Cittadinanza ai coreani all'estero contro la crisi demografica

È la proposta lanciata dall’agenzia che riunisce i coreani della diaspora (OKA). Secondi i dati ufficiali a fine 2025 erano circa 7 milioni, il 66% oggi ha cittadinanza nel Paese di residenza. Allo studio anche un polo di supporto per le start-up dei connazionali nel mondo.

di Dario Salvi

Seoul (AsiaNews) - Il governo di Seoul dovrebbe estendere la doppia cittadinanza a quanti appartengono alla diaspora sud-coreana all’estero, per contribuire a contrastare il calo demografico del Paese. È quanto ha affermato oggi un alto funzionario dell’Agenzia per i coreani all’estero (OKA), esortando l’esecutivo a considerare quanti hanno deciso di espatriare e risiedono all’estero come partner strategici più che come soggetti di controllo normativo. “Considerate le attuali sfide demografiche, la Corea dovrebbe consentire la doppia cittadinanza alla diaspora che condivide l’identità storica e culturale del Paese, per garantire un futuro migliore alla nazione” ha dichiarato il vice-commissario OKA Kim Min-cheol durante una conferenza stampa.

“In linea con gli standard globali, la filosofia di base OKA è chiara: la Corea - ha proseguito il funzionario - deve accogliere in modo proattivo la diaspora di otto milioni di persone, riconoscendoli sia come cittadini che come partner strategici della Corea”. È giunto il momento, aggiunge, che la Corea “ridefinisca il significato di nazionalità”. Al riguardo, egli ha citato il Giappone come esempio da cui trarre insegnamento, avvertendo che la Corea rischia di ripetere la prolungata stagnazione economica del proprio vicino se la popolazione continua a diminuire.

Per affrontare la questione della diaspora, Kim ha invocato un cambiamento radicale di approccio, affermando che le politiche passate hanno trattato i coreani di ritorno in patria - in particolare quelli provenienti dalla Cina - come soggetti da controllare più che come potenziali contributori. In particolare, prosegue, “accoglierli e favorirne l’integrazione come membri attivi della società è fondamentale per allentare le tensioni sociali”.

Secondo i conteggi del ministero dei Dati e delle statistiche, la popolazione della Corea del sud ha raggiunto il picco di 51,83 milioni nel 2020, prima di iniziare un trend al ribasso determinato dal basso tasso di fertilità e dal calo naturale della popolazione. L’afflusso di persone di etnia coreana e di cittadini stranieri ha contribuito a rallentare questa tendenza, ma si prevede comunque che la cifra scenderà a 50,7 milioni entro il 2036. 

La popolazione coreana all’estero - ovvero le persone di origine coreana o in possesso della cittadinanza coreana che vivono all’estero - ammontava a circa sette milioni nel 2025, con circa 4,6 milioni, pari al 66%, in possesso di cittadinanza straniera; i restanti 2,4 milioni conservavano la nazionalità coreana. Per quanto riguarda il servizio militare obbligatorio, una questione politicamente delicata, Kim ha affermato che la soglia di età per la doppia cittadinanza dovrebbe essere rimossa o abolita del tutto per coloro che hanno già adempiuto ai propri obblighi militari o non ne hanno alcuno da adempiere. Al tempo stesso chiede di ampliare le opzioni di servizio militare alternativo per quanti sono nati fuori dalla Corea e possiedono la doppia cittadinanza per nascita, consentendo loro, ad esempio, di servire il Paese presso ambasciate o strutture all’estero.

Kim ha illustrato diverse iniziative dell’OKA previste per la seconda metà di quest’anno. In particolare, l’agenzia sta organizzando un evento denominato “Settimana dei coreani”, concepito sia come festa comunitaria sia come occasione per promuovere il settore MICE (Meetings, Incentives, Conventions and Exhibitions). 

“Sebbene l’impatto economico preciso debba ancora essere calcolato, l’effetto MICE stimato derivante dall’istituzione di una “Settimana dei coreani”, che inviti i coreani residenti all’estero nel loro Paese d’origine, è molto promettente, sulla base del numero di visitatori di eventi simili. La World Korean Business Convention (Wkbc) attira tra i tre e i 10mila partecipanti, mentre l’evento tenutosi a Jeonju, nella provincia di Jeolla, ha richiamato circa 60mila visitatori” conclude. Infine, l’OKA sta pianificando di creare un polo di supporto per le start-up dei coreani della diaspora o per chi intende espandere la propria attività all’estero avvalendosi della rete globale dell’agenzia.

(Photo credit: OKA)


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