Pas, la sentenza sul gioco d’azzardo e la lezione di Kedah

La decisione della Corte federale non chiude il dibattito politico, ma sottolinea i limiti costituzionali sul perseguimento di obiettivi morali e religiosi per uno Stato. In gioco l’elemento multi-culturale e le ambizioni di leadership del partito filo-islamico. Il delicato equilibrio fra religione e Costituzione.

di Joseph Masilamany

Kuala Lumpur (AsiaNews) - La Corte Federale della Malaysia ha respinto una nuova azione legale intrapresa dallo Stato di Kedah, che vuole bloccare il rilascio di licenze per strutture dedicate al gioco d’azzardo. Tuttavia, è improbabile che la sentenza metta fine al dibattito politico in materia o circa la più ampia questione della capacità dei governi statali di intervenire per favorire l’attuazione di politiche ispirate alla morale islamica.

Il commissario del Partito Islamico Panmalese (Pas) di Kedah Datuk Ahmad Yahaya ha affermato che la fazione è pronta ad accettare la decisione emessa dai giudici il 12 agosto e di rispettare la corte, pur esprimendo disappunto perché viene messa in discussione la politica dello Stato. Il politico ha inoltre chiarito che il Pas continuerà a opporsi al gioco d’azzardo, invocando il principio islamico di “amar makruf nahi mungkar” [incoraggiare il bene e proibire il male, ndr] come principio guida della propria governance.

La Corte federale ha respinto all’unanimità la richiesta dei vertici di Kedah di autorizzazione a presentare ricorso contro una precedente sentenza, la quale aveva dichiarato incostituzionale la direttiva dello Stato volta a impedire il rilascio o rinnovo delle licenze per le sale da gioco. Un collegio di tre giudici presieduto da Datuk Rhodzariah Bujang, insieme a Datuk Collin Lawrence Sequerah e Datuk Azmi Ariffin, ha ritenuto che le questioni di diritto sollevate non soddisfacessero i requisiti previsti dall’articolo 96(a) del Courts of Judicature Act del 1964. Nell’immediato la battaglia legale potrebbe considerarsi conclusa, ma la questione politica e costituzionale più ampia, invece, non lo è affatto. 

Religione e potere statale

La politica di Kedah risale a una decisione del Consiglio esecutivo statale del dicembre 2021. Lo Stato ha successivamente annunciato che, a partire dal 1° gennaio 2023, non sarebbero più state rilasciate né rinnovate licenze per i locali dediti al gioco d’azzardo. Il Pas ha difeso questa politica principalmente come misura volta a contrastare i problemi sociali legati alle scommesse o al gioco, rilanciando una tematica di grande risonanza politica, soprattutto nello Stato in cui il partito filo-islamico gode di un sostegno consistente. Tuttavia, la controversia illustra anche una difficoltà ricorrente nel sistema federale della Malaysia: la distinzione tra la politica morale islamica perseguita da un governo statale e le attività commerciali regolamentate dalla legge federale.

Del resto il gioco d’azzardo non è semplicemente una questione di licenze statali.

La Malaysia dispone di una legislazione federale che disciplina scommesse e gioco d’azzardo, tra cui la Legge sulle scommesse del 1953, la Legge sulle case da gioco comuni del 1953 e la Legge sulle scommesse a totalizzatore del 1967. Ciò crea un panorama normativo complesso in cui si intrecciano i poteri federali e quelli statali. La controversia di Kedah ha quindi implicazioni che vanno oltre il settore specifico, sollevando temi di più ampia portata: in particolare quello relativo alla possibilità che un governo statale possa avvalersi della propria autorità in materia di concessioni, per ottenere un risultato che di fatto prevale su un quadro normativo federale più ampio, o che lo vanifichi.

Ecco perché, in questa prospettiva, la sentenza della Corte Federale diviene importante. Non si tratta di un’approvazione giudiziaria del gioco d’azzardo come bene sociale. Né impedisce ai governi di affrontarne i danni attraverso una regolamentazione legittima. Piuttosto, rafforza il principio secondo cui anche un governo che persegue una politica per ragioni morali o religiose deve operare nel rispetto della ripartizione costituzionale dei poteri e della legge.

