Uzbekistan

Articolo in evidenza

  • L’architettura del futuro a confronto in Asia centrale

    Al CAU Arch Summit 2026 progettisti, urbanisti e desgner hanno discusso del futuro dell'ambiente urbano, del ruolo della tecnologia, del patrimonio culturale della regione. L'archistar Bjarke Ingels: "Questa regione conserva una concezione dello spazio secolare: la sfida per la nuova generazione non è se modernizzare, ma come sviluppare questo patrimonio senza distruggerlo".

  • La (tortuosa) via al mare dell'Asia Centrale

    Per aggirare il blocco sia il Golfo sia l'Afghanistan infiammati dai conflitti, sta emergendo un nuovo corridoio terrestre che partendo dal porto di Karachi sulle rive del mare d’Arabia per giunge fino a Taškent passando dal terriotorio iraniano. Un percorso lungo e faticoso che per il Pakistan oggi è l'unica via per entrare nel mercato dell’Asia centrale, dove vivono quasi 80 milioni di persone.

  • I legami sempre più stretti tra l'Asia Centrale e la Germania

    In una regione dove entro il 250 vivranno oltre 100 milioni di persone si sta superando il modello tradizionale dello scambio tra materie prime e prodotti finiti, orientandosi sempre più sulla creazione coordinata di valore aggiunto. Con Berlino che può offrire soluzioni all'avanguardi per la transizione verde e un contributo fondamentale per lo sviluppo del capitale umano.

  • Le nuove intese militari tra i Paesi dell'Asia Centrale

    Nel meccanismo di rafforzamento nelle forme di cooperazione regionale nei sistemi di Difesa innescato dalla guerra in Medio Oriente si stanno muovendo anche i Paesi dell'Asia Centrale. Il Kazakistan ha comunicato l’apertura del proprio spazio aereo per i voli militari dalla Turchia. E insieme all'Uzbekistan punta a rafforzare l'alleanza tra gli Stati turanici con piani di coordinamento con quelli europei.

  • La nuova scommessa dell'Uzbekistan sulla sua cultura

    Entro il 2030 Tashkent ha intenzione di aumentare la quota dell'"economia creativa" nel prodotto interno lordo fino al 5%. Negli ultimi anni sono stati aperti due nuovi teatri, 19 centri culturali, 16 musei, 20 scuole di musica e arte e 5 università del settore. Mirziyoyev vuole riportare gli uzbeki alle glorie antiche, ma cercando di rappresentare anche un volto nuovo del Paese.

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