Mondo russo

Ogni sabato l'analisi di Stefano Caprio su quanto si muove a Mosca con un'attenzione particolare alle ripercussioni sulla società, sulla cultura e sulla religiosità russa della lunga e sanguinosa guerra in Ucraina

  • Il senso di colpa e la nuova barbarie nella Russia di Putin

    Presentata l’ultima opera di Viktor Erofeev, voce critica della guerra fin dalla Crimea. Reprimere il senso di colpa è diventato un fenomeno automatico. Il crollo dell’Unione Sovietica e la Chiesa ortodossa che non si è mai scusata per la collaborazione col regime ateista. Le profezie di Khruščev sulle guerre russe in Georgia e in Ucraina e il fallimento delle opposizioni all’estero.

  • Duecento anni di rivoluzioni in Russia

    La rivolta dei Decabristi il 14 dicembre 1825 vide gli ufficiali dell'esercito e gli intellettuali favorevoli alle riforme liberali cercare di prendere il potere dopo l’improvvisa morte dello zar Alessandro I, per finire poi schiacciati dalla repressione di Nicola I Icona del ricorrente alternarsi di “sistema” e “rivolta”, regime e anarchia, nella parabola della storia russa.

  • Il piano di pace di Trump per l’Ucraina assist per ‘l’alleato’ Putin

    Il 2025 non segna la fine delle guerre, ma la divisione tra le dittature d’Oriente e Occidente. Il nuovo Dizionario della lingua russo rilancia visioni di democrazia e autocrazia dell’ideologia ufficiale. La specialità di Witkoff e Dmitriev, artefici del “progetto” di tregua, è contare i soldi dividendosi la posta. Lo scontro sulla lingua e il tema della convivenza fra Chiese ortodosse.

  • L'identità dei russi tra patriottismo e religione

    Credere nella Russia non significa automaticamente credere in Dio e nei dogmi religiosi, appartenere alla Chiesa ortodossa non comporta necessariamente frequentare le celebrazioni liturgiche, sostenere i “valori tradizionali” non si traduce automaticamente nell’assunzione dei dettami del catechismo.

  • L’utopia dell’unione dei ‘popoli minori’ nel ‘padre’ russo

    L’unione universale nuova religione di Mosca in un mondo diviso e conflittuale. Destabilizzazione, propaganda, finanziamento delle élite e degli oligarchi “amichevoli” leali a Mosca e le Chiese come strumenti di potere. Dopo l’Ucraina, il Kazakistan Paese più a rischio con la più lunga frontiera terrestre e la più importante diaspora. Usa, Ue e partner internazionali dovranno rafforzare le relazioni economiche e diplomatiche coi territori nel mirino di Mosca.

  • Guerra e Castigo della Russia in Ucraina

    Ripercorrendo nel suo nuovo libro attraverso una galleria di personaggi gli ultimi trent’anni dell’Unione Sovietica, lo scrittore Mikhail Zygar aiuta a leggere il presente di Mosca a partire dall’idea che nessuna dittatura è eterna e che il futuro offre sempre una chance per cambiare.

  • Il ‘miraggio della vittoria’ nella lunga campagna di guerra russa in Ucraina

    Si avvia alla conclusione la campagna militare 2025 prima del gelo invernale, la più violenta e sistematica. Per gli esperti “il contesto strategico della guerra sta cambiando”, mentre l’economia scivola verso la stagnazione. La tentazione di Trump di concludere con Putin un “affare reciproco”. Né la Russia, né l’Ucraina sono veramente in grado di modificare il corso e il carattere della guerra.

  • Dissidenti russi in Europa: prove (difficili) di unità

    La formazione al Consiglio d'Europa di una piattaforma per il dialogo con le forze democratiche della Russia che si oppongono al regime di Vladimir Putin si scontra con le divisioni interne tra i diversi gruppi, comprese le critiche al Fondo per la Lotta alla Corruzione creato da Aleksej Naval’nyj. L'appello di Vladimir Kara-Murza: "Ogni prigioniero politico deve poter contare sul fatto di non essere dimenticato”.

  • La pace fragile e i sonnambuli della guerra in Russia

    A differeza dell'accordo su Gaza, la sceneggiata estiva dell’incontro tra Putin e Trump in Alaska non ha infatti portato ad un alleggerimento delle operazioni belliche, spingendo al contrario entrambe le parti ad una ulteriore escalation, nei fatti e nelle parole. E come nel 1914 torna pericolosamente a crescere “l’illusione della fatalità”, che annulla tutte le possibilità di scelta e di soluzione diplomatica.

  • La chiamata universale alle armi della Russia

    Entro il 31 dicembre altri 135mila giovani russi saranno chiamatai alla leva militare con modalità sempre più stringenti per evitare scappatoie. Dove lo scopo non è principalmente l’ampliamento dei reparti dell’esercito, ma la ridefinizione della stessa vita comune della società, facendo sentire l’intera popolazione al fronte, anche se poi si mandano principalmente i caucasici e gli asiatici a farsi massacrare.

  • I droni russi sull’Europa, dalla guerra alla paura ancestrale

    Tra i tanti obiettivi della “guerra ibrida” di Mosca la Moldavia che va alle elezioni parlamentari il 28 settembre appare uno dei più prossimi. Mentre i velivoli anonimi svolazzanti sui cieli dell'Europa si ergono come totem minacciosi, evocando quello sciamanesimo dalle radici siberiane che oggi in Russia è una delle espressioni più radicali della “difesa dei valori tradizionali” contro la depravazione occidentale.

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