Lingue, colori e santi locali: a Jakarta l'Asia unita nella diversità

La Messa presieduta dal card. Gracias. inviato speciale del papa, ha aperto i lavori della XII Assemblea plenaria. "Cerchiamo modi nuovi e creativi per costruire la pace e la fraternità in tutto il continente". Card. Ferrao: "La diversità tra di noi non è un ostacolo ma un dono".

di Mathias Hariyadi

Jakarta (AsiaNews) – La celebrazione eucaristica presieduta dal card. Oswald Gracias, - l’arcivescovo emerito di Mumbai che è stato scelto da papa Leone XIV come proprio inviato per questo appuntamento - ha aperto oggi ufficialmente le sessioni di lavoro della XII Assemblea plenaria della Federazione delle Conferenze Episcopali dell'Asia (FABC) in corso a Jakarta. Il card. Gracias è stato affiancato all'altare dal card. Stephen Chow Sau-yan di Hong Kong e dal card. Virgilio do Carmo da Silva di Timor Est come principali concelebranti, insieme agli oltre 100 cardinali, vescovi, sacerdoti, religiosi e delegati provenienti da tutta l'Asia che parteciperanno all'assemblea durante questa settimana.

Nella sua omelia, il cardinale Gracias ha affermato che la missione della Chiesa è quella di unire le persone, promuovere la riconciliazione e diventare uno strumento di pace. “La Chiesa è chiamata a costruire ponti”. La liturgia di apertura ha rispecchiato la diversità dell'Asia incorporando tradizioni culturali provenienti da tutta l'Indonesia e preghiere rappresentative della più ampia Chiesa asiatica. Anche la preghiera dei fedeli ha riflesso l’unità nella diversità di popoli e culture dell'Asia, con intenzioni proclamate in diverse lingue, tra cui giavanese, mentawai, cinese mandarino, benawas dayak (Borneo) e sumbanese (Nusa Tenggara Orientale).

Un'altra caratteristica della celebrazione è stata l’invocazione della litania dei santi e delle sante dell’Asia: L'assemblea ha pregato per l'intercessione di figure della Cina, dell'India, del Giappone, della Corea, della Malaysia, delle Filippine, dello Sri Lanka, di Hong Kong, della Thailandia, del Myanmar, del Kazakistan, dell'Indonesia, del Laos e dell'Afghanistan, mettendo in risalto il ricco patrimonio cristiano del continente.

Cinque decenni della FABC

Il card. Gracias ha ricordato ai partecipanti che l'incontro della FABC è molto più di una riunione istituzionale. È piuttosto un'opportunità per le Chiese locali dell'Asia di discernere i segni dei tempi e rinnovare il loro impegno nell'annuncio del Vangelo.

Ripercorrendo oltre cinque decenni di storia della FABC, il porporato indiano ha ricordato la pandemia di COVID-19 come una delle sfide decisive affrontate dalla Chiesa negli ultimi anni. Sebbene la crisi abbia provocato immense sofferenze in tutto il continente, ha anche rivelato la resilienza, la solidarietà e lo spirito di collegialità delle Chiese dell'Asia.

Il cardinale ha inoltre indicato la guerra e la violenza tra le maggiori sfide che oggi l'umanità deve affrontare, richiamando la descrizione di papa Francesco dell'attuale situazione globale come di “una Terza Guerra mondiale combattuta a pezzi”.

Ha definito la sinodalità un dono sia per la Chiesa sia per la società, osservando che lo spirito del camminare insieme è da tempo radicato nelle culture asiatiche attraverso la vita familiare, i valori comunitari e il rispetto reciproco. Ha aggiunto che i valori sinodali dell'ascolto, della partecipazione, dell'apertura e della responsabilità condivisa possono contribuire anche al buon governo e aiutare ad affrontare la corruzione in molte parti dell'Asia. Concludendo la Messa, il card. Gracias ha incoraggiato i delegati a cercare modi nuovi e creativi per costruire la pace e la fraternità in tutto il continente.

