Medio Oriente

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  • A Betlemme la luce del Natale torna ad accendersi e guarda a Gaza

    Dopo due anni di buio, la città dov'è nato Gesù torna a illuminarsi per il Natale. Nella messa della notte, il patriarca latino Pierbattista Pizzaballa ha riletto il Vangelo alla luce delle ferite della Terra Santa e in particolare di Gaza. E della responsabilità "grande e concreta" di portare la pace di Dio nel mondo: "Il Natale non ci allontana dalla storia, ma ci coinvolge profondamente", ha commentato il cardinale.

  • 'Il nostro Natale da cattolici in Arabia Saudita'

    Per un milione tra filippini, indiani e cristiani di altre nazionalità il “miracolo di internet” permette oggi di vivere con discrezione nelle proprie case le celebrazioni e i riti della propria tradizione. Nella quarta puntata del reportage di AsiaNews i volti della festa nella “Chiesa delle catacombe” nel regno dove non sarebbero ammesse fedi diverse dall’islam sunnita. Presenza e partecipazione, un passo alla volta, stanno sconfiggendo paura e diffidenza.

  • Natale fra i cristiani del Sud del Libano, dove la guerra non è mai finita

    Nonostante il cessate il fuoco tra Hezbollah e Israele, il conflitto continua al confine meridionale. Nella regione l’interdipendenza economica e umana è tale che quando soffre un villaggio, soffrono tutti. Ghirlande e presepi decorano timidamente i vicoli deserti. Il mercatino natalizio alla Scuola dei Sacri Cuori. "Per noi significa dire al mondo che siamo qui per la vita".

  • Cristiani palestinesi: da Taybeh a Gaza, il Natale ‘messaggio di vita’ contro l’oscurità

    È quanto scrivono nel messaggio per la festa i membri del Jerusalem Voice for Justice (Jvj) tra i quali il patriarca emerito Michel Sabbah, l'arcivescovo greco-ortodosso Atallah Hanna, il vescovo luterano Mounib Younan e il gesuita p. David Neuhaus. La distruzione e l’oppressione non possono spegnere il desiderio di vivere le celebrazioni. “Gioiamo e festeggiamo, ma con consapevolezza e cautela”, perché ogni giorno siamo esposti “al pericolo della guerra”.

  • Vicario d’Arabia: Natale di riti e tradizioni diverse, speranza di una ‘Chiesa viva’

    Nella terza puntata del reportage di AsiaNews dal Golfo, mons. Bernardi parla della ricchezza portata da ciascuno nelle celebrazioni di queste comunità cattoliche formate da persone provenienti da tanti luoghi diversi. Molte le sfide: dalla controversia interna ai siro-malabaresi alla formazione per aiutare a non fermarsi al devozionismo. I giubilei locali e quello universale vissuti con “dinamismo e creatività”.

  • La Russia in Siria un anno dopo

    A una anno dalla caduta del regime di Bashar al-Assad Mosca non ha più nessun ruolo attivo all’interno della Siria. Ma al-Sharaa è andato in Russia a incontrare Putin e le relazioni tra i due Paesi sono improntate al pragmatismo, dipendendo comunque Damasco dal petrolio e dal grano russo. Il nodo delle basi aeree e del porto di Tartus.

  • P. Romanelli: a Gaza un Natale di preghiera e speranza nonostante le bombe

    Il parroco della Sacra Famiglia condivide con AsiaNews una video-testimonianza di questi giorni di Avvento. Una vita “leggermente migliorata” dopo il cessate il fuoco, ma la guerra “sta continuando”. L’emergenza umanitaria resta attuale in un clima “di grande depressione perché non si vede la fine”. Una comunità martoriata che trova forza nella fede e nella preghiera.

  • Baghdad saluta la missione Onu e guarda - con qualche timore - al futuro governo

    Il 31 dicembre si chiude dopo oltre 20 anni la missione di assistenza delle Nazioni Unite (Unami). Nei giorni scorsi il saluto alla presenza del segretario generale dell'Onu. Il Paese si è sviluppato e stabilizzato, ma restano ancora elementi di incertezza. L’attesa del nuovo governo dopo il voto e l’incognita sul premier uscente. Card. Sako: “Il popolo aspetta un nuovo Iraq”.

  • Baku batte persino Washington tra gli ebrei russofoni

    Un sondaggio d'opinione tra gli immigrati dall'ex Unione sovietica ha indicato l'Azerbaigian come lo Stato più vicino a Israele e Aliev al secondo posto dietro Trump tra i leader mondiali più amici. Un legame cementato da tanti fattori tra cui ragioni storiche ma anche intese commerciali di oggi sull'energia e la collaborazione militare.

  • Che cosa è cambiato davvero a Riyadh? Il 'termometro' dei giovani

    Secondo puntata del reportage di AsiaNews nei Paesi del Golfo. Dal boom del turismo agli spettacoli, dallo sport all’intrattenimento, l’Arabia Saudita vive una fase di profonda trasformazione. In un delicato equilibrio fra tradizione e modernità, le nuove generazioni “chiave” per interpretare lo sviluppo impresso dal principe ereditario Mohammed bin Salman e i segni di tempi che cambiano.

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