Il prezzo della pace per l’Armenia
Quando il premier Pasynian evoca una pace con l’Azerbaigian “che duri 400 anni” non espone solo un’iperbole politica. Guarda a un futuro per Erevan che non sia appeso agli equilibri regionali di turno.

Quando il premier Pasynian evoca una pace con l’Azerbaigian “che duri 400 anni” non espone solo un’iperbole politica. Guarda a un futuro per Erevan che non sia appeso agli equilibri regionali di turno.
Vergogna "per tutte le volte che noi vescovi, sacerdoti, consacrati abbiamo scandalizzato e ferito il Tuo corpo e abbiamo dimenticato il nostro amore lasciando arrugginire la nostra consacrazione". La speranza che la tua Chiesa cercherà di essere la voce che grida nel deserto dell’umanità per preparare la strada del tuo ritorno trionfale, quando verrai a giudicare i vivi e i morti.
Francesco ha celebrato la Messa in Coena Domini al carcere di Paliano, vicino Frosinone. “Il Papa è la figura di Gesù e io vorrei fare lo stesso che Lui ha fatto”. Francesco ha poi compiuto il rito della “lavanda dei piedi” a 12 dei 70 detenuti presenti nel carcere, 10 italiani, un argentino e un albanese.
La pubblica sicurezza non comunica il luogo in cui è stato portato. Ma hanno permesso ai fedeli di consegnare alcuni vestiti per il loro pastore. Il vescovo non potrà celebrare Pasqua coi suoi fedeli. Pressioni sul prelato per farlo aderire all’Associazione patriottica. Un destino simile a quello di mons. Guo Xijin. Pressioni anche sulla Santa Sede.
“Concreta, tenera e umile: così l’evangelizzazione sarà gioiosa. Non può essere presuntuosa l’evangelizzazione. Non può essere rigida l’integrità della verità, perché la verità si è fatta carne, si è fatta tenerezza, si è fatta bambino, si è fatta uomo, si è fatta peccato in croce”. Madre Teresa di Calcutta, “anima ‘samaritana’”.
“Questa speranza è germogliata proprio per la forza dell’amore: perché l’amore che «tutto spera, tutto sopporta» (1 Cor 13,7), l’amore che è la vita di Dio ha rinnovato tutto ciò che ha raggiunto. Così, a Pasqua, Gesù ha trasformato, prendendoli su di sé, il nostro peccato in perdono”.
È stato sequestrato dopo una visita all’Ufficio affari religiosi di Fuan. La Pubblica sicurezza lo ha portato in un luogo sconosciuto per farlo “studiare e imparare”. I fedeli pensano che essi vogliano costringerlo a iscriversi all’Associazione patriottica. Al suo rifiuto, è forse possibile che gli proibiscano di ritornare in diocesi. Demolita una chiesa cattolica a Fuan.
“I cittadini, e talvolta anche coloro che li rappresentano e li governano”, possono non avvertano pienamente la serietà delle sfide che si presentano. Quando “l’intreccio tra potere tecnologico e potere economico si fa più stretto, allora gli interessi possono condizionare gli stili di vita e gli orientamenti sociali nella direzione del profitto di certi gruppi industriali e commerciali”.
I cliché del conflitto delle civilizzazioni e delle guerre di religione. L’obbiettivo di Daesh sono i cristiani, ma anche la convivenza fra cristiani e musulmani. Gli sforzi di al Sisi per la piena cittadinanza dei cristiani in Egitto. Al Azhar e la condanna del fondamentalismo. L’occidente vende armi al Medio oriente, che vanno a finire in mano allo Stato islamico. Ripensare a tutto il discorso di Benedetto XVI a Regensburg.
P. Rafic Greiche sottolinea che i terroristi “stanno rubando la gioia della festa”. A dispetto di un clima di paura, ieri le chiese del Paese erano gremite di fedeli. Il governo dichiara lo stato di emergenza. Necessario rafforzare il lavoro dell’intelligence. E aggiunge: Difficile sapere quando, ma “ci saranno altri attacchi”.
Il bilancio di 43 morti e 114 feriti nei due attacchi. A Tanta i fedeli vogliono seppellire i morti nella cripta della chiesa. Daesh rivendica gli attentati. I Fratelli Musulmani sono complici. Il presidente Al-Sissi proclama tre mesi di stato di emergenza
Il patriarca copto ortodosso è illeso. Il bilancio temporaneo: 11 morti e 66 feriti. Si pensa ad un attacco suicida. Si raduna il Consiglio della difesa nazionale. Occorre revisione delle misure di sicurezza attorno alle chiese.
Papa Francesco celebra la Domenica delle Palme insieme a decine di migliaia di giovani della Giornata mondiale della gioventù. Mentre “facciamo festa al nostro Re, pensiamo alle sofferenze che Lui dovrà patire in questa Settimana”. Gesù “non ha mai promesso onori e successi. Ha sempre avvertito i suoi amici … che la vittoria finale sarebbe passata attraverso la passione e la croce”. Non contemplare Gesù “nei quadri o nelle fotografie, oppure nei video”, ma “in tanti nostri fratelli e sorelle che oggi, oggi patiscono sofferenze come Lui”. Il passaggio della croce dei giovani da Cracovia a Panama. Il ricordo dell’attentato a Stoccolma e quello di oggi in Egitto.
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