesche descritte nei personaggi del romanzo più russo della storia, le Anime Morte dell’ucraino di nascita Nikolaj Gogol’

  • Un cardinale a Mosca, il potere dei senza potere

    Il concetto fondamentale su cui ha insistito Zuppi spiegando la sua missione ai fedeli nella cattedrale della capitale russa è che “l’unità non si raggiunge con il potere, ma con il servizio”. Riecheggiando quando diceva Havel ha mostrato la verità di una Chiesa senza potere, che non ha armi, piani e progetti per risolvere i conflitti e rovesciare i regimi.

  • La marcia interrotta del cuoco di Putin

    Nell'evocare i fatti del 1917 per leggere quanto accaduto nelle ultime ore a Mosca Putin non è Lenin, come Prigožin non è Kornilov. Ma l’accostamento suggerisce l’inizio di una fase nuova, se non proprio una rivoluzione, nella Russia in guerra con il mondo intero.

  • L’eresia pacifista dell’Ortodossia russa

    Fa impressione che nelle accuse patriarcali odierne ai preti pacifisti si parli esplicitamente di “eresia tolstojana”. Mentre alla scomunica contro di lui che per Kirill dovrebbe avere “valore universale” p. Viktor Burdin risponde con la domanda “chi può impedire di servire a Dio?”, che ripete spesso nelle sue omelie anche un altro sacerdote ortodosso di Mosca, l’italiano p. Giovanni Guaita.

  • La riconquista ucraina delle terre occupate

    Il vero risultato della controffensiva di Kiev, più che sulle vittorie militari, si misurerà negli effetti psicologici e informativi sui tanti auditori coinvolti: i propri cittadini, l'opinione pubblica occidentale, i russi stessi. Mentre, quasi a fare da contraltare a Zelenskyj, cresce l'aura del capo delle forze armate ucraine, il generale Valerij Zalužnyj.

  • Le forze alternative della Russia

    Non ci sono soltanto esaltati guerrieri, gerarchi religiosi autocefali e scismatici, schiere di diversanty, sabotatori che lanciano droni esplosivi. Ci sono uomini e donne, famiglie e bambini, credenti e non credenti a cui non importa stabilire i confini delle nazioni e dei popoli, ma vivere in pace sulla propria terra, con la propria fede.

  • La post-Russia devastata dalla guerra

    Prigožin ha abbandonato Bakhmut, ridotta a un cumulo di macerie, rilasciando a raffica interviste che assomigliano molto al riconoscimento della sconfitta, più che alla proclamazione della vittoria. Se l’Ucraina ha un futuro ben delineato di membro della comunità occidentale ed europea, se l’Asia centrale ormai discute tutti i propri affari con la grande potenza di Pechino, Mosca cercherà di non rassegnarsi alla propria insignificanza.

  • L’invasione russa della Trinità di Rublev

    Per rafforzare lo spirito del patriottismo ortodosso Putin ha rotto ogni indugio, decidendo di restituire a titolo definitivo la celebre icona alla Chiesa di Kirill. Non importa se l’esposizione nel monastero della Santissima Trinità potrebbe ridurla in polvere. Ma l’idea di usare un’icona per giustificare la santità del potere assoluto non è affatto nuova.

  • La guerra russa contro il terrorismo

    Quando un qualunque contenuto viene considerato una minaccia, non è più importante quanto questo rischio sia reale, e quanto siano efficaci le misure per contenerlo: importante è dare l’impressione che “tutto è sotto controllo, non ci sfugge niente” delle intenzioni malvagie della gente.

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