Mondo russo

Ogni sabato l'analisi di Stefano Caprio su quanto si muove a Mosca con un'attenzione particolare alle ripercussioni sulla società, sulla cultura e sulla religiosità russa della lunga e sanguinosa guerra in Ucraina

  • Il senso metafisico della Russia

    Un Forum organizzato dalla facoltà di filosofia della principale università di Mosca dedicato agli avvenimenti del tempo presente in Russia ha espresso posizioni non scontate e univoche. Pur senza criticare apertamente le posizioni del potere dominante, i filosofi dimostrano di non voler rinunciare alla vera dimensione dell’anima russa, quella dell’apertura a tutte le varianti dello spirito

  • La 'trinità delle religioni' della Russia

    Oggi l’ortodossia in Russia si caratterizza sempre più come una religione a parte, che mantiene l’aspetto formale del cristianesimo di rito slavo-orientale, e allo stesso tempo si estende sempre più ad altre confessioni “patriottiche”, fino ad associare anche l’islam e il buddismo nell’unica espressione della patria trinitaria.

  • Kirill: la cultura russa e la salvezza del mondo

    Cercando di non limitarsi a ripetere le affermazioni della solita propaganda di Stato nel contesto del conflitto universale tra la Russia e l’Occidente, il patriarca di Mosca qualche giorno fa a San Pietroburgo ha voluto approfondire con argomenti filosofici e letterari le motivazioni per cui la Russia si sente oggi chiamata a diffondere i “grandi valori” a cui la società universale avrebbe deciso di rinunciare.

  • Il Khan Putin e la nuova Orda dei russi in Mongolia

    La prima visita di un condottiero russo all'allora capitale Karakorum ebbe luogo nel 1247, quando tutta la Russia e l’intera Asia erano sottomesse al Gran Khan Baty, l’erede di Gengis Khan. Putin ha bisogno di mostrarsi sui palcoscenici internazionali, e Ulan-Bator è una location assai più conveniente della Cina, dove il russo appare inevitabilmente un suddito. Come mostra la travagliata vicenda del gasdotto Forza della Siberia-2.

  • L'arresto di Durov e i paradossi della libertà

    Sia i portavoce del potere, sia la maggior parte delle voci di opposizione a Mosca hanno reagito sorprendentemente all’unisono all'arresto in Francia dello zar russo di internet, difendendo la libertà di espressione e di comunicazione. A conferma che l’arma definitiva della guerra non è il drone d’assalto o la bomba nucleare, ma l’ideologia che distorce la realtà

  • L’agosto della disgregazione della memoria in Russia

    Il tentato golpe che nel 1991 portò alla fine dell'Unione Sovietica, la consacrazione della cattedrale di Cristo Salvatore nel 2000, la strage dei bambini di Beslan del 2004: tre anniversari estivi che hanno costretto i russi a ripensare in questi giorni all’incerta evoluzione del proprio destino.

  • La battaglia di Kursk, la nuova Ucraina

    Rileggendo la sua lunga storia la conquista dei “mille chilometri quadrati” della regione di Kursk da parte dell’esercito ucraino ha anche un significato simbolico, prima ancora dei vantaggi militari o diplomatici che ne potrebbero conseguire. È un modo per riaffermare la storica superiorità di Kiev su Mosca. Proprio mentre i russi inaugurano un nuovo grandioso complesso a Sebastopoli in Crimea.

  • Il nuovo militarismo nel sistema formativo della Russia in guerra

    Per il filosofo Nemtsev la tendenza latente alla violenza diventa la forma decisiva per ritrovare quanto perduto. I civili diventano “quasi-militari”, con addestramento spontaneo individuale e di gruppo. Anche l’abbigliamento nel quotidiano richiama l’esperienza bellica con guanti tattici e ginocchiere di protezione. La guerra contenuto fondamentale della letteratura, arte e cultura russa.

  • La 'tri-unità' del popolo russo

    A Sebastopoli le celebrazioni della festa del Battesimo della Rus’ di Kiev sono diventate l’occasione per ammantare di un’aura trinitaria l’unità tra Bielorussia, Ucraina e Russia. Proprio mentre il clamoroso scambio di prigionieri politici con Germania e Stati Uniti, ha permesso a Mosca di liberarsi dei più noti “agenti stranieri” che “disturbavano la pace interna” anche dalle celle dei lager.

  • Il putinismo oltre Putin

    Il russo medio non sostiene questa impostazione, ma non sa come contrastarla, e guarda con terrore agli esiti della guerra: la sconfitta getterebbe tutti nel panico, ma anche una vittoria rischierebbe di destabilizzare le relazioni sociali, non sapendo che cosa potrebbe accadere “dopo”, qualunque sia l’esito delle vicende in corso.

  • La fine della filosofia post-sovietica

    Per lo storico del pensiero Mikhail Majatskij la Russia di Putin ha “cancellato la filosofia”, sostituendola con un’ideologia patriottica pseudo-scientifica, basata sulla rilettura arbitraria della storia russa e universale. Lo stesso richiamo al pensatore esistenzialista Ivan Il’in non viene utilizzato per far riflettere davvero sul senso delle tragedie in corso. E torna quanto mai urgente l'"estetica della rinascita" su cui scriveva già negli anni Ottanta Aleksej Losev.

  • Il mausoleo dell'epoca di Putin e l'ospedale pediatrico di Kiev

    Proprio mentre era in corso il bombardamento sul luogo di cura per i piccoli pazienti oncologici ucraini, a Mosca si chiudeva (per riaprire in forma permanente) la mostra che esalta la "Russia senza fine". Mentre si lodano i successi interni, lo sterminio esterno viene commentato con cinica indifferenza: “È la guerra, non c’è niente di speciale”.

AsiaNews Weekly
Le notizie dall'Asia che contano

Iscriviti alla newsletter per ricevere ogni settimana notizie verificate, analisi e approfondimenti dai Paesi asiatici.

Iscrivitialla newsletter
  • P.I.M.E. Centro Missionario
  • Agenzia Fides
  • P.I.M.E. Brasil
  • Radio Mondo
  • Mondo e Missione
  • P.I.M.E. U.S.A.
  • TV 2000