Jakarta (AsiaNews) – “Diciamo che sinodalità significa camminare insieme. Ma abbiamo studiato bene il fenomeno del camminare?”. È la domanda che il card. Luis Antonio Tagle, pro-prefetto del dicastero per l’Evangelizzazione, ha rivolto ai vescovi dell’Asia riuniti a Jakarta per la XII Assemblea plenaria della Federazione delle Conferenze episcopali dell’Asia (FABC), in corso fino al 26 luglio sul tema “Conversione sinodale e missione di essere ponti e costruttori di ponti in Asia”. Il cardinale filippino, teologo e già arcivescovo di Manila, ha tenuto la meditazione che ha aperto l’odierna giornata di ritiro.
Invitando tutti a riscoprire il significato più profondo della sinodalità, Tagle ha approfondito l'immagine del “camminare insieme” che la radice greca di questa parola richiama. Ha osservato che il cammino è un processo che richiede equilibrio, coordinazione, forza, fiducia e capacità di sostenersi reciprocamente. Applicando questa immagine alla vita della Chiesa, ha chiesto quali siano la “forza muscolare” spirituale, l'equilibrio e la fiducia necessari per costruire una vera cultura dell'ascolto, della partecipazione e del discernimento comunitario.
Il pro-prefetto del dicastero per l’Evangelizzazione ha inoltre messo in guardia dal valutare il successo del cammino sinodale con criteri di “efficienza o velocità istituzionale”, insistendo invece sulla necessità di un “accompagnamento compassionevole”, capace di rispettare i tempi e le fragilità delle persone.
Per spiegare questo concetto ha invitato a prendere esempio ai primi passi dei bambini. E ha condiviso anche un ricordo personale dei suoi genitori, entrambi novantaseienni: il padre, lucido ma incapace di camminare, e la madre, ancora in grado di muoversi ma con assistenza. “Come si fa a camminare con qualcuno che non può camminare? Rimani - ha risposto -. Gli prendi la mano, gli sussurri all'orecchio ed egli sa di non essere solo". Il porporato ha quindi messo in guardia dalle nuove forme di individualismo, favorite anche dall'uso continuo degli smartphone, invitando la Chiesa a non lasciare indietro nessuno.
Nella seconda parte della sua riflessione - dedicata al tema dell’”essere ponti e costruttori di ponti in Asia” - Tagle ha indicato Cristo come il vero ponte “in cui Dio e l'umanità sono tenuti insieme”. L'Incarnazione, ha aggiunto, non è stata un gesto di condiscendenza, ma un atto d'amore verso l'umanità. Per questo ha esortato i vescovi ad ancorare ogni discernimento pastorale alla persona di Cristo e alla preghiera ispirata all’ascolto della Parola di Dio, prima di intraprendere qualsiasi riforma o iniziativa strutturale.
La giornata di oggi all’Assemblea è stata scandita anche dalle votazioni per le tre commissioni incaricate di tenere le fila dei lavori: l’Ufficio di presidenza, il Comitato per il documento finale e il Comitato per il messaggio finale. Per la prima volta nella storia della FABC i vescovi presenti hanno espresso le loro preferenze votando attraverso una piattaforma online.
Nel Comitato incaricato di stendere il Documento finale, che raccoglierà tutte le indicazioni pastorali, sono stati eletti nel comitato il card. Tarcisio Isao Kikuchi, arcivescovo di Tokyo e segretario generale della FABC, il card. Filipe Neri Ferrão, arcivescovo di Goa e Daman e presidente della FABC; il card. Pablo Virgilio S. David, vescovo di Kalookan e vicepresidente della FABC e il vescovo Anthony James Corcoran, amministratore apostolico del Kirghizistan.
Il Comitato per il Messaggio finale, incaricato di redigere il messaggio conclusivo dell'Assemblea destinato alle Chiese dell'Asia, comprende il cardi. Stephen Chow Sau-yan, vescovo di Hong Kong; il card. Anthony Poola, arcivescovo di Hyderabad, in India; l'arcivescovo Julian Leow Beng Kim di Kuala Lumpur in Malaysia; e l'arcivescovo Gilbert A. Garcera di Lipa, nelle Filippine.
I delegati hanno inoltre eletto come membri della Presidenza dell'Assemblea che guiderà le sessioni quotidiane dei lavori l’arcivescovo Socrates B. Villegas di Lingayen-Dagupan, nelle Filippine, l'arcivescovo Bejoy N. D'Cruz, di Dhaka, in Bangladesh e il vescovo Antonius Subianto Bunjamin, vescovo di Bandung, in Indonesia.
Del Documento finale dell’Assemblea come un “vademecum pratico sulla sinodalità in Asia” è tornato a parlare ieri il presidente della FABC, il card. Filipe Neri Ferrão, spiegando che sarà una guida per aiutare le Chiese asiatiche a vivere concretamente lo stile sinodale e a rafforzare il loro ruolo di promotrici di pace, dialogo e fraternità in società sempre più pluraliste.
“Questa Assemblea plenaria può dare un importante contributo alla futura missione e alla crescita della Chiesa in Asia”, ha affermato il presidente della FABC. Il tema scelto - “Chiamati alla conversione sinodale e alla missione di essere ponti e costruttori di ponti in Asia” - è particolarmente attuale in un continente segnato da cambiamenti culturali, migrazioni, disuguaglianze economiche, crisi ambientali e crescente diversità religiosa.
Ferrão ha spiegato che tutto il lavoro sarà guidato dall'ascolto, dal dialogo e dal discernimento comunitario nello Spirito Santo. Tra gli obiettivi principali figurano l'approfondimento della pratica sinodale nelle Chiese locali, il rinnovamento della missione evangelizzatrice e un maggiore impegno per il dialogo interreligioso, la giustizia, la pace e la difesa della dignità umana. “Attraverso i risultati dell'Assemblea, la FABC auspica che la Chiesa in Asia diventi un segno ancora più forte di speranza e un partner credibile nel dialogo”, ha concluso il cardinale.




















