Papa a riposo recita l'Angelus privatamente al Gemelli

Il decorso post-operatorio procede bene. Dalla sua stanza Francesco si è unito spiritualmente “con affetto e gratitudine” ai fedeli di tutto il mondo. Nel messaggio ai premi Nobel riuniti per il meeting in Vaticano l'invito a "non stancarsi di gridare no alla guerra". "I politici cristiani si riconoscano da come rendono concreto a ogni livello l'ideale della fraternità".

Città del Vaticano (AsiaNews) - A riposo dopo l’intervento chirurgico all’intestino cui è stato sottoposto il 7 giugno, papa Francesco non ha potuto affacciarsi oggi alla finestra per il consueto appuntamento dell’Angelus. Ma nella sua stanza al decimo piano del Policlinico Gemelli a Roma ha recitato privatamente la preghiera mariana, unendosi spiritualmente “con affetto e gratitudine” ai fedeli di tutto il mondo che in questa domenica hanno fatto altrettanto.

La notizia che Francesco avrebbe saltato oggi l’appuntamento con i fedeli per l’Angelus era stata già annunciata ieri dal portavoce vaticano Matteo Bruni, insieme agli aggiornamenti sulle condizioni del papa. "Lo staff medico informa che il decorso post operatorio continua ad essere regolare - ha scritto in una nota -.Tutte le flebo sono già state sospese nei giorni scorsi e il Santo Padre si alimenta con una dieta semiliquida”. Francesco non ha febbre e gli esiti degli esami del sangue e delle radiografie a cui è stato sottoposto sono buoni. “Sta seguendo un’attenta convalescenza - ha spiegato Bruni - che mira al minor sforzo della parete addominale, per permettere alla rete protesica impiantata e alla riparazione della fascia muscolare di cicatrizzare in modo ottimale”.

Pur osservando scrupolosamente il riposo prescritto dai medici Francesco continua comunque a far giungere il suo messaggio al mondo. Lo ha fatto ieri pomeriggio al meeting di 30 premi Nobel (tra i quali la yazida Nadia Murad e la filippina Maria Ressa) riuniti sul sagrato della basilica di San Pietro insieme a un gruppo di giovani di tutto il mondo per l’iniziativa “Not Alone” sul tema della fraternità. Nel discorso che Francesco aveva già preparato per l’occasione e che è stato letto dal card. Mauro Gambetti, arciprete della basilica vaticana, ha rinnovato l’invito a non stancarsi “di gridare ‘no alla guerra’, in nome di Dio o nel nome di ogni uomo e di ogni donna che aspira alla pace”. “Nel nostro mondo – ha aggiunto ancora - non bastano ritocchi e aggiustamenti: solo una grande alleanza spirituale e sociale che nasca dai cuori e ruoti attorno alla fraternità può riportare al centro delle relazioni la sacralità e l’inviolabilità della dignità umana”.

E questo stesso orizzonte viene indicato con forza in maniera particolare anche ai politici cristiani in un messaggio ai membri del Gruppo del Partito Popolare nel Parlamento Europeo riuniti in questi giorni a Roma. “Ritengo – scrive il papa in questo testo diffuso oggi - che i politici cristiani oggi si dovrebbero riconoscere dalla capacità di tradurre il grande sogno di fraternità in azioni concrete di buona politica a tutti i livelli: locale, nazionale, internazionale. Ad esempio: sfide come quella delle migrazioni, o quella della cura del pianeta, mi pare che si possano affrontare solo a partire da questo grande principio ispiratore: la fraternità umana”.

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