Ascoltare, accompagnare, testimoniare: l'Asia dei missionari digitali

A Quezon City in 100 da tutto il continente all'incontro promosso da Radio Veritas e dall'ufficio comunicazioni sociali della FABC. Mons. Garcera: "Portiamo Gesù non gridando sull'Asia, ma avvicinandosi alla sua gente". P. Mi Shen: "Dietro ogni schermo c'è una persona che cerca".

di Mathias Hariyadi

Manila (AsiaNews) – “Sussurrare Gesù” attraverso gli strumenti della comunicazione, ascoltando le persone, rispettando le culture e portando verità e speranza nel mondo digitale. È l’invito che mons. Gilbert Garcera, arcivescovo di Lipa e presidente della Conferenza episcopale cattolica delle Filippine (CBCP), ha lanciato in questi giorni aprendo la prima Assemblea Asiatica dei Missionari Digitali Cattolici, in corso dal 10 al 13 settembre, presso l'Auditorium Papa Giovanni Paolo II di Radio Veritas Asia (RVA) a Quezon City, nella grande area metropolitana di Manila.

Il raduno di quattro giorni, che si tiene dal 10 al 13 settembre, vede riuniti insieme oltre 100 missionari digitali, comunicatori e influencer cattolici provenienti da tutta l'Asia, per riflettere sul tema "Da influencer a testimoni: cammino sinodale per la missione digitale in Asia". L'evento è ospitato da RVA in collaborazione con l'Ufficio per le Comunicazioni Sociali della FABC, la Federazione delle Conferenze episcopali asiatiche.

Mons. Garcera: "Ogni post è una scelta"

"Portiamo Gesù, non gridando sull'Asia, ma avvicinandoci all'Asia, ascoltando la sua gente, camminando con la nostra gente, servendola e facendo sentire e sperimentare dolcemente l'amore di Gesù", ha detto Garcera. L'arcivescovo ha esortato i comunicatori cattolici a considerarsi non semplicemente come creatori di contenuti, ma come testimoni con una responsabilità morale. “Ogni titolo, fotografia, video, post e storia è una scelta”, ha detto, sfidando i missionari digitali a considerare quali voci vengono ascoltate e quali rimangono ai margini.

Ha avvertito che la ricerca di click, like e follower non deve mai sostituire la verità, soprattutto in un'era di disinformazione e di falsità generate dall'intelligenza artificiale. “Verificate prima di pubblicare, ascoltate prima di giudicare, comprendete prima di interpretare, fornite il contesto prima di condannare”, ha detto.

L'arcivescovo Garcera ha invitato i missionari digitali a prestare particolare attenzione alle voci dei poveri, dei migranti, dei popoli indigeni, dei giovani e di altre comunità emarginate. “Prima di parlare delle persone, imparate ad ascoltarle”, ha detto.

Ricordando anche il suo legame personale con Radio Veritas Asia (è stato per sette direttore amministrativo) ha ricordato come i servizi in diverse lingue e le trasmissioni in onde corte dell’emittente un tempo portassero il Vangelo in tutta l'Asia, raggiungendo comunità che i missionari non potevano facilmente raggiungere. Oggi i mezzi di comunicazione sono cambiati ma la missione rimane la stessa: portare verità, speranza e Vangelo ai popoli dell'Asia. Ha anche incoraggiato i missionari digitali a diventare costruttori di ponti nella diversità religiosa e culturale del continente: dire la verità senza odio, denunciare l'ingiustizia senza disumanizzare gli altri e criticare senza distruggere la dignità umana.

P. Mi: “Da quanti mi seguono a chi sto servendo?”

Presentando sul sito di Radio Veritas l’Assemblea p. John Mi Shen - segretario esecutivo dell’Ufficio per le comunicazioni sociali della FABC e direttore dei programmi di Radio Veritas - ha indicato i tre verbi ascoltare, accompagnare e testimoniare. “Dietro ogni schermo c'è una persona che cerca significato, connessione o a volte anche semplicemente qualcuno che la ascolti", ha detto. Ha ricordato come le piattaforme digitali oggi in Asia possono superare le barriere geografiche e sociali, collegando persone che possono avere limitate opportunità di partecipare alle attività parrocchiali, incontrare sacerdoti o partecipare di persona a studi biblici. Anche se “il ministero digitale non è un sostituto del ministero pastorale tradizionale, ma un complemento e un ponte”. 

Anche la diversità culturale e religiosa dell'Asia richiede sensibilità nella missione digitale. “La traduzione è importante, ma l'inculturazione è più profonda della traduzione”, ha osservato p. Mi Shen. Ha sfidato inoltre i comunicatori cattolici a ripensare il concetto di “influenza” nei media digitali. "Un influencer normalmente si chiede: 'Quante persone mi seguono?'. Un testimone si chiede: 'Chi sto servendo e che cosa sto testimoniando?'", ha detto.

Padre Mi Shen ha evidenziato infine il ruolo della FABC e di Radio Veritas nel collegare le Chiese dell'Asia e nel portare le voci locali a un pubblico più ampio. “Le piattaforme vanno e vengono - ha detto -. Ma la missione rimane la stessa: avvicinare le persone a Cristo e costruire la comunione".

Un incontro di culture asiatiche

L'assemblea stessa ha riflettuto la diversità che Garcera ha evidenziato nella sua omelia. Un'esibizione degli studenti internazionali dell’istituto di formazione Fondacio Asia ha riunito tradizioni di diversi Paesi asiatici. Sono state presentate anche tradizioni culturali filippine attraverso la Sanglahi Dance Troupe e la Rondalla, tra cui il Tinikling e il Pandanggo sa Ilaw. Per i partecipanti, l'assemblea non è solo un programma di formazione, ma anche un'opportunità per costruire relazioni e cooperazione tra i missionari digitali cattolici.

P. Ritchie Vincent dell'Arcidiocesi di Madras e Mylapore, in India, ha detto di essere stato ispirato a partecipare dopo aver notato il piccolo numero di asiatici presenti al raduno internazionale dei missionari digitali tenutosi qualche mese fa in Vaticano. "Era un desiderio vivo dentro di me", ha detto, riferendosi al suo desiderio di vedere i missionari digitali asiatici riunirsi e collaborare.

Altri partecipanti hanno espresso la speranza di imparare da Paesi e culture diverse, di scambiare pratiche di comunicazione digitale e di sviluppare nuove forme di evangelizzazione.

Jennifer Odelia Meredith, dell'Indonesia, ha sottolineato l'importanza della preghiera reciproca e della cooperazione tra i missionari digitali asiatici. "Speriamo di poter far crescere la collaborazione tra i nostri giovani asiatici", ha detto.


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