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  • Pechino condanna a morte 16 gestori dei centri per le truffe online in Myanmar

    Il tribunale di Wenzhou ha giudicato colpevoli 39 imputati della famiglia Ming, originaria dello Stato Shan nel nord del Myanmar. Le accuse comprendono frode e traffico di droga con proventi stimati in oltre 10 miliardi di yuan. Tra i condannati a morte figurano il figlio e la nipote del patriarca Ming Xuechang, morto in circostanze controverse durante l’arresto. L’operazione si inserisce nella più ampia repressione di Pechino contro i gruppi criminali che operano in Myanmar.

  • Onu: gli 'scam center' superano i confini del sud-est asiatico e diventano una minaccia globale

    Secondo un nuovo rapporto dell’Ufficio delle Nazioni unite per il controllo della droga e la prevenzione del crimine, le organizzazioni criminali legate ai centri per le truffe online del sud-est asiatico stanno espandendo le loro attività in Africa, America Latina e altre regioni vulnerabili grazie agli sviluppi tecnologici. Il business -descritto come un "cancro" dagli esperti - genera poco meno di 40 miliardi di dollari l'anno. Al centro di questo ecosistema illegale ci sono piattaforme online accessibili solo privatamente e i siti per il gioco d'azzardo.

  • L'Asean di Anwar: ambizioni personali e nodi irrisolti

    L’analista Bridget Welsh, esperta di Sud-est asiatico, analizza i primi passi di Kuala Lumpur alla guida del blocco: la leadership avrà successo se metterà “gli interessi di chi vive nella regione al di sopra di quelli dei suoi leader”. "Invocare 'elezioni inclusive' in Myanmar contraddice la situazione reale sul campo".

  • Arrestato anche Mech Dara, voce libera a Phnom Penh

    Fermato il più noto tra i giornalisti indipendenti cambogiani ancora in attività nonostante la repressione. Il probabile pretesto i post pubblicati sui social network sui danni ambientali provocati da alcune cave di pietra, bollati dalle autorità come notizie che creano “disordine sociale”. Ma Dara è molto attivo anche nelle denunce sugli schiavi dei network transfrontalieri delle truffe on line. Con lui sono diventati ormai un centinaio i prigionieri politici in Cambogia.

  • L'industria delle truffe informatiche è un danno anche per Phnom Phen

    La denuncia di un nuovo rapporto: proventi illegali stimati in 12,5 miliardi di dollari in un Paese dove il Pil nello stesso periodo ha sfiorato i 30 miliardi. Il dilagare di questi traffici allontana gli investitori stranieri, indebolendo la crescita economica. Mentre gli interventi repressivi delle autorità devono fare i conti con il coinvolgimento di molti cittadini cinesi "coperti" dagli interessi di Pechino in Cambogia.

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