Il prezzo della pace per l’Armenia
Quando il premier Pasynian evoca una pace con l’Azerbaigian “che duri 400 anni” non espone solo un’iperbole politica. Guarda a un futuro per Erevan che non sia appeso agli equilibri regionali di turno.

Quando il premier Pasynian evoca una pace con l’Azerbaigian “che duri 400 anni” non espone solo un’iperbole politica. Guarda a un futuro per Erevan che non sia appeso agli equilibri regionali di turno.
Presentate in Vaticano la XXV Giornata mondiale del malato e la Nuova carta degli operatori sanitari. Non tutto ciò che è tecnicamente possibile è eticamente accettabile. Non lo sono eutanasia e accanimento terapeutico, la clonazione e i tentativi di gestazione di embrioni umani in uteri animali o artificiali, l’aborto. Lo è la “sedazione palliativa profonda” nelle fasi prossime al momento della morte e il rispetto della volontà della persona.
Dio ha creato il mondo “per condividere la sua pienezza per avere qualcuno al quale dare e col quale condividere la sua pienezza”. “Ognuno di noi può domandarsi come vive queste due meraviglie, la meraviglia della creazione e l’ancora più meraviglia della ri-creazione”.
All’Angelus papa Francesco esprime unità coi vescovi italiani. “Ogni vita è sacra!”. “Sia col bambino che sta per nascere sia con la persona che sta per morire”. I cristiani devono “essere luce e sale nel proprio ambiente di vita quotidiana”. “Tenere lontani i germi inquinanti dell’egoismo, dell’invidia, della maldicenza”. Le nostre comunità devono risplendere “come luoghi di accoglienza, di solidarietà e di riconciliazione”.
In un messaggio indirizzato al Summit mondiale dei Nobel per la pace Francesco scrive che “quando le vittime della violenza sono capaci di resistere alla tentazione della vendetta diventano i promotori più credibili della nonviolenza e della costruzione della pace”.
Nella festa della Presentazione del Signore e XXI Giornata mondiale della vita consacrata, Francesco esorta i consacrato a rifuggire la “tentazione della sopravvivenza”, che può rendere sterile “il sogno” degli “anziani”. Nella trasformazione multiculturale che stiamo attraversando è importante che “il consacrato e la consacrata siano inseriti con Gesù nella vita, nel cuore di queste grandi trasformazioni. La missione – in conformità ad ogni carisma particolare – è quella che ci ricorda che siamo stati invitati ad essere lievito di questa massa concreta”.
Il film non è un’apologia dell’abiura. Ha il coraggio di far emergere domande religiose su Dio, la sofferenza, il suo silenzio in un’epoca di indifferenza. E ripropone la contemporaneità del martirio. Ma gli manca la gioia cattolica testimoniata da santi giapponesi e da tutti i martiri della Chiesa. Il Giappone non è una “palude” e vi sono inquietudini e conversioni.
“Ogni volta che ci troviamo di fronte alla nostra morte, o a quella di una persona cara, sentiamo che la nostra fede viene messa alla prova. Emergono tutti i nostri dubbi”. “Anche la nostra risurrezione e quella dei cari defunti, quindi, non è una cosa che potrà avvenire oppure no, ma è una realtà certa, in quanto radicata nell’evento della risurrezione di Cristo. Sperare quindi significa imparare a vivere nell’attesa”.
Gesù “Guarda i nostri grandi problemi, le nostre grandi gioie, e guarda anche le cose piccole di noi. Perché è vicino. Gesù non si spaventa delle grandi cose, ma anche tiene conto delle piccole. Così ci guarda Gesù”. “Io vado, guardo Gesù, cammino davanti, fisso lo sguardo su Gesù e cosa trovo? Che Lui ha fisso il suo sguardo su di me! E questo mi fa sentire questo grande stupore. E’ lo stupore dell’incontro con Gesù. Ma non abbiamo paura!”.
Due persone hanno sparato contro i fedeli riuniti in una sala di preghiera del Centro culturale islamico. Ci sono sei morti e otto feriti, alcuni dei quali gravi. “Il Santo Padre condanna con forza ancora una volta la violenza che genera tante sofferenze e implora da Dio il dono del rispetto reciproco e della pace”.
“I media non lo dicono”, perché non fanno notizia. “Loro con il loro martirio, la loro testimonianza, con la loro sofferenza, anche dando la vita, offrendo la vita, seminano cristiani per il futuro e nelle altre Chiese”.
Dal 27 gennaio e per almeno tre mesi proibita l’entrata a viaggiatori da Yemen, Iran, Libia, Somalia, Sudan, Siria e Iraq. Bloccato per 120 giorni ogni programma di accoglienza per i rifugiati. Manifestazioni alla Casa Bianca e negli aeroporti Usa. Iran: la scelta di Trump “è un grande regalo agli estremisti”. Malala Yousafzai, premio Nobel per la Pace: L’America volge le spalle al suo passato di accoglienza per rifugiati e migranti.
“La felicità dei poveri in spirito ha una duplice dimensione: nei confronti dei beni e nei confronti di Dio. Riguardo ai beni materiali questa povertà in spirito è sobrietà: non necessariamente rinuncia, ma capacità di gustare l’essenziale, di condivisione; capacità di rinnovare ogni giorno lo stupore per la bontà delle cose, senza appesantirsi nell’opacità della consumazione vorace: più ho più voglio”.
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