Papa: il pane di Gesù sazia la fame di speranza e verità

Francesco all'Angelus: "Continuiamo a pregare perché strade di pace si aprano in Medio Oriente, in Ucraina e in Myanmar". "La vita spesa per i fratelli dai martiri di Uvira ispiri percorsi di riconciliazione".

Città del Vaticano (AsiaNews) - Il pane vivo di Gesù non è "qualcosa di magico, che risolve di colpo tutti i problemi, ma è lo stesso Corpo di Cristo, che dà speranza ai poveri e vince l’arroganza di chi si abbuffa a loro danno". Lo ha detto oggi papa Francesco rivolgendosi ai fedeli riuniti in piazza San Pietro per la preghiera dell'Angelus.


Commentando il brano di Vangelo della liturgia di oggi in cui Gesù si manifesta come "il pane vivo, disceso dal cielo" (Gv 6,51), Francesco ha osservato come Gesù ci sorprenda sempre, suscitando meraviglia. "Il pane dal cielo - ha osservato - è un dono che eccede ogni aspettativa. Chi non coglie lo stile di Gesù resta sospettoso: sembra impossibile, addirittura disumano mangiare la carne di un altro. Carne e sangue, invece, sono l’umanità del Salvatore, la sua stessa vita offerta come nutrimento per la nostra".


La meraviglia ci apre alla gratitudine perché "questo alimento ci è più che necessario, perché sazia la fame di speranza, fame di verità, fame di salvezza che tutti noi sentiamo non nello stomaco, ma nel cuore. L’Eucaristia ci è necessaria, a tutti".


Consapevoli di questo il papa ha invitato a domandarsi: "Ho fame e sete di salvezza, non solo per me, ma per tutti i miei fratelli e sorelle? Quando ricevo l’Eucaristia, che è il miracolo della misericordia, so stupirmi davanti al Corpo del Signore, morto e risorto per noi?".


Dopo la preghiera dell'Angelus papa Francesco ha poi ricordato i tre missionari saveriani italiani Luigi Carrara, Giovanni Didoné e Vittorio Faccin, e il sacerdote congolese Albert Joubert, uccisi in odio alla fede nella Repubblica democratica del Congo e in quel Paese oggi proclamati beati. "Il loro martirio - ha detto il pontefice - è stato il coronamento di una vita spesa per il Signore e per i fratelli. Il loro esempio e la loro intercessione possano favorire percorsi di riconciliazione e di pace per il bene del popolo congolese".


Francesco ha poi invitato a continuare a pregare "perché strade di pace si possano aprire in Medio Oriente – Palestina, Israele –, come pure nella martoriata Ucraina, in Myanmar e in ogni zona di guerra, con l’impegno del dialogo e del negoziato e astenendosi da azioni e reazioni violente".

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