Gli imprenditori putiniani che chiedono più tasse

I membri di Delovaja Rossija, una delle organizzazioni imprenditoriali più influenti del Paese, hanno presentato 52 proposte di trasformazione economica, tra cui l'abolizione del sistema fiscale semplificato con un'aliquota del 6%. Una misura a favore della guerra che danneggerebbe soprattutto le piccole aziende.

di Vladimir Rozanskij

Mosca (AsiaNews) - Le imprese in Russia si lamentano dell'eccessivo carico fiscale, mentre la Duma di Stato propone di ripartire il “peso della guerra” tra i cittadini. Delovaja Rossija (“Russia delle Imprese”), una delle organizzazioni imprenditoriali più influenti del Paese, sta manifestando la propria rassegnazione sulla questione fiscale: “un aumento definitivo delle tasse oggi è meglio di aliquote infinitamente alte per sempre”, ha affermato il capo dell'organizzazione, Aleksej Repik, durante un incontro con Vladimir Putin.

I membri dell’organizzazione hanno presentato 52 proposte di trasformazione economica, tra cui l'abolizione del sistema fiscale semplificato con un'aliquota del 6%. Ciò colpirebbe principalmente gli imprenditori che si guadagnano da vivere con il proprio lavoro. Repik ha negato la sua richiesta di aumenti delle tasse, definendo il documento “vecchia roba in scatola”, ma The Insider ha appurato che il documento risale solo a settembre di quest'anno. Il presidente di Norilsk Nickel, Vladimir Potanin, ha invece criticato apertamente l'aumento delle tasse: secondo lui il carico fiscale sulle imprese non sta rimpinguando i bilanci, ma sta danneggiando le entrate statali, e ha affermato che “la base imponibile si sta riducendo, mentre le spese aumentano”. Nel frattempo, il deputato del partito comunista Anatolij Lokot ritiene che “tutti i russi debbano sopportare il peso della guerra”, avanzando questa tesi durante una seduta della Duma di Stato in cui si discuteva del bilancio.

Il congresso di Delovaja Rossija si è tenuto nei giorni scorsi a Mosca, con la partecipazione di Vladimir Putin in videoconferenza, dopo aver incontrato di persona Aleksej Repik, il quale ha detto al presidente che gli imprenditori russi “non sono lavoratori temporanei, ma patrioti”, e ha proposto di eliminare le agevolazioni fiscali per le piccole e medie imprese. Putin si è detto “molto contento che siano gli imprenditori stessi a sollevare la questione dell'aumento delle tasse”. L’economista Vladislav Žukovskij ha commentato dicendo “capisco perfettamente da dove provenga questa iniziativa: tutte le proposte di Repik di Delovaja Rossija, e di Aleksandr Šokhin dell'Unione Russa degli industriali e degli imprenditori, si riducono a tentativi di salvare se stessi, ovvero le grandi imprese”. Repik non rappresenta una piccola o media impresa, è un imprenditore di enorme successo, proprietario di marchi noti come Eapteka, R-Stroy e Research Lab, tra gli altri. La sua azienda è molto vicina allo Stato, e ha ricevuto ingenti finanziamenti dall'inizio della guerra con l'Ucraina.

Žukovskij aggiunge che “le autorità sono ben consapevoli che non ci sono fondi nel bilancio, che la guerra continuerà, che il bilancio per i prossimi tre anni è interamente destinato alla difesa e che non si intravede la fine di questo bagno di sangue”. Il deficit di bilancio accumulato dal 2022 al 2026 supera di gran lunga i 20mila miliardi di rubli. Di conseguenza, Putin è alla ricerca di fondi, e ogni imprenditore che si presenta al Cremlino cerca di ingraziarselo, di dimostrare che “non siamo lavoratori temporanei, siamo qui per restare, non porteremo denaro fuori dal Paese”, anche se ovviamente lo fanno. “Tutto per il fronte, tutto per la vittoria”, come ha affermato il ministro delle finanze Anton Siluanov presentando il bilancio per i prossimi tre anni. Inoltre, secondo Žukovskij, tale sostegno al governo rappresenta un modo per proteggere le loro imprese dalla nazionalizzazione.

In un'intervista a Rbk Potanin ha dichiarato che il carico fiscale sulle imprese russe è “eccessivo e instabile” e ha segnalato una mancanza di investimenti, ma secondo l'imprenditore l'economia russa non ha ancora toccato il fondo. Intervenendo al forum di Delovaja Rossija, Putin ha definito uno dei compiti principali delle imprese “l'avvio di un nuovo ciclo di investimenti in Russia”. Ma anche secondo le previsioni del ministero dello sviluppo economico gli investimenti non cresceranno fino al 2028, e in queste stime sono inclusi gli appalti statali per la difesa. Qualsiasi carro armato, qualsiasi cannone, qualsiasi drone, qualsiasi arma militare con qualsiasi componente elettronico è considerato un bene durevole e un investimento nell'economia, ma questo non ha nulla a che vedere con la produzione civile, la saturazione dei beni o la disponibilità di prodotti sugli scaffali dei negozi: “è semplicemente uno spreco di denaro, risorse, materiali e denaro dei contribuenti raccolto da loro”, afferma Žukovskij.

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