Dušanbe (AsiaNews) - In Asia centrale, prendersi cura dei genitori anziani è considerato un dovere sacro e le case di riposo continuano a essere viste con diffidenza e stigma, ma la popolazione della regione sta invecchiando e la demenza, l'Alzheimer e le conseguenze degli ictus richiedono sempre più spesso un'assistenza continua da parte dei familiari. Azattyk Asia ha esplorato i motivi per cui le famiglie sono lasciate sole a sopportare questo fardello, come affrontano il burnout e perché, anche quando hanno bisogno di aiuto, sono riluttanti ad affidare i propri cari a istituzioni specializzate.
I parenti anziani si ritrovano spesso ad affrontare la malattia da soli, senza preparazione, senza l'aiuto di specialisti e spesso senza nemmeno la possibilità di riposare. “La cosa peggiore è quando vedi una persona cara apparentemente vicina, ma non più presente”, dice Malika, 45 anni, di Dušanbe. Sua madre era un'ingegnera molto apprezzata, ma oggi, a 74 anni, soffre di demenza: a volte non riconosce la figlia, a volte cerca parenti defunti da tempo. Il marito non ha appoggiato la decisione della moglie di dedicarsi completamente alla cura della madre, e i conflitti sono diventati sempre più frequenti. Alla fine, Malika è andata a vivere da sola con la madre, e dopo un po' di tempo, il matrimonio è finito. I suoi due figli, ora studenti, sono rimasti con il padre, e ora vanno a trovare la madre e la nonna nei fine-settimana.
Con il trascorrere del tempo, Malika non ha quasi più avuto una vita propria, ha smesso di vedere gli amici e ha abbandonato l'idea di stringere nuove amicizie, ma si rifiuta persino di pensare di smettere di prendersi cura della madre: “Quando ero piccola, lei ha sacrificato tutto per me allo stesso modo: il suo sonno, la sua tranquillità, la sua salute”. La sua storia non fa eccezione; la popolazione dell'Asia centrale sta gradualmente invecchiando. In Kazakistan, gli anziani rappresentano circa il 13% della popolazione e, negli ultimi anni, il loro numero è cresciuto di circa mezzo milione. In Tagikistan, le persone di età compresa tra i 60 e i 74 anni costituiscono circa il 6% della popolazione. In Kirghizistan, ci sono circa 440mila persone con più di 65 anni, anche in questo caso circa il 6% della popolazione.
Non ci sono cifre precise sul numero di persone affette da demenza in Tagikistan, ma secondo Zebo Kadyrova, psicologa presso l'Ong Salomati a Dušanbe, quattro o cinque famiglie che affrontano questa malattia contattano la loro organizzazione ogni settimana. Lei osserva che accettare la malattia è particolarmente difficile per coloro i cui cari erano precedentemente attivi e ricoprivano posizioni sociali elevate: “I parenti spesso percepiscono i sintomi della malattia come capricci, o comportamento deliberato, pertanto è importante spiegare alle famiglie come rispondere all'ansia, all'aggressività e alle domande ripetitive senza umiliare la persona”.
Timur, 34 anni, vive nel Kazakistan nord-occidentale e da anni assiste al progressivo deterioramento delle condizioni di salute della madre, che si prende cura della nonna di 87 anni. L'anziana soffre di malattie cardiovascolari, improvvisi sbalzi di pressione sanguigna e attacchi di panico. Negli ultimi anni è stata praticamente costretta a letto, e il peso maggiore è ricaduto sulla madre di Timur. Ha dovuto lasciare il lavoro per prendersi cura della madre, senza mai raggiungere la pensione completa; gli altri figli dell'anziana vivono in città diverse e non sono in grado di contribuire alla sua assistenza quotidiana. La famiglia ha cercato di trovare una badante, ma nel villaggio in cui vivono si è rivelato difficile.
Col tempo, sua madre è diventata allo stesso tempo badante, infermiera e psicologa di sua nonna. L'anziana era completamente dipendente dalla sua presenza e la svegliava nel cuore della notte solo per far sedere la figlia accanto a lei; la costante mancanza di sonno e lo stress hanno avuto un grave impatto sulla sua salute. Per Timur è particolarmente difficile vedere quanto velocemente sia invecchiata sua madre; la famiglia non ha mai discusso seriamente la possibilità che sua nonna si trasferisse in una casa di riposo o in una struttura assistenziale.
“I genitori associano questo all'abbandono degli anziani, nessuno pensa a cure qualificate o alla possibilità che la persona possa interagire con gli altri. Tutti pensano solo che la persona non sopravvivrà”, dice Timur. Storie come questa si ripetono regolarmente in Asia centrale.




