Pas forza nazionale

La questione va inoltre compresa e inquadrata alla luce dell’evoluzione della posizione politica del Pas. Un tempo considerato un partito radicato negli Stati nord-orientali di Kelantan e Terengganu, oggi ha notevolmente ampliato la propria influenza. A seguito delle elezioni generali del 2022 è diventato uno dei partiti più grandi del Parlamento federale e, attraverso la coalizione Perikatan Nasional, è emerso come una delle principali forze di opposizione a livello nazionale. A livello statale, il Pas governa il Kelantan e il Terengganu ed è al potere anche nel Kedah e nel Perlis.

L’amministrazione di questi Stati offre al partito l’opportunità di dimostrare come la sua interpretazione della governance islamica possa funzionare all’interno del quadro costituzionale della Malaysia. E il gioco d’azzardo ne è uno degli esempi più evidenti. Il Pas ha sempre sostenuto che esso contribuisca a creare e alimentare problemi sociali e che i governi abbiano la responsabilità morale di limitare le attività ritenute dannose. Tale posizione è in linea con l’insegnamento islamico, che lo proibisce.

Tuttavia, la Malaysia non è uno Stato islamico in senso costituzionale. Si tratta di una democrazia federale e costituzionale in cui l’islam è la religione della Federazione, mentre le altre religioni possono essere praticate in pace e armonia. Tale assetto impone ai governi di destreggiarsi in un delicato equilibrio tra la politica pubblica islamica, i diritti individuali, i poteri federali e la popolazione malese, caratterizzata da una grande diversità religiosa. Il caso di Kedah dimostra quanto possa diventare difficile raggiungere tale equilibrio.

Oltre il gioco d’azzardo

Esiste inoltre il pericolo di ridurre il dibattito alla semplice scelta se gli abitanti della Malaysia debbano sostenere od opporsi al gioco d’azzardo. La dipendenza è un vero e proprio problema sociale. Le famiglie possono subire conseguenze finanziarie ed emotive quando una persona ne diventa dipendente. I governi hanno la legittima responsabilità di regolamentare i settori che possono causare danni sociali. La questione, quindi, non è se i governi debbano intervenire sul gioco d’azzardo, quanto piuttosto di come debbano farlo. 

Un governo può imporre restrizioni, regolamentare la pubblicità, rafforzare i controlli e fornire cure e sostegno alle persone affette da dipendenza. Ma quando uno Stato cerca di perseguire un obiettivo morale più ampio attraverso le decisioni in materia di concessione delle licenze, sorgono inevitabili questioni relative alla giurisdizione e alla parità di applicazione della legge. E questo è di particolare importanza in un Paese in cui le diverse comunità religiose hanno concezioni diverse di ciò che costituisce un comportamento personale ammissibile.

Pas e la sfida di governo

Per il Pas, questo aspetto è sempre più importante poiché le sue ambizioni politiche si estendono oltre i quattro Stati che attualmente governa. Un partito in grado di conquistare il potere a livello nazionale deve dimostrare non solo di poter mobilitare gli elettori attorno ai valori islamici, ma di poter governare una società complessa e plurale nel rispetto dei limiti costituzionali. La controversia sul gioco d’azzardo nello Stato di Kedah rappresenta quindi una prova modesta ma rivelatrice di un quadro più ampio. Il Pas, infatti, può continuare a condurre una campagna contro il gioco d’azzardo, convincere gli elettori che provoca danni sociali e cercare di ottenere modifiche alla legge federale attraverso il Parlamento. E può regolamentare le questioni che rientrano a pieno titolo nella giurisdizione statale.

Di contro, ciò che non può fare è dare per scontato che un obiettivo politico o religioso determini automaticamente la portata del potere governativo. Tale distinzione è fondamentale per la democrazia costituzionale. La sentenza dei giorni scorsi non dovrebbe quindi essere interpretata semplicemente come una vittoria per l’industria del gioco d’azzardo o una sconfitta per il Pas, ma va vista che un promemoria del fatto che in Malaysia, anche gli obiettivi morali legittimi devono essere perseguiti attraverso mezzi costituzionali legittimi. Per il partito filo-islamico, che si presenta sempre più come una credibile alternativa di governo a livello nazionale, questa potrebbe essere, in ultima analisi, la lezione più importante da trarre dal caso di Kedah.

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