Mondo russo

Ogni sabato l'analisi di Stefano Caprio su quanto si muove a Mosca con un'attenzione particolare alle ripercussioni sulla società, sulla cultura e sulla religiosità russa della lunga e sanguinosa guerra in Ucraina

  • Il nuovo patriarca di Georgia e l’Ortodossia mondiale

    Il Sinodo ha eletto i tre candidati per la successione di Ilja II, che guidava la Chiesa georgiana dal 1977. Il più votato è stato il 57enne metropolita Šio, che di fatto già da dieci anni era il reggente accanto all'anziano patriarca. Ma il passaggio è delicatissimo, perché in un Paese profondamente polarizzato e nel contesto dello scontro tra Mosca e Costantinopoli, la Chiesa ortodossa georgiana non sta scegliendo soltanto una persona o un programma di sviluppo per il proprio futuro.

  • La cortina elettronica del XXI secolo fra ‘internet orientale e occidentale’

    Il filosofo russo Epstein parla di nuova “cortina di ferro” elettronica e digitale. Al crollo del sistema totalitario sovietico emerge un sistema virtuale immenso e avvolgente. Il muro odierno non è facilmente controllabile da un centro di potere assoluto. Si cerca di tappare i buchi e interrompere le connessioni. Lo sfidante di Putin non è più Naval’nyj, ma Durov, fondatore di Telegram.

  • Le icone pasquali della vittoria russa

    Esposte eccezionalmente nella cattedrale del Santissimo Salvatore, le icone della Madre di Dio di Vladimir, detta anche “Madonna della Tenerezza” (Umilenije) e quella detta Donskaja sono entrambe simboli delle vittorie russe. Riportano al grande confronto tra Oriente e Occidente che diede origine alla Rus’, e ha continuato a sostenere le diverse ideologie al potere della Russia fino ai giorni nostri.

  • La Pasqua dei martiri della Russia sovietica

    Una piattaforma russa on-line trasmette in questi giorni una serie di documentari intitolati la “Parola vivente”, dedicata a grandi figure dell'ortodossia uccise durante gli anni successivi alla rivoluzione bolscevica. Figure che ricordano che si può dare la vita per ideali che uniscono fede religiosa, carità evangelica e amore per la propria patria, non per distruggere il nemico, ma per costruire un mondo nuovo.

  • La primavera della russificazione putiniana

    All'inizio del mese sono entrate in vigore una serie di leggi che mirano a modificare non solo i comportamenti ma anche la visione della vita dei russi. Messe al bando nelle scuole perché "inaccettabili per una giusta visione dei valori tradizionali" opere come "Il cavaliere di bronzo" di Puškin, "Le anime morte" di Gogol e i racconti satirici di Cechov.

  • Ilja II, Kirill e cinquant'anni di storia russo-sovietica

    La morte del patriarca che guidava la Chiesa ortodossa della Georgia dal 1977 e il cinquantesimo anniversario della consacrazione episcopale di quello di Mosca: due parabole che vengono esaltate nel "mondo russo" come "eroismo della fede che resiste all'eresia". Ma rivelano anche la continuità tra la Russia attuale e la stagione staliniana.

  • La storia coloniale dell’impero russo

    Dalla guerre cecene in poi la politica russa dopo il 1991 è una continuazione incondizionata di quanto era rimasto sostanzialmente incompiuto nel XIX secolo: una forma di colonialismo terrestre (a differenze di quello marittimo occidentale) proseguita con la guerra in Georgia nel 2008-2011 e quella in Ucraina dal 2014 ad oggi, utilizzando esattamente gli stessi metodi.

  • L’Ortodossia russa come religione universale

    Le condoglianze del patriarca Kirill per la morte della guida suprema iraniana Khamenei ucciso dai raid israelo-americani esprime anche un senso di superiorità dell'ortodossia russa nella difesa della vera fede. Come emerso anche nel discorso tenuto all'assemblea del clero della metropolia di Mosca, riunitasi nelle stesse ore.

  • I tristi anniversari del nuovo impero

    I popoli del mondo sono stanchi della guerra, e si moltiplicano gli appelli del papa Leone XIV affinché “l’umanità possa avanzare verso una pace autentica e duratura”; ma questi richiami vengono ascoltati in modalità molto diverse nelle varie regioni del mondo devastate dai conflitti neo-imperiali.

  • Due anni senza Naval’nyj

    I dettagli emersi dalle analisi dei laboratori di cinque Stati sul veleno che lo ha portato alla morte nel lager di Kharp nel febbraio 2024 rimarcano il vuoto lasciato dall'uomo che ha incarnato per un decennio il dissenso popolare e giovanile nei confronti di Putin. Una personalità carismatica e contraddittoria che aveva portato nella vita quotidiana della Russia tante diverse fonti d’ispirazione.

  • Il neopaganesimo della Russia militante

    I russi vivono da sempre nella tensione della dvoeverie, la “doppia fede” cristiana e pagana che riemerge anche nelle devozioni e nelle pratiche liturgiche, ma soprattutto negli atteggiamenti del popolo di fronte alle grandi sollecitazioni della vita. Un fenomeno molto diffuso tra i soldati inviati in Ucraina che affidano le speranze di vittoria a spiriti oscuri più che ai missili e ai droni.

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