Papa all'Angelus: in famiglia 'più importante ascoltare che capire'

Oggi, Festa della Santa Famiglia, Francesco ha indicato il nucleo di Nazareth come "modello". Dopo il ritovamento di Gesù al Tempio Maria "non accusa, non giudica, ma cerca di capire". Vicinanza alle famiglie delle almeno 177 vittime dell'incidente aereo di Muan in Corea del Sud. Aperta stamane a Roma la terza Porta Santa del Giubileo presso la basilica di San Giovanni in Laterano.

Città del Vaticano (AsiaNews) - “Nella famiglia è più importante ascoltare che capire”. Una piazza San Pietro gremita com’è solo nelle occasioni speciali ha accolto le parole di papa Francesco che si è affacciato alle 12:00 dalla finestra del Palazzo Apostolico Vaticano per l’Angelus. Oggi, Festa della Santa Famiglia, il pontefice, a partire dal Vangelo odierno (Lc 2,41-52), ha parlato della famiglia di Maria, Giuseppe e Gesù come di un “modello”. “È una famiglia che dialoga, che si ascolta, che parla. Il dialogo è un elemento importante per una famiglia! Una famiglia che non comunica non può essere una famiglia felice”, ha affermato.

Motivo della partecipazione eccezionale è anche l’apertura della terza Porta Santa dell’Anno Santo 2025. Questa mattina verso le ore 10:00 presso la basilica romana di San Giovanni in Laterano si è tenuta la cerimonia alla presenza del Vicario per la diocesi di Roma, card. Baldassarre Reina. L’evento, particolarmente sentito tra i romani, segue l'apertura della Porta Santa nella Basilica di San Pietro e quella nella Casa Circondariale di Rebibbia. E avvia la celebrazione del Giubileo in tutte le diocesi del mondo.

Dopo la recita della preghiera mariana non è mancato uno sguardo rivolto alla realtà internazionale. “Il pensiero va alle tante famiglie in Corea del Sud che oggi sono in lutto a seguito del drammatico incidente aereo. Mi unisco in preghiera per i superstiti, per i morti”, ha detto. Alle 9:03 ora locale all'aeroporto sudcoreano di Muan, un boeing della compagnia Jeju Air, proveniente da Bangkok, si è schiantato provocando la morte di almeno 177 passeggeri. Nel volo JJA-2216 viaggiavano persone coreane e due thailandesi. Due membri dell’equipaggio sono fuori pericolo, mentre almeno due persone risulterebbero disperse.

La causa dell’incidente sarebbe un “bird strike” che ha impedito l’apertura del carrello con le ruote, indispensabile per l’atterraggio. Il presidente sudcoreano ad interim Choi Sang-mok,  che andrà a Muan questo pomeriggio, ha presieduto una riunione di emergenza del governo. “Tutte le autorità competenti devono mobilitare tutte le risorse disponibili per salvare le persone”, ha detto in una nota. Come informa l’agenzia Yonhap a bordo c’erano 82 uomini e 93 donne, di età variabile dai 3 ai 78 anni. Un obitorio temporaneo è stato allestito all'interno dell'aeroporto di Muan.

Nel commento che ha preceduto la recita dell’Angelus Bergoglio muovendo i passi dal Vangelo - che narra del ritrovamento di Gesù dodicenne al Tempio da parte di Maria e Giuseppe che lo videro discutere con i dottori - ha parlato dello “stato d’animo di Maria”. Essa domanda: "Figlio, perché ci hai fatto questo? Tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo" (v. 48). E Gesù le risponde: "Perché mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?" (v. 49). “È un’esperienza - io dirò quasi abituale - di una famiglia che alterna momenti tranquilli ad altri drammatici”. È “la storia di una crisi familiare, una crisi dei nostri giorni, di un adolescente difficile e di due genitori che non riescono a capirlo”.

Approfondendo l’atteggiamento di Maria, madre di Gesù, il papa ha evidenziato che “è bello quando una madre non inizia con il rimprovero, ma con una domanda”. Infatti, essa “non accusa, non giudica, ma cerca di capire come accogliere questo Figlio così diverso attraverso l’ascolto”. Ma nonostante questa lungimirante apertura il Vangelo dice che Maria e Giuseppe “non compresero ciò che aveva detto loro” (v. 50), “a dimostrazione che nella famiglia è più importante ascoltare che capire”. “Ascoltare è dare importanza all’altro, riconoscere il suo diritto di esistere e pensare autonomamente. I figli hanno bisogno di questo”, ha aggiunto.

Papa Francesco ha poi parlato del momento dei pasti vissuto in famiglia, indicandolo come “un momento privilegiato di dialogo e di ascolto”. “È bello stare insieme a tavola e parlare. Questo può risolvere tanti problemi, e soprattutto unisce le generazioni: figli che parlano con i genitori, nipoti che parlano con i nonni”, ha affermato. “Mai restare chiusi in sé stessi o, peggio ancora, con la testa sul cellulare, questo non va, mai, mai questo. Parlare, ascoltarsi, questo è il dialogo che fa bene e che fa crescere!”.

Infine, il pontefice ha ricordato le tante famiglie “che soffrono a causa della guerra, nella martoriata Ucraina, Palestina, in Israele, nel Myanmar, Nord Kivu”. Per loro ha invocato la preghiera: “Preghiamo per tutte queste famiglie in guerra”. Dopo la recita dell’Angelus aveva rivolto “un saluto speciale”, anche alle famiglie presenti in San Pietro “e quelle collegate da casa attraverso i mezzi di comunicazione. La famiglia è la cellula della società. La famiglia è un tesoro prezioso, da sostenere e tutelare”.

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