Medio Oriente

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  • Beirut, 'l’altra Gaza': l’esodo dei libanesi sotto le bombe israeliane

    I caccia dello Stato ebraico hanno colpito centri disabitati come obiettivi civili, tutti equiparati a depositi di munizioni o rampe di lancio di Hezbollah. Un medico parla di “massacro”, il timore di un numero consistente di cadaveri sotto le macerie. La grande fuga dal sud, ma qualcuno sceglie di restare rintanandosi nei villaggi. In alcuni quartieri di Beirut a maggioranza cristiana requisite case vuote ed edifici in costruzione.

  • La chiesa di Al-Aqiser e il patrimonio iracheno a rischio per i cambiamenti climatici

    La struttura, risalente al quinto secolo, è soggetta a deterioramento. Climatologi e autorità hanno avviato una collaborazione per valutare “impatto e conseguenze” nel lungo periodo sui siti storici. Ma molti tesori dell’architettura sono a rischio, così come le coltivazioni e l’ecosistema del Paese davanti a un “nemico silenzioso” che minaccia il futuro e che è al centro in queste ore del Summit of the Future all'Assemblea generale dell'Onu.

  • Il vescovo Nahra: guerra col Libano, escalation infinita a spese della gente semplice

    Oltre 100 morti e 400 feriti nel massiccio attacco israeliano nel Sud del Paese. Fonti di AsiaNews riferiscono di un esodo dei civili, accolti nelle scuole e negli edifici pubblici. Il vicario patriarcale per Israele: anche Nazareth lambita dai missili, ora “è probabile” che tutta la Galilea finisca sotto l’attacco di Hezbollah. "Se leader non si fermano effetti saranno terribili" Cristiani anello debole fra guerra, mancanza di pellegrini e violenza nella società araba.

  • Parroco di Rameh: la paura della ‘scintilla’ che apre il ‘fronte nord’ con Hezbollah

    P. Raed racconta il clima di preoccupazione per una escalation militare al confine col Libano. Il pericolo di tensioni sociali legate al conflitto, in una società sempre più radicalizzata. Il desiderio di fuga che non riguarda solo i cristiani. "L'unica soluzione è la fine della guerra a Gaza". A diocesi e sacerdoti in Italia (ed Europa) l’invito a promuovere piccoli “pellegrinaggi di solidarietà”.

  • HALO trust: i cercapersone fatti esplodere sono come le mine anti-uomo

    Nell'azione di ieri in LIbano oggetti all’apparenza innocui si sono rivelati armi potenti. L'ong che in 28 nazioni lavora per rimuovere le mine lasciate in eredità dai conflitti, parla di “urgente necessità” di rispondere all'ascesa delle armi autonome, che è parte di un “fenomeno” più ampio di “miniaturizzazione degli ordigni esplosivi e al loro utilizzo in micro-droni”. Chiesto un nuovo trattato per la messa al bando, come avvenuto per le mine terrestri.

  • Shock e solidarietà: il ‘giorno-dopo’ del Libano dopo l’attacco di Israele a Hezbollah

    L’operazione che ha causato almeno 12 morti e oltre 2800 feriti, diversi dei quali gravi, rappresenta una “prima assoluta”. Lo scoppio dei cercapersone ha colto di sorpresa i miliziani filo-iraniani, il cui potenziale ne uscirebbe “indebolito”. Attesa per la risposta di Nasrallah, mentre è gara a donare il sangue per i feriti come avvenuto dopo l’esplosione al porto. Il timore che possa essere preludio a un conflitto su larga scala.

  • Esecuzioni, arresti e repressione: l’Iran a due anni dalla morte di Mahsa Amini

    Nel secondo anniversario dell’uccisione della giovane curda per mano della polizia della morale le autorità impongono ancora il silenzio e la censura. Sulla famiglia, confinata ai domiciliari, la minaccia del carcere in caso di cerimonie pubbliche. Fragilità e divisioni nelle opposizioni favoriscono gli ayatollah. Il neo presidente promette più libertà in tema di internet e hijab.

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