Medio Oriente

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Le Clarisse nella Békaa: la clausura come seme di pace e speranza

In Libano, nella festa di Santa Chiara, è stato inaugurato ufficialmente un monastero di clausura Rayak, in un contesto rurale che attraversa gravi difficoltà. Le religiose, provenienti dall'Italia, ha accolte con gioia dalla comunità locale che parla di un "miracolo". Sr. Gloria ad AsiaNews: “Il perdono è l’unica soluzione a tutti i conflitti”.

  • Croci divelte e un orrendo omicidio: non va tutto bene per i cristiani siriani

    A Damasco auto con scritte minacciose verso la minoranza. Ad Hama colpi di Kalashnikov contro l’arcivescovado greco-ortodosso. In un villaggio una coppia di anziani uccisi durante una “rapina” conclusa con l’uomo decapitato. Fonte di AsiaNews: nel mirino i greco-ortodossi perché considerati “vicini” ai russi. Le trappiste di A’zer: nella nostra zona c'è rispetto, ma aver svuotato le prigioni comuni sta creando problemi. Mons. Mourad: attenzione alle news sui social.

  • Il Natale dei cristiani siriani, sospesi fra timori e speranze sul futuro del Paese

    La testimonianza ad AsiaNews del parroco di Aleppo: in alcuni casi alle donne viene chiesto di indossare il velo o agli autisti di togliere simboli come la croce, ma vi sono anche esempi di solidarietà. E inviti dei musulmani a ricostruire “insieme” la nazione. La richiesta di uno “Stato democratico e civile”, in cui tutti i “cittadini” abbiano gli stessi “diritti e doveri”.

  • Da Saddam ad Assad, il crollo dei regimi e il pericolo di ‘irachizzazione’ in Siria

    Ad AsiaNews il prof. Saad Salloum traccia un parallelo fra il rovesciamento del raìs in Iraq e la fuga del dittatore siriano. In entrambi i casi sono serviti 13 anni per la loro cacciata “prosciugando” le risorse attorno al leader. Baghdad deve “adottare misure tangibili per garantire la ripresa della nuova Siria” partendo dalla lotta alla droga. Limitare il ruolo di Turchia e Iran, istituire un fondo per la ricostruzione.

  • La nuova Siria e l'Asia Centrale

    Solo nella città di Idlib si trovano circa 400 tagichi, oltre a un numero imprecisato di kirghisi, uzbeki e kazachi. Al di là delle coperture “moderate” di chi formerà il nuovo governo, nelle capitali dell'Asia Centrale è diffuso il timore che,Damasco possa diventare il nuovo centro di attrazione di tutte le forme di islamismo radicale.

  • Chiese siriane oltre Assad: ricostruire dalla cittadinanza

    Temendo l’introduzione della sharia e in attesa di una nuova costituzione, i cristiani di Siria aspettano con il fiato sospeso. Il patriarca maronita e i vescovi delle varie Chiese difendono l’idea di cittadinanza e di pari diritti. L’autocritica dell'arcivescovo maronita di Damasco che ammette la “mancanza di coraggio” nel “dire la verità” sulle atrocità commesse dal regime deposto.

  • Caduto Assad quale futuro per gli ayatollah iraniani?

    Con la fine del regime degli Assad ci si interroga sulla possibilità di un cambio di governo anche a Teheran, che appare sempre più indebolita. Come spiega ad AsiaNews il prof. Pejman Abdolmohammadi, docente di relazioni internazionali del Medio Oriente all’Università di Trento, nella nuova visione statunitense della regione, gli Houthi e le milizie sciite in Iraq sono i prossimi elementi del cosiddetto "Asse della resistenza" iraniana che potrebbero essere colpiti

  • La Russia e la Siria, insieme per sempre

    Il patriarcato di Antiochia è l’unica delle quindici Chiese ortodosse autocefale, e l’unico dei cinque patriarcati antichi, a sostenere da sempre e in ogni situazione la Chiesa russa. Del resto, proprio gli antiocheni furono gli ispiratori dell’istituzione del patriarcato di Mosca. E queste antiche storie del tardo Medioevo ritrovano attualità oggi di fronte al timore dei russi di perdere il proprio ruolo di controllo sul Medio Oriente, dopo la vittoria degli islamisti a Damasco.

  • Il maqâm di ‘Simon Pietro’ e i patrimoni a rischio nella guerra fra Israele ed Hezbollah

    Gli attacchi dello Stato ebraico al “partito di Dio” hanno danneggiato un castello medievale e un sito sciita a Chameh, villaggio vicino a Tiro. Il luogo è dedicato a Chmoun el-Safa, che altri non è che il primo pontefice della cristianità, di cui conserva le tracce di una cappella. Per verificare se al suo interno vi sono reliquie risalenti al I secolo bisogna attendere il ritiro dell’esercito israeliano.

  • Il Papa riceve Abu Mazen. P. Faltas: prima di Natale possibile accordo Israele-Hamas

    Questa mattina il pontefice ha ricevuto per mezz’ora, prima volta in tre anni, il presidente Anp. Una nota vaticana sottolinea l’attenzione per la “gravissima situazione umanitaria a Gaza”. Per il vicario della Custodia vi sono le prospettive per un cessate il fuoco e una festa “di pace, ben diversa dallo scorso anno”, anche se resta “grande preoccupazione” per il Libano e la Siria.

  • Donne e sinodalità nella missione della Chiesa nel Golfo

    Il vicariato del Nord Arabia ha promosso una due giorni sul tema, con l’intervento di personalità vaticane e religiose dall’Asia. Suor Milagros Sandoval: una esperienza “stimolante” e carica di “sfide”. Mons. Berardi: le donne “essenziali” per la ”prosperità della missione”. In tempi “di oscurità” questo incontro diventa “luce di speranza”.

  • P. Monge: rifugiati siriani e curdi, la doppia partita turca nel dopo-Assad

    Da Istanbul il direttore del Centro culturale domenicano riferisce ad AsiaNews di un misto di “esaltazione” e “sorpresa” di fronte alla caduta del regime di Damasco. Ankara smentisce le voci di partecipazione diretta al rovesciamento di Bachar ed evidenzia la “necessità di una transizione”. Khamenei parla di un “piano” di Usa e Israele (e Turchia, ma senza nominarla)

  • Mar Musa: una Chiesa ‘che non ha paura e ama l’islam’ per un futuro comune in Siria

    P. Jihad Youssef, superiore della comunità fondata da p. Dall'Oglio, commenta la situazione creata dalla caudta del regime di Assad: è impossibile per i cristiani restare in Medio oriente secondo una logica di confronto e competizione con i musulmani. Serve il “coraggio” di essere “piccolo gregge”, trasformando il concetto di dhimmah in “interazione dinamica”. Intanto il capo dei ribelli vuole chiedere l'estradizione dei responsabili di crimini e torture. Da Israele centinaia di raid, carri armati a 20 km da Damasco.

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