Myanmar

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  • Continua la repressione, nuove forme di protesta a Yangon

    Nonostante i moniti internazionali, non si fermano i raid notturni in monasteri e abitazioni private; e c’è chi tenta di scappare nella giungla. Nell’ex capitale i cittadini decidono di spegnere la tv e le luci di casa quando viene trasmesso il notiziario serale, con cui il regime spera di diffondere la sua “verità”. Ufficiale disertore parla di migliaia di vittime in tutto il Paese.

  • Inviato Onu incontra Than Shwe, scetticismo tra attivisti e birmani

    Dopo tre giorni in Myanmar, Gambari ottiene di parlare con il generalissimo e chiede la fine della repressione contro le proteste pacifiche. Nuovo incontro con con Aung San Suu Kyi. Per il governo birmano la crisi, “ormai rientrata”, è stata fomentata da Paesi “opportunisti politici”. Ancora confusione sul bilancio delle vittime, mentre l’esercito compie raid notturni in monasteri e abitazioni e attivisti denunciano oltre 1000 dispersi.

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