Mondo russo

Ogni sabato l'analisi di Stefano Caprio su quanto si muove a Mosca con un'attenzione particolare alle ripercussioni sulla società, sulla cultura e sulla religiosità russa della lunga e sanguinosa guerra in Ucraina

  • La passione dei russi per l'America

    Tra la gente a Mosca è molto in voga la domanda “sei con Biden o con Trump?”. Non tanto per motivi ideologici o geopolitici, ma per un fascino misterioso di comunanza e repulsione allo stesso tempo verso il grande nemico, che per molti aspetti è percepito come un Grande Fratello.

  • Putin in Corea e Vietnam e il cannibalismo della guerra russa

    La Corea come la Crimea, chiave per destabilizzare l’Asia come l’Europa, in un quadro di tensione bellica permanente e crescente a tutte le latitudini: questo sembra il vero scopo del viaggio putiniano, che dalla Cina all’Uzbekistan, dalla Corea al Vietnam disegna il suo nuovo “ordine mondiale” cercando di incutere timori allo stesso tempo a Oriente e a Occidente.

  • Il Giorno della Russia eterna e universale

    Quella che si è celebrata anche quest'anno il 12 giugno è la prima festa nazionale dell'era post-sovietica. Ma per evitare di ingarbugliarsi con le interpretazioni ondivaghe sulle sue origini, Putin ha pensato bene di richiamarsi addirittura al principe Rjurik, il mitologico capo variago che secondo le antiche cronache avrebbe dato inizio alla storia della Rus’ nell’anno 862 a Novgorod, prima ancora della fondazione di Kiev

  • La Russia di Naval’nyj senza Naval’nyj

    Molte persone in Russia hanno cercato di onorare la sua memoria il 4 giugno, il giorno del suo compleanno. E il suo Fondo per la lotta alla corruzione rimane un’eredità importante, al di là delle capacità dei seguaci o del prestigio della moglie Julia, e potrebbe avere ancora un ruolo da svolgere anche in una Russia ormai rinchiusa nel totalitarismo neo-sovietico.

  • I russi, le vittime di sé stessi

    Una serie di video-documentari diffusi a partire da Maša Pevčik, una delle più note collaboratrici di Naval’nyj, scaricano tutte le colpe e le responsabilità di quanto oggi accade sui banditi e i corrotti che hanno impedito negli anni Novanta lo sviluppo di una società libera e democratica. Parlano di quegli anni sia i propagandisti putiniani sia i pubblicisti di opposizione, i più anziani e i più giovani, tutti avviluppati nei sensi di colpa e nei risentimenti.

  • Guerra e propaganda: il pensiero della ‘maggioranza’ dei russi al servizio di Putin

    Un approfondimento della rubrica Signal di Meduza ha valutato la reale consistenza del sostegno alla guerra della popolazione. La differenza fra “la maggioranza dei russi” e il campione degli intervistati nei sondaggi, sempre meno credibili. I rilevamenti mezzo di “manipolazione” e di “informazione”. L’esempio di “maschio russo medio”, amplificatore di slogan patriottici.

  • Il programma di Putin: riscrivere la storia

    Il primo decreto approvato appena finita la cerimonia di inizio del quinto mandato riguarda i “Fondamenti della politica di formazione storica”. L’ansia di riscrivere la storia è il sentimento che agita più di tutti la coscienza di Putin e di tutta la generazione afflitta dal risentimento della fine dell’Unione Sovietica. Ed è questa visione globale ed escatologica che Putin cerca oggi di impersonare anche accanto a Xi Jinping in piazza Tiananmen.

  • Il regno eterno dello zar vittorioso

    In passato Putin aveva dichiarato più volte di non avere intenzione di rimanere al potere a vita, ma questo tema è stato ormai da tempo accantonato. E in occasione dell'inaugurazione dell'ennesimo mandato presidenziale il patriarca Kirill ha invocato su di lui "la benedizione di Dio fino alla fine della vostra esistenza e fino alla fine dei tempi, come usiamo dire".

  • La Pasqua della Vittoria

    Durante la funzione del Giovedì Santo il patriarca Kirill ha recitato una speciale preghiera “per la vittoria della santa Rus’”, che intensifica le litanie belliche imposte ai sacerdoti, pena la privazione dello stato clericale di fronte al rifiuto di pronunciarle. Le celebrazioni pasquali devono ricompattare il popolo dei credenti per mostrare che la Russia ha sconfitto il male al suo interno, ritrovando la giusta via per la sobornost.

  • Mosca e ‘de-occidentalizzazione’: nella ‘svolta’ a Oriente il futuro incerto della Russia

    La guerra in Ucraina porta il Paese nell’era della negazione e presa di distanza dal “nemico”, per affermare la “ortodossia” spirituale, morale, politica ed economica. Oggi si impongono nuovi “modelli globali” non facilmente digeribili non solo in Russia o in Oriente, ma anche in Europa e nei Paesi anglosassoni. La figura del presidente si sovrappone ormai agli zar del passato.

  • La de-colonizzazione della Russia

    La questione del post-colonialismo in Russia è il grande tema di sottofondo imposto dalla guerra russa in Ucraina. Dietro le pretese del “mondo russo” ci sono le aspirazioni dei tanti popoli che da secoli sono sottoposti alla dominazione imperiale di diverse ideologie, da quella zarista a quella sovietica, e oggi dalla visione eurasiatica kirill-putiniana, che prendendosela con l’Ucraina ha di fatto scoperchiato il vaso di Pandora di tutta la storia russa.

  • L’apatia politica dei russi tra guerre e attentati

    Secondo il capo del centro Levada, il principale istituto russo di indagine sociologica, “solo il 10% dei russi si interessa attivamente di politica, e la guerra comporta una super-politicizzazione di una minoranza a fronte della de-politicizzazione delle masse”. Mentre solo il 30% è disposto a concedere fiducia alle persone esterne alla sempre più ristretta cerchia di parenti e amici.

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