Mondo russo

Ogni sabato l'analisi di Stefano Caprio su quanto si muove a Mosca con un'attenzione particolare alle ripercussioni sulla società, sulla cultura e sulla religiosità russa della lunga e sanguinosa guerra in Ucraina

  • La storia coloniale dell’impero russo

    Dalla guerre cecene in poi la politica russa dopo il 1991 è una continuazione incondizionata di quanto era rimasto sostanzialmente incompiuto nel XIX secolo: una forma di colonialismo terrestre (a differenze di quello marittimo occidentale) proseguita con la guerra in Georgia nel 2008-2011 e quella in Ucraina dal 2014 ad oggi, utilizzando esattamente gli stessi metodi.

  • L’Ortodossia russa come religione universale

    Le condoglianze del patriarca Kirill per la morte della guida suprema iraniana Khamenei ucciso dai raid israelo-americani esprime anche un senso di superiorità dell'ortodossia russa nella difesa della vera fede. Come emerso anche nel discorso tenuto all'assemblea del clero della metropolia di Mosca, riunitasi nelle stesse ore.

  • I tristi anniversari del nuovo impero

    I popoli del mondo sono stanchi della guerra, e si moltiplicano gli appelli del papa Leone XIV affinché “l’umanità possa avanzare verso una pace autentica e duratura”; ma questi richiami vengono ascoltati in modalità molto diverse nelle varie regioni del mondo devastate dai conflitti neo-imperiali.

  • Due anni senza Naval’nyj

    I dettagli emersi dalle analisi dei laboratori di cinque Stati sul veleno che lo ha portato alla morte nel lager di Kharp nel febbraio 2024 rimarcano il vuoto lasciato dall'uomo che ha incarnato per un decennio il dissenso popolare e giovanile nei confronti di Putin. Una personalità carismatica e contraddittoria che aveva portato nella vita quotidiana della Russia tante diverse fonti d’ispirazione.

  • Il neopaganesimo della Russia militante

    I russi vivono da sempre nella tensione della dvoeverie, la “doppia fede” cristiana e pagana che riemerge anche nelle devozioni e nelle pratiche liturgiche, ma soprattutto negli atteggiamenti del popolo di fronte alle grandi sollecitazioni della vita. Un fenomeno molto diffuso tra i soldati inviati in Ucraina che affidano le speranze di vittoria a spiriti oscuri più che ai missili e ai droni.

  • La Russia indietro nel futuro

    Secondo lo slogan degli ideologi di Putin soltanto fondandosi sui principi originari della civiltà e sui valori tradizionali oggi si può costruire con efficacia il futuro del Paese. Mentre il patriarca Kirill sostiene che sia necessario rafforzare "la sovranità non soltanto statale, ma anche spirituale". Per fare della Russia "un'arca universale della salvezza” per tutti.

  • Il mondo illiberale di Russia e Cina

    Il politologo russo super-putiniano Gleb Kuznetsov ha pubblicato sulla rivista Gosudarstvo (“Lo Stato”) un articolo dove afferma esplicitamente che “la divisione dei poteri, le elezioni concorrenziali e la libertà di parola impediscono allo Stato di funzionare in modo efficace”. E indica a modello l'esempio di Shenzen "una delle città più controllate al mondo".

  • Il ponte delle lingue tra Russia e Ucraina

    La poetessa e traduttrice Irina Jurčuk, nativa della città di Kharkov sul confine tra i due Paesi, epicentro del conflitto in corso, ha pubblicato a Kiev il suo libro “Il passaggio sopraelevato”, un’antologia in cui unisce testi di autori russi e ucraini contemporanei, con le traduzioni e le sue stesse rime bilingue. Un modo per ritrovare la propria vera identità, senza farsi annientare dalle prevaricazioni e dalle rivendicazioni.

  • Il ‘Vecchio Anno Nuovo’ di una Russia ‘congelata nella guerra’

    Il Golem impantanato nel fango paludoso del “servire, pregare e partorire”. Impossibile credere a indagini sociologiche con dati statistici sempre meno accessibili. La frattura fra maggioranza ottimista e una significativa minoranza pessimista, ma prevale la visione per cui “tutto rimarrà come oggi”. La prospettiva apocalittica di Kirill e la lotta al ‘demone’ Bartolomeo.

  • Venezuela e Ucraina, il nuovo mondo di Putin e Trump

    La “dottrina Donroe”, enunciata da Trump, ormai corrisponde perfettamente ai principi del Russkij Mir di Putin: gli Usa come la Russia valutano quanto i Paesi del proprio spazio di competenza, sia esso il doppio continente americano o lo spazio eurasiatico ex-sovietico, siano da controllare, conquistare, invadere e sfruttare.

  • La triade russa del passato e del futuro

    La famosa formula degli zar ottocenteschi dell’Autocrazia-Ortodossia-Popolarismo è reinterpretata oggi dagli ideologi di Putin nella nuova triade Sovranismo-Tradizionalismo-Stato Sociale. Dove è però proprio quello ai "valori morali e spirituali" il riferimento meno chiaro, incapace di andare oltre la contrapposizione tispetto a quelli "distruttivi e degradati" dell'Occidente.

  • La Chiesa ortodossa russa contro Babbo Natale

    Nonostante la differenza dei calendari che li porta a celebrare il Natale il 7 gennaio, i russi a Capodanno fin dai tempi sovietici celebrano l'arrivo del Ded Moroz, il “Nonno Gelo” che scende dalle sponde ghiacciate per rallegrare con i doni i bambini. Questa narrazione - dalle radici antiche nella cultura locale, ma troppo simile a quanto accade in Occidente - oggi è sempre più criticata dai predicatori ortodossi che invitano a "non confondere" i più piccoli.

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