Il prezzo della pace per l’Armenia
Quando il premier Pasynian evoca una pace con l’Azerbaigian “che duri 400 anni” non espone solo un’iperbole politica. Guarda a un futuro per Erevan che non sia appeso agli equilibri regionali di turno.

Quando il premier Pasynian evoca una pace con l’Azerbaigian “che duri 400 anni” non espone solo un’iperbole politica. Guarda a un futuro per Erevan che non sia appeso agli equilibri regionali di turno.
Papa Francesco riceve l’Assemblea delle Pontificie Opere Missionarie nel centenario della fondazione della Pontificia Unione: “L’ardore missionario che consumava il beato Paolo Manna continui ancora oggi a far ardere, appassionare, rinnovare, ripensare e riformare il servizio che questa Opera è chiamata ad offrire alla Chiesa intera”. La missione “è propria di tutti: fedeli e pastori, sposati e vergini consacrati, Chiesa universale e Chiese particolari”. Il testo completo del discorso.
Alla messa per la canonizzazione di due beati (Stanislao di Gesù Maria Papczyński (1631-1701) e Maria Elisabetta Hesselblad (1870-1957), papa Francesco sottolinea la “vittoria di Dio sul dolore e sulla morte”. “Dio di fronte alla nostra morte (in ogni sua forma); non dice: ‘Tienitela, arrangiati!’, ma dice: ‘Dalla a me’”. E “Gesù chiede per sé la nostra morte, per liberarcene e ridarci la vita”. Anche per noi peccatori, Gesù “dice alla Madre Chiesa: ‘Dammi i tuoi figli’, che siamo tutti noi. Egli prende su di sé i nostri peccati, li toglie e ci restituisce vivi alla Chiesa stessa”. Il saluto alle delegazioni ufficiali da Polonia e Svezia e la preghiera dell’Angelus.
Nel nuovo dicastero confluiscono il Pontificio Consiglio per i laici e Pontificio Consiglio per la Famiglia. Esso si avvarrà della stretta collaborazione con il “Pontificio Istituto Giovanni Paolo II per studi su Matrimonio e Famiglia”. Il motu proprio “Come una madre amorevole” scandisce i passi per rimuovere vescovi, eparchi, superiori dimostratisi negligenti nei “casi di abusi sessuali compiuti su minori ed adulti vulnerabili”
Francesco ha concelebrato con cinquemila sacerdoti la messa conclusiva del loro Giubileo. Il Buon pastore che si spende per il suo gregge senza “privatizzare i tempi e gli spazi”, si dedica alla missione con tutto se stesso, non esclude nessuno, è pieno di gioia, “trasformato dalla misericordia che gratuitamente dona”.
La terza e ultima meditazione di papa Francesco in occasione del Giubileo dei sacerdoti è avvenuta a san Paolo fuori le Mura. Incentrata sulle opere di misericordia da praticare; su una cultura della misericordia da creare; sull’essere dei sacerdoti “segni e strumenti” della misericordia di Cristo, soprattutto nel confessionale. La lettera di un parroco di montagna.
Maria che “si sa guardata con bontà nella sua piccolezza e sa guardare come la misericordia di Dio raggiunge tutte le generazioni” è il tema intorno al quale Francesco ha articolato la seconda delle sue meditazioni per il Giubileo dei sacerdoti, tenuta a santa Maria Maggiore.
Per il Giubileo dei sacerdoti Francesco tiene tre meditazioni. La prima, in san Giovanni in Laterano, sul tema “Dalla distanza alla festa”, parte dalla parabola del Figliol prodigo.
“Siamo tutti presi dalla frenesia del ritmo quotidiano, spesso in balìa di sensazioni, frastornati, confusi. È necessario imparare a ritrovare il cammino verso il nostro cuore, recuperare il valore dell’intimità e del silenzio, perché è lì che Dio ci incontra e ci parla”. “Se Dio predilige l’umiltà non è per avvilirci: l’umiltà è piuttosto condizione necessaria per essere rialzati da Lui, così da sperimentare la misericordia che viene a colmare i nostri vuoti”.
“Cosa brutta i cristiani con la faccia storta, i cristiani tristi. Cosa brutta, brutta, brutta. Ma non sono pienamente cristiani. Credono di esserlo, ma non lo sono pienamente”. “Coraggio di donna. Le donne coraggiose che ci sono nella Chiesa: sono come la Madonna”. “Coraggiose: si alzano e servono”.
Cinque Paesi asiatici hanno percentuali più alte di schiavi: Nordcorea, Uzbekistan, Cambogia, India e Qatar. Il maggior numero di schiavi in senso assoluto è tenuto da India, Cina, Pakistan, Bangladesh e Uzbekistan. Anche il prestito a usura è causa di schiavitù. Ad alimentare lo schiavismo vi sono il business, con la ricerca di lavoro a basso costo; la criminalità organizzata, che sfrutta il traffico di esseri umani; lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo. Occorrono leggi, dichiarazione della catena di produzione, ma anche un cambiamento di mentalità per ridurre la frenesia consumista.
“Ci farà bene chiederci” se “ho memoria dei doni del Signore?”. “Sono capace di aprire il cuore ai profeti, cioè a quello che mi dice ‘questo non va, devi andare di là; vai avanti, rischia’?”, “o sono timoroso e preferisco chiudermi nella gabbia della legge? E alla fine: io ho speranza nelle promesse di Dio, come ha avuto nostro padre Abramo, che uscì dalla sua terra senza sapere dove andasse, soltanto perché sperava in Dio?”.
Al Giubileo dei Diaconi, papa Francesco sottolinea che essere apostoli ed essere servitori sono “due facce di una stessa medaglia”. Chi serve “non è schiavo dell’agenda” ed è “aperto all’imprevisto”, che è “la sorpresa quotidiana di Dio”. Il dolore di Francesco nel vedere gli orari delle parrocchie: “Poi, non c’è porta aperta, non c’è prete, non c’è diacono che riceva la gente…”. Essere “in costante dialogo con Gesù”, per “incontrare e accarezzare la carne del Signore nei poveri di oggi”. Il 1 giugno, in occasione della Giornata Internazionale del Bambino, speciale preghiera per la pace dei bambini cattolici e ortodossi della Siria, a cui tutti i bambini sono invitati.
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