Georgia

Articolo in evidenza

  • Il volto quotidiano della repressione politica in Georgia

    Zurab Džaparidze, uno dei leader della “Coalizione per i cambiamenti” che si oppone al regime del Sogno Georgiano, è stato arrestato per non aver pagato una multa comminatagli per la mancata comparizione davanti a una commissione di inchiesta del parlamento da lui ritenuto "illegittimo" per i brogli nelle elezioni. "Se la gente si rifiutasse di vivere nella menzogna, il regime crollerebbe all’istante”, ha dichiarato.

  • La memoria contesa del 1989 a Tbilisi

    Il governo di Kobakhidze evita di menzionare i russi nella ricorrenza dell'anniversario della dura repressione sovietica. L'accusa dell'ex presidente Zurabišvili: "il massacro non fu compiuto da anonime forze straniere". Al Memoriale delle vittime la manifestazione dei parenti dei dimostranti arrestati nei mesi scorsi durante i cortei filo-europei.

  • Le proteste dei georgiani dietro le sbarre

    Da oltre due mesi Tbilisi protesta contro le elezioni manipolate dal Sogno Georgiano e la repressione si fa sempre più dura. Le testimonianze di ci è finito dietro le sbarre raccolte da Ekho Kavkaza: "Anche tra i poliziotti molti non sono contenti di quanto sta avvenendo nel nostro Paese”.

  • I giorni della resa dei conti in Georgia

    Il 29 dicembre scade il mandato della presidente Salome Zurabišvili che sostiene le proteste popolari che continuano da tre settimane contro i brogli nelle elezioni vinte dal Sogno Georgiano, che ha "congelato" il progetto di integrazione europea. Chiede entro quella data la convocazione di nuove elezioni, mentre il premier Iraklij Kobakhidze minaccia di aprire una procedura penale nei suoi confronti.

  • Tbilisi, la protesta che non si spegne contro il Sogno Georgiano

    La dichiarazione del primo ministro Iraklij Kobakhidze dell’interruzione fino al 2028 delle trattative per l’ingresso nell’Unione Europea ha reso lo scontro ancora più duro, mentre la Corte costituzionale ha confermato l'esito delle contestate elezioni. La polizia utilizza idranti e gas lacrimogeni e ha già arrestato centinaia di persone. Anche l'ex-premier Georgij Kvirikašvili, già presidente del partito di maggioranza, si è schierato con chi protesta.

  • Le dimissioni del presidente dell'Abkhazia scossa dalle proteste

    Nella regione separatista della Georgia da 15 anni sotto il controllo di Mosca migliaia di persone si sono sollevate contro gli accordi del governo con gli oligarchi russi. Bžanija ha annunciato il passo indietro “per conservare la stabilità e l’ordine costituzionale”. Eventi non inediti per Sukhumi, destinata comunque a rimanere saldamente nelle mani del Cremlino.

  • Le proteste di massa di Tbilisi

    L'opposizione continua ogni sera la mobilitazione denunciando le manipolazioni del voto che avrebbero portato al nuovo successo dei filo-russi del Sogno Georgiano. Si raccolgono documenti per un'inchiesta internazionale, mentre il governo uscente resta in posizione di attesa puntando sulle divisioni tra i partiti e non credendo nella loro capacità di coinvolgere realmente la popolazione nella protesta.

  • La rivolta di Tbilisi dopo le elezioni

    Quanti ritengono il governo filorusso responsabile di brogli che hanno ribaltato l'esito degli exit-poll si riversano nelle strade del centro di Tbilisi, in una tensione crescente. La presidente Zurabišvili e i leader dell’opposizione (presentatasi divisa in quattro diversi partiti) non riconoscono i risultati, che assegnano al Sogno Georgiano il 53,92% dei consensi in un Paese spaccato. Il Cremlino grida alla "destabilizzazione per conto degli europei".

  • Moldavia e Georgia, i confini del mondo russo

    La guerra in Ucraina costringe i popoli di queste terre a fare una scelta netta, contro la propria stessa coscienza. I moldavi vogliono avere un posto nel mondo, non soltanto nel “mondo russo”, di cui comunque sanno di essere una parte. Ancora più drammatica è la scelta che spetta ai georgiani in questo fine settimana, dove si decide non solo la spartizione dei seggi parlamentari, ma il futuro del Paese.

  • La presidente della Georgia e l’opposizione al governo

    Mentre Tbilisi si prepara al voto per le elezioni parlamentari del 26 ottobre la presidente Salome Zurabišvili si propone sempre più apertamente come l'antagonista al Sogno Georgiano, la forza filo-russa che guida il Paese da 12 anni. Ai partner europei ha chiesto la ripresa immediata delle trattative per l'integrazione all'Ue in caso di vittoria dell'opposizione. Mentre il premier Iraklij Kobakhidze chiede le sue dimissioni in caso di vittoria del suo partito.

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