Vietnam, il libro su Ho Chi Minh prima elogiato poi messo sotto accusa

Pubblicato ad aprile e celebrato dalla stampa ufficiale, il volume dell’imprenditore Nguyễn Thành Nam è stato bandito dopo aver ricevuto le accuse di aver distorto la storia della rivoluzione e la figura del fondatore del Partito comunista vietnamita. E poi è stata approvata una nuova legge sull'editoria che prevede tre livelli di controllo.

Hanoi (AsiaNews) - In Vietnam anche i libri di storia dedicati ai leader della rivoluzione saranno sottoposti a controlli più stringenti. Il 24 agosto l’Assemblea nazionale ha approvato una modifica alla legge sull’editoria che introduce tre livelli di controllo per le pubblicazioni considerate sensibili, che trattano, cioè, della storia della rivoluzione comunista e dei leader del Partito e dello Stato. La nuova normativa entrerà in vigore nel 2027. 

La stretta arriva a pochi mesi di distanza dalla pubblicazione di un libro intitolato “Chuyện với Thanh – Lời kể mới về ánh sáng”, (che potrebbe essere tradotto come "In conversazione con Thanh: un nuovo racconto sulla luce"), un testo nato per spiegare alle nuove generazioni la storia del Vietnam e la vita di Ho Chi Minh e scritto dall’imprenditore e matematico Nguyễn Thành Nam, ex amministratore delegato del colosso tecnologico FPT e docente di pensiero di Ho Chi Minh alla VinUniversity di Hanoi. Pubblicato ad aprile, il volume era stato in un primo momento accolto con lodi ed elogi dalla stampa ufficiale del Partito comunista del Vietnam, spiega la newsletter Asia Sentinel su Substack. 

Nel giro di poche settimane, però, la situazione è cambiata. Secondo alcune critiche apparse sui social network, il libro avrebbe distorto la storia e mancato di rispetto al “Padre della nazione”. Da allora la situazione è precipitata: gli articoli che ne avevano celebrato la pubblicazione sono stati rimossi. A luglio l’auotre e alcuni dirigenti della casa editrice che ha pubblicato il volume sono stati incriminati in base all’articolo 117 del Codice penale, che punisce la produzione, conservazione e diffusione di materiali ritenuti contro lo Stato. La casa editrice è stata inoltre multata con 100 milioni di dong, circa 3.900 dollari, e sospesa per due mesi. Decine di organi di stampa sono stati sanzionati per avere pubblicizzato o recensito il volume.

Nguyễn Thành Nam non era un dissidente né un oppositore del regime, ma una figura con solidi legami con le istituzioni vietnamite. In passato aveva persino ricevuto dei riconoscimenti per il suo impegno nello studio e nella diffusione del pensiero di Ho Chi Minh e aveva investito, semore secondo Asia Sentinel, circa un miliardo di dong, poco meno di 40mila dollari, nella pubblicazione del volume, che continua a circolare online superando le censure o nei mercatini dell’usato.

Il libro proponeva la storia di Ho Chi Minh attraverso il dialogo tra un professore, che riflette in parte la storia personale dello stesso Nam, e una studentessa della generazione Z poco interessata alla storia. L’autore cercava così di rendere la figura del fondatore del Partito comunista vietnamita più accessibile ai giovani, presentandolo non soltanto come l’icona celebrata dalla propaganda ufficiale, ma come una figura storica con le sue complessità e sfaccettature.

E qui potrebbe essere sorto il problema. Nam non si sarebbe limitato a riproporre la biografia ufficiale, ma avrebbe utilizzato fonti e interpretazioni diverse, compresa una biografia pubblicata nel 2000 dallo storico statunitense William Duiker e tradotta in vietnamita dallo stesso Nam. Il libro affrontava inoltre aspetti spesso assenti nelle narrazioni ufficiali, come le riforme agrarie, le persecuzioni contro intellettuali e scrittori negli anni ‘50, fino ai campi di rieducazione per gli ex funzionari sudvietnamiti.

Il testo faceva inoltre riferimento ai differenti nomi utilizzati da Ho Chi Minh nel corso della sua vita, anziché al solo appellativo di “zio Ho”. Anche i leader del Vietnam del Sud non sarebbero stati descritti solo come strumenti di potenze straniere, ma come uomini politici con una loro visione del Paese e della sua storia. Il volume citava inoltre il ruolo degli aiuti statunitensi ai Viet Minh nella guerra contro il Giappone e lo sviluppo economico del Sud prima della riunificazione, tutti elementi mai riconosciuti a livello storico da Hanoi.

Secondo l’accusa formale, tuttavia, il libro avrebbe “distorto la storia della rivoluzione, le linee politiche e le politiche del Partito e dello Stato” e insultato Ho Chi Minh, il generale Võ Nguyên Giáp e altri leader. Nam ha poi ammesso che alcune parti del volume contenevano informazioni false, esprimendo rammarico e scusandosi con i lettori.

Human Rights Watch ha chiesto al Vietnam di ritirare le accuse e liberare le cinque persone arrestate. Il governo vietnamita ha respinto le critiche dell'organizzazione. Il 23 luglio la portavoce del ministero degli Esteri Phạm Thu Hằng ha liquidato le accuse di Human Rights Watch come “non degne di commento”. Anche gli eroi del Partito devono essere lodati secondo le sole modalità previste dalla propaganda ufficiale.

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