Porta d'Oriente

Ogni martedì il nostro focus sul Medio Oriente: approfondimenti e interviste sulla regione che va dal Golfo alla Turchia e sui rapporti tra cristiani e musulmani nei Paesi di lingua e cultura araba

  • Sisma in Turchia: il dramma dei rifugiati siriani e gli aiuti della Chiesa

    Di fronte all’emergenza si è attivata la risposta della Caritas. Aiuti aperti a tutti, cattolici e ortodossi, cristiani e musulmani, turchi e migranti. Vicario dell’Anatolia: “Serve tutto, dal cibo al conforto spirituale e al sostegno umano anche fra gli stessi rifugiati”. Vescovo di Aleppo: la tragedia sia occasione per “riflettere sulla pace e sulla collaborazione” fra Ankara e Damasco.

  • Nella Turchia al voto il destino di Erdogan e il futuro di un Paese polarizzato

    Il prossimo 14 maggio si terranno elezioni presidenziali e parlamentari, con ballottaggio due settimane più tardi se un candidato non raggiunge il 50% al primo turno. L’attacco dell’Economist al leader turco che ha portato la nazione “sul baratro”. Il peso del voto curdo, la questione migranti e il nazionalismo islamico. Fonte di AsiaNews: il silenzio internazionale nella prospettiva di continuità.

  • Il Natale dei cristiani di Gaza, a rischio scomparsa fra endogamia e migrazioni

    Il parroco racconta il clima di festa per le celebrazioni e i timori per un futuro incerto. I tentativi di fuga, soprattutto dei giovani, sono “una piaga aperta” per le famiglie palestinesi “spezzate”. Le proteste contro Hamas ai funerali di otto gazawi annegati nel tentativo di attraversare con i barconi il Mediterraneo. P. Romanelli: se non cambia la politica di Israele, la comunità “è destinata a morire”.

  • Le tre crisi dentro le rivolte in Iran

    Riccardo Redaelli, direttore del master in Middle East Studies dell'Università Cattolica di Milano, sulle proteste dei giovani iraniani: sono il risultato di una progressiva degenerazione economica, sociale e politica. Una parte del regime è consapevole che sia necessario fare delle concessioni per evitare un bagno di sangue. Allo stesso tempo i dimostranti non hanno un modello alternativo in caso di caduta del regime.

  • La battaglia sugli outpost nell'agenda del nuovo governo Netanyahu

    I Sionisti religiosi vogliono la legalizzazione anche di quei piccoli insediamenti che la stessa legge israeliana oggi ritiene illegittimi. Insieme al passaggio nelle mani dei coloni dell'autorità amministrativa nelle aree C, quelle tuttora interamente controllate da Israele in Cisgiordania e abitate anche da migliaia di palestinesi. Primo obiettivo: ricostruire Homesh, una delle colonie che Sharon sgomberò nel 2005.

  • Qatar 2022: Iran contro Usa, la sfida simbolo di un mondiale ‘politicizzato’

    La vigilia della partita caratterizzata dalla controversia sulla bandiera scatenata dalla Federazione statunitense. Le “minacce” dei Pasdaran ai calciatori della nazionale perché “si comportino bene”. Un unico precedente a Francia ‘98 e la vittoria celebrata dagli iraniani. Una partita oscurata dalle proteste per Mahsa Amini. La competizione ha rafforzato il ruolo di Doha come mediatore regionale.

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