Sud-Est Asiatico

Articolo in evidenza

  • Ong e leader islamici in campo per sensibilizzare sui temi dell’Hiv e omosessualità

    L’obiettivo è di correggere rappresentazioni errate o distorte in materia di sessualità o di sieropositività. La vicenda di un incontro promosso da medici e professionisti in materia e scambiato per “festa gay”, con la polizia che ha compiuto venti arresti. Gruppi pro diritti avvertono: il rischio è di alimentare lo stigma, scoraggiare le cure e mettere in pericolo comunità vulnerabili.

  • La giunta militare birmana cambia nome, ma la repressione continua

    Il generale Min Aung Hlaing ha lanciato la “Commissione nazionale per la sicurezza e la pace” e allo stesso tempo ha imposto la legge marziale in decine di municipalità, che si aggiunge alle minacce di pena di morte per chi boicotterà le prossime elezioni. I cittadini hanno ricevuto messaggi in chi si chiede la resa armata e la partecipazione alle votazioni.

  • Jakarta, Prabowo grazia due ex rivali e apre la strada a un’alleanza con il PDIP

    L’amnistia concessa al segretario generale del Partito democratico indonesiano di lotta (PDIP), Hasto Kristiyanto, e l’abolitio criminis per l’ex ministro Thomas Lembong sono viste come un segnale di riavvicinamento tra il presidente e l'opposizione. Attivisti e giuristi denunciano un “precedente pericoloso” e accuse di opportunismo politico, mentre la leader del partito, Megawati Soekarnoputri, annuncia il sostegno parlamentare all'amministrazione.

  • Onward Home: i Vincenziani per le famiglie senzatetto a Manila

    Accolte i primi quattro nuclei in un'abitazione temporanea e sicura a Bagong Silangan, nell'estrema periferia della capitale filippina. Secondo alcune stime sarebbero oltre 100mila le persone che dormono in strada nella capitale filippina, esposte ai disastri naturali ma anche a ogni genere di abuso. P. Porcincula: "La casa è una tappa fondamentale per ritrovare dignità".

  • La tregua, le 'denunce' dei militari di Bangkok e la resa dei conti con il Pheu Thai

    Il cessate il fuoco con la Cambogia mediato dall’Asean sembra resistere nonostante i comandi thailandesi parlino di nuove violazioni. Oltre 300mila persone sono state costrette a lasciare le loro case. Sullo sfondo restano i dazi imposti dagli Usa ai due Paesi e la crisi politica di Bangkok. Attesa per il 4 agosto la sentenza della Corte costituzionale sulla premier sospesa Paetongtarn Shinawatra che potrebbe ridisegnare gli equilibri tra governo civile e establishment militare.

  • Washington guarda alle terre rare del Kachin: speranze o nuovo sfruttamento?

    L’amministrazione Trump starebbe valutando una collaborazione con l’Esercito per l’indipendenza Kachin (KIA) per accedere ai giacimenti di terre rare nel nord del Myanmar e ridurre il monopolio cinese. Tuttavia i residenti locali temono le possibili ricadute ambientali e il rischio di alimentare ulteriormente il conflitto civile. Attivisti kachin chiedono a Washington standard rigorosi e soluzioni sostenibili per non ripetere gli stessi errori.

  • Padang, attacco a cristiani in preghiera: due bambini feriti

    Preoccupazione tra i cristiani indonesiani per una casa che ospitava il culto domenicale presa di mira da vicini musulmani intolleranti. Per il sindaco si tratterebbe solo di un "malinteso" tra residenti. Lettera aperta del reverendo Fu Kwet Khiong al presidente Prabowo: "È la coscienza della nazione stessa a essere ferita. La tolleranza religiosa sia politica reale, non solo retorica".

  • Cessate il fuoco dalla mezzanotte tra Thailandia e Cambogia

    L'annuncio dalla Malaysia dove il premier Anwar ha letto una dichiarazione alla presenza del premier cambogiano Hun Manet e di quello ad interim thailandese Phumtham Wechayachai. Il 4 agosto un nuovo vertice del Comitato di frontiera per consolidare l'intesa. Il monito dell'arcivescovo di Bangkok, mons. Vira Arpondratana: "Non si strumentalizzino complesse questioni storiche per fini nazionalisti che distolgono l'attenzione da problemi interni".

  • Vientiane riduce i ministeri per contenere i debiti con Pechino

    Il Laos ha previsto la fusione di quattro ministeri e il taglio della spesa pubblica in quella che gli analisti definiscono la più grande ristrutturazione governativa degli ultimi decenni. Il debito estero ha raggiunto il 94% del PIL e solo metà è dovuto alla Cina, che ha finanziato una progetti della Belt and Road Initiative. Come per la riduzione delle province del vicino Vietnam, l'operazione punta a ridurre i costi e rafforzare il controllo del Partito rivoluzionario del popolo lao, ma solleva interrogativi gli effetti reali.

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