La diga più alta del mondo che avanza in Tagikistan

Nuovi finanziamenti dalla Banca Mondiale per la centrale di Rogun in costruzione sulla stretta gola del fiume Vakhš. Con la sua altezza prevista di 335 metri raddoppierà la capacità di generazione del Tagikistan. L'inondazione delle aree a monte costringerà all'evacuazione oltre 50mila persone.

di Vladimir Rozanskij

Dušanbe (AsiaNews) - La centrale idroelettrica di Rogun in Tagikistan, progettata ancora durante l'era sovietica, ha dovuto affrontare decenni di incertezza. Recentemente, ingenti finanziamenti sembrano aver portato il progetto a un nuovo livello; la sua realizzazione potrebbe cambiare il panorama energetico dell'Asia centrale, ma anche costringere decine di migliaia di tagichi ad abbandonare le proprie case. Questo mese, gli istituti di credito internazionali hanno intensificato il loro sostegno al progetto della centrale.

All'inizio di ottobre, Dušanbe ha ratificato un accordo per ricevere un finanziamento di 300 milioni di dollari dalla Banca Mondiale, e successivamente sono emerse informazioni sulla possibile assegnazione di ulteriori 500 milioni di dollari dalla Banca Asiatica di Sviluppo.

Filippo Menga, professore associato presso il Dipartimento di geografia dell'università di Bergamo, ha osservato in un'intervista a Radio Svoboda che le recenti notizie sui finanziamenti non garantiscono il completamento del progetto, ma poiché le principali istituzioni finanziarie internazionali hanno legato la propria reputazione alla centrale idroelettrica di Rogun, “fermare il progetto, sia finanziariamente che politicamente, è ormai estremamente difficile”.

La diga di Rogun dovrebbe raggiungere un'altezza di 335 metri, superando persino l'altezza della Torre Eiffel. Attraverserà la stretta gola del fiume Vakhš, 100 chilometri a est di Dušanbe. La centrale idroelettrica raddoppierà la capacità di generazione del Tagikistan, ponendo potenzialmente fine alle croniche carenze di energia elettrica invernali e creando un surplus per l'esportazione. La costruzione del bacino idrico inonderà le aree a monte, costringendo oltre 50mila persone ad abbandonare le proprie case.

Mukim Khasanov, abitante in un villaggio vicino a Rogun, è una delle decine di migliaia di persone in attesa di reinsediamento. Parlando con il servizio tagiko di Radio Svoboda, il contadino 75enne ha affermato che alla sua famiglia era stato assegnato un appezzamento di terreno altrove, ma l'inflazione aveva svalutato il risarcimento promesso per la loro casa molti anni prima: “Quando le nostre case e proprietà sono state valutate, i prezzi erano completamente diversi, anche per i materiali da costruzione, mentre ora tutto è carissimo”. Ad esempio, un pannello di legno costava 50 somoni (circa 5,40 dollari), mentre ora ne costa 150 (circa 16,30 dollari). A Rogunion, un villaggio alla periferia di Dušanbe il cui nome si riferisce alla terra d'origine di molti sfollati che in precedenza vivevano nella zona allagata dal bacino idrico, alcuni si lamentano del fatto che i terreni agricoli promessi non siano mai stati assegnati.

Gli oppositori del progetto della diga sostengono che circa 32mila persone potrebbero evitare lo sfollamento se la diga fosse costruita solo 35 metri più bassa. Evgenij Simonov, coordinatore della coalizione ambientalista “Fiumi senza frontiere”, ha dichiarato che il governo vuole che la diga sia la più alta del mondo, come “un importante elemento di prestigio nazionale, simile a una piramide sacra”. Le autorità affermano che un'altezza da record garantirebbe “indicatori economici e ambientali superiori” rispetto a opzioni di dighe a quota inferiore, una valutazione supportata dai rapporti della Banca Mondiale.

Due turbine della centrale idroelettrica attualmente sono già entrate in funzione; la terza delle sei unità di potenza dovrebbe essere avviata nel 2027. Si stima che il governo del Tagikistan necessiti di circa 5,8 miliardi di dollari per completare la diga di Rogun; i finanziamenti dovrebbero provenire principalmente dal bilancio statale, e il completamento della costruzione è previsto per il 2035.

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