Medio Oriente

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Hebron: 3mila sfollati per "chiudere il cerchio"

Mentre Israele va alle urne nella città della tomba di Abramo continua la punizione collettiva dopo l'attacco palestinese che ha ucciso due soldati israeliani. Un'operazione che lo stesso comandante dell'esercito Zamir definisce inutile. Ma che sintetizza un filo rosso di follia che va dal pogrom del 1929 fino a Ben Gvir.

  • Saranno proclamati santi i martiri di Damasco

    Otto francescani e i tre fratelli maroniti Massabki uccisi insieme in odio alla fede nel quartiere di Bab-Touma nel 1860. Figure simbolo dell'"ecumenismo del sangue" vissuto anche in tempi recenti dai cristiani del Medio Oriente. Tra le altre figure per cui papa Francesco ha approvato i decreti che aprono la strada alla canonizzazione anche il quindicenne Carlo Acutis e il fondatore dei missionari della Consolata Giuseppe Allamano.

  • Mosca e la morte di Raisi

    Il presidente iraniano e il ministro degli esteri Hossein Amir-Abdollahian rimasti uccisi nello schianto dell'elicottero rappresentavano il settore più aperto alla collaborazione con la Russia, soprattutto nelle consegne di armi per la guerra in Ucraina. Khamenei manterrà il controllo, ma sulla sfondo restano comunque i conflitti con Mosca per il controllo della Siria.

  • Pechino ‘punisce’ Taipei: imponenti operazioni militari attorno all’isola

    Le notizie di oggi: fino al 75% dei palestinesi di Gaza è sfollato forzatamente, l’esercito israeliano avanza a Rafah, attacca a Jenin e autorizza il ritorno in tre colonie in Samaria. Fra il 2016 e il 2023 le autorità cinese hanno cacciato oltre 700mila tibetani. Il Parlamento indonesiano vuole modificare in chiave restrittiva la legge sui media. Un membro del partito di governo del Bangladesh ritrovato morto in India, fermati tre connazionali.

  • La morte di Raisi e le ‘ripercussioni’ sul fragile ‘scenario libanese’

    Il presidente iraniano e il ministro degli Esteri usciti di scena con l'esplosione del loro elicottero erano tra i responsabili della paralisi del Paese dei Cedri. Ma a Beirut è opinione diffusa che non avrà un impatto immediato sulle regole di ingaggio tra Hezbollah e Israele al confine meridionale, né sulle elezioni presidenziali. Più grave lo scenario in caso dovessero emergere conferme della teoria dell’attacco deliberato.

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