Anche il card. Filipe Neri Ferrão, arcivescovo di Goa e Daman e presidente della FABC, nel suo intervento introduttivo ha sottolineato come la diversità culturale non rappresenti un ostacolo, ma “un dono” che rafforza la testimonianza della Chiesa nel continente. L’Assemblea di Jakarta stessa riflette “la bellezza della Chiesa in Asia”, dove popoli, culture, lingue e tradizioni diverse si ritrovano in comunione. “Sono più convinto che mai che il continente asiatico si distingua per la sua colorata diversità e la sua bellezza. In Asia celebriamo l'unità nella diversità”.

Ripercorrendo la storia della FABC, Ferrão ha ricordato che la Federazione nacque dopo la visita di Paolo VI nelle Filippine nel 1970, evento che favorì una più stretta collaborazione tra i vescovi asiatici. Ha inoltre richiamato i viaggi apostolici di san Giovanni Paolo II e di papa Francesco, sottolineando come abbiano confermato la vicinanza della Chiesa universale ai popoli dell'Asia. Ha citato anche un aneddoto legato al viaggio di papa Francesco del 2015 in Sri Lanka e nelle Filippine: un gesuita filippino scherzò dicendo di non poter offrire al pontefice per l’accoglienza 25 elefanti, ma solo 25 studenti gesuiti. Francesco rispose sorridendo che “gli elefanti dello Sri Lanka erano vestiti meglio”, suscitando l'ilarità dei presenti.

Gli auspici dall'Indonesia e dalle Chiese degli altri continenti

Prima della celebrazione il ministro indonesiano degli Affari religiosi, Nasaruddin Umar, aveva portato il suo saluto invitando i leader religiosi asiatici a fare della religione “una potente forza di pace, riconciliazione e armonia sociale”, sottolineando che “i conflitti non possono essere risolti soltanto con strumenti economici o politici”. Nasaruddin Umar ha affermato che la religione “non deve essere soltanto un'identità”, ma un'energia capace di costruire la pace. Richiamando l'esperienza dell'Indonesia, Paese fondato sulla diversità, ha ricordato la Dichiarazione congiunta di Istiqlal firmata con papa Francesco nel 2024 e il Tunnel dell'amicizia tra la moschea Istiqlal e la cattedrale cattolica come simbolo del dialogo interreligioso. Ha aggiunto che l'enfasi della Chiesa cattolica sulla sinodalità condivide un terreno comune con i valori indonesiani del musyawarah (costruzione del consenso) e del gotong royong (cooperazione reciproca), entrambi incoraggiano le comunità a lavorare insieme per il bene comune.

A nome della Conferenza episcopale dell’Indonesia è stato il suo presidente, mons. Antonius Subianto Bunjamin, arcivescovo di Bandung, ad accogliere i confratelli vescovi provenienti da tutto il continente. Il presule ha incoraggiato i partecipanti ad approfondire la propria conversione sinodale attraverso l'ascolto, la collaborazione e una visione condivisa del futuro, ricordando l’invito di papa Francesco a essere “una Chiesa che ascolta prima di parlare e accompagna prima di giudicare” e quello di Leone XIV a “costruire ponti attraverso il dialogo, l'apertura e la carità”.

La sessione inaugurale ha visto anche gli interventi dei delegati presenti in rappresentanza delle federazioni delle Conferenze episcopali degli altri continenti, a testimonianza dell’importanza che le Chiese di tutto il mondo attribuiscono a questo appuntamento di Jakarta. A rivolgere il loro saluto sono stati il card. Jaime Spengler, arcivescovo di Porto Alegre in Brasile in rappresentanza del Celam, il card. Fridolin Ambongo Besungu¸arcivescovo di Kinshasa nella Repubblica democratica del Congo, in rappresentanza del Secam, l’arcivescovo di Vilnius in Lituania mons. Gintaras Linas Grušas per la Ccee, il patriarca armeno Raphaël Bedros XXI Minassian in rappresentanza del Consiglio dei patriarchi delle Chiese orientali e p. Christopher De Souza, segretario generale della Fcbco.

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