Medio Oriente

Articolo in evidenza

  • Teheran ‘ammette’ l’arresto di oltre 50 cristiani dalla guerra con Israele

    Di questi solo 11 sono stati rilasciati dietro cauzione. Gli altri restano in prigione e si sommano agli oltre 60 già in cella prima del conflitto per motivi di fede. Secondo il ministero dell’Intelligence sono “mercenari del Mossad” addestrati all’estero da chiese negli Stati Uniti e in Israele. Article18: la loro “colpa” aver partecipato “a un raduno” di fedeli “in un Paese vicino”.

  • Al-Sabaileh: Israele e i sette fronti di guerra in un Medio oriente ‘individualista’

    Per lo studioso giordano l’obiettivo ultimo del governo Netanyahu “va oltre” la sconfitta di Hamas e ridisegnare i confini. La Cisgiordania diventa una “opportunità da sfruttare” in una prospettiva di annessione. La debolezza dell’Autorità palestinese e della comunità internazionale, il nuovo paradigma degli Accordi di Abramo. Fra le nazioni della regione “più tattiche che alleanze”.

  • La decisione di Beirut di disarmare Hezbollah entro la fine del 2025

    Il Libano ha fissato una data per il ritiro delle armi di Hezbollah e per il ripristino del monopolio della forza armata da parte dello Stato. Il primo ministro Nawaf Salam: "Il Libano non poteva restare eternamente ostaggio delle logiche armate". Il Consiglio dei ministri ha inoltre approvato una "roadmap" presentata dall'emissario speciale del presidente Trump, Tom Barrack, con l'obiettivo di "normalizzare" i rapporti con Israele. Decisioni che hanno scatenato tensioni sul territorio e all'interno del governo, ma il rischio di un'escalation sembra essere escluso.

  • Baghdad: nella norma sulla ‘libertà di espressione’ i rischi di una legge-bavaglio

    Il Parlamento discute una proposta normativa che vuole regolare il diritto a manifestare ed esprimere il dissenso. I timori di attivisti e ong secondo i quali il testo - che non è stato resto ancora pubblico - rischia di affossare le libertà personali e civili in una nazione che si avvia al voto. Fra gennaio e giugno almeno 20 persone incriminate per esercizio pacifico “di libertà di espressione”.

  • Dichiarazione di New York: il nuovo piano Onu per lo Stato palestinese con la pace a Gaza

    Promosso da Francia e Arabia Saudita con altri 15 Paesi (ma non Washington), Lega araba e Unone europea. Inviato ai governi di tutto il mondo per raccogliere adesioni in vista dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite di settembre. Cessate il fuoco e missione internazionale nella Striscia non più governata da Hamas, elezioni nell'Autorità palestinese entro un anno e ripresa del negoziato senza annessioni da parte di Israele. Sostegno immediato da Pechino.

  • Siria: i tanti punti di domanda intorno alle elezioni

    Fissate per metà settembre per dare un segnale di normalizzazione, ma un terzo dei parlamentari saranno comunque designati da al-Sharaa, non ci sono partiti e l'attuale Costituzione non prevede forme di autonomia per alcune province. Il nodi del Rojava, la regione a maggioranza curda, e del governato meridionale di Suwayda dove vivono i drusi. Intanto l'Alto Commissariato Onu per i rifugiati denuncia gli abusi contro le donne alawite.

  • Ancora un attacco dei coloni al villaggio di Taybeh, Pizzaballa a Jenin e Nablus

    Nella notte tra il 27 e il 28 luglio alcuni coloni hanno preso di mira ancora una volta la comunità cristiana vicino a Ramallah incendiando auto e imbrattando i muri con messaggi di odio. Ieri il patriarca latino di Gerusalemme Pierbattista Pizzaballa ha visitato anche le parrocchie di Jenin e Rafidia, in altre aree molto calde della Cisgiordania, portando solidarietà e incoraggiando la comunità cristiana a “perseverare nella fede in mezzo alle avversità”.

  • Barrack ai libanesi: 'Proseguire con pazienza sulla via del dialogo'

    L'inviato americano di origini libanesi per la terza volta a Beirut per rilanciare l’accordo sul cessate il fuoco. Continua ad arrancarel disarmo di Hezbollah su tutto il territorio libanese. Per il dplomatico qulla delle armi è una questione «puramente interna» e non può essere ottenuta alcuna garanzia da Israele. Ai libanesi e al patriarca maronita ha assicurato che «gli Stati Uniti non abbandoneranno il Libano». Ora il diplomatico è atteso a Tel Aviv.

  • La Siria dopo i massacri di Suwayda: le voci delle Chiese per la riconciliazione

    In una settimana di scontri tra drusi, beduini e forze governative, uccisi oltre mille civili e combattenti, incluse famiglie cristiane e il pastore evangelico di origine drusa Khalid Mezheri. La Chiesa latina e il patriarcato greco-ortodosso chiedono l’intervento urgente della comunità internazionale e denunciano il ruolo di milizie che ancora sfuggono al controllo di Damasco e delle ingerenze esterne. L’Œuvre d'Orient segnala centinaia di sfollati senza cibo né acqua. Vicario apostolico di Aleppo Hanna Jallouf: “Solo il dialogo può salvare la Siria”.

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