Mondo russo

Ogni sabato l'analisi di Stefano Caprio su quanto si muove a Mosca con un'attenzione particolare alle ripercussioni sulla società, sulla cultura e sulla religiosità russa della lunga e sanguinosa guerra in Ucraina

  • La rivincita conservatrice della Russia

    La contro-rivoluzione morale - come viene chiamata su alcuni media russi - è lo scopo globale e dichiarato della guerra in Ucraina, e per questo scuote i nervi sensibili dell’Occidente, molto più che per la contiguità geografica tra le armate della Nato e quelle della Russia neo-sovietica.

  • L'aereo dei filosofi russi

    Giusto cento anni fa furono espulsi dalla Russia sovietica in Germania oltre 300 illustri rappresentanti dell’intelligentsia scientifica, letteraria e artistica che in esilio salvarono la cultura russa dalla cancellazione. Anche oggi a causa della "rivoluzione ucraina" migliaia di docenti, artisti e studiosi di vari campi sono fuggiti dal Paese. Saranno in grado di fare altrettanto?

  • Ritorno all'Urss

    Più della guerra, dei lager e del cibo, a ridare vita al passato a Mosca è l’insopportabile illusione di una superiorità morale e religiosa, che vorrebbe celebrare la capacità dei russi di unirsi nella solidarietà e nel sostegno ai dirigenti del Paese, proclamando la fine dell’individualismo libertario che rovina le anime dei depravati occidentali.

  • L'inevitabilità della guerra

    Alla base della grande idea della pace ci sono valori indiscutibili come l’assoluta dignità degli esseri umani, la superiorità del diritto internazionale, e perfino la reciproca dipendenza economica. Ma ora siamo tornati a discutere dei principi che da sempre istigano i potenti alla guerra: l’affermazione della propria identità nazionale e culturale, la difesa dei propri interessi territoriali e politici, il rifiuto della dipendenza economica dai potentati internazionali.

  • La cancellazione della Russia

    Mosca oggi denuncia l'ostracismo della propria cultura. Ma fin dalla Rus' di Kiev i russi hanno eliminato ogni riferimento alla "Chiesa madre" di Bisanzio, già allora vittima di una "cancel culture". La follia auto-distruttiva della "riscrittura della storia" accomuna Oriente e Occidente, Russia, America ed Europa, e la guerra in corso non è altro che la grande sanzione punitiva di tutti verso tutti.

  • La guerra della sposa che si sente tradita

    I Paesi con cui la Russia oggi si sente in contrapposizione non sono i “nemici”, ma i Paesi “non amichevoli”. Per capire in profondità questa definizione si possono ricordare le tesi di Vladimir Solov’ev, che alle soglie del XX secolo ricordava la “natura femminea” della Russia. In questa prospettiva la guerra è una reazione che afferma l’ingiustizia e la violenza maschile di un Occidente che vive solo di sé stesso e non onora la capacità di sacrificio della sua sposa, il suo desiderio di generare un mondo nuovo.

  • La Chiesa imperiale di tutte le Russie

    Da dove nasce il deciso appoggio del patriarcato di Mosca all'aggressione dell'Ucraina piuttosto che al sentimento pacifista? Le ambiguità - in fondo - si ritrovano già della "Dottrina sociale della Chiesa russa" approvata nel 2000. Kirill vorrebbe accompagnare la vittoria militare con la riunione delle Russie, ma il risultato per ora è la perdita di molte parti della Chiesa che vorrebbe farsi universale.

  • Il Paese del risentimento

    Max Scheler sosteneva che la migliore dimostrazione della cultura russa del risentimento sono gli eroi “umiliati e offesi” di Gogol, Dostoevskij e Tolstoj. Oggi i russi pensano di aver fatto la propria parte dopo la fine della guerra fredda, mentre “gli altri” ne hanno approfittato. Questa rabbia è esplosa in Ucraina facendo vedere a tutto il mondo quanto poco si è capito di un popolo non solo orgoglioso delle proprie tradizioni, ma in grado di smascherare le ipocrisie e le debolezze degli altri.

  • La guida manuale di Putin

    In ogni dimensione politica, sociale e perfino religiosa, la linea diretta di comando è diventata sempre più importante per Putin e per la sua cerchia più stretta, come principale strumento di propaganda che deve trasmettere l’immagine di un presidente super-efficiente, vicino ai problemi di ciascuno, investito perfino di una missione divina, del quale il Paese non può fare a meno.

  • L'eredità di Cirillo e Metodio

    La missione dei due fratelli di Tessalonica è davvero una profezia non solo dello sviluppo dei popoli dell’Europa orientale, ma perfino dei loro conflitti. Ben prima del Battesimo di Kiev del 988, delle guerre infinite tra russi e polacchi, fino al conflitto attuale, l’Europa era rimasta incompiuta. E la loro lingua rimasta “scritta sull’acqua” e sul sangue, in attesa di un nuovo miracolo della pace.

  • La resa dei conti con gli 'anglosaksy'

    Tra le tante accuse legate alla guerra russa in Ucraina ci sono quelle contro “gli anglosassoni”, pronunciate a più riprese dal Cremlino. Al di là delle contrapposizioni culturali questo termine rivela una strategia per dividere il campo dei nemici. Mosca vorrrebbe uscire dal conflitto con un mondo in cui siano ben distinti la Russia, gli anglosaksy e l’Europa.

AsiaNews Weekly
Le notizie dall'Asia che contano

Iscriviti alla newsletter per ricevere ogni settimana notizie verificate, analisi e approfondimenti dai Paesi asiatici.

Iscrivitialla newsletter
  • P.I.M.E. Centro Missionario
  • Agenzia Fides
  • P.I.M.E. Brasil
  • Radio Mondo
  • Mondo e Missione
  • P.I.M.E. U.S.A.
  • TV 2